31 ottobre 2008

Ospedale Gioia T. chiude chirurgia, Pbc: ennesima dimostrazione di mala sanità.

Gioia Tauro, 31 ott. 2008

Ai Commissari Straordinari del Comune di Gioia Tauro
Fax 0966 500193

Al Commissario straordinario dell’ AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI R.C., Via Sant’Anna II tronco 18/a, 89128 Reggio Calabria
Fax 0965/347321

Al responsabile dell’Ufficio Tecnico ex ASL 10
89015 PALMI

e, p.c. Al Direttore Sanitario
Ospedale Giovanni XXIII,
89013 Gioia Tauro

ESPOSTO

Gioia Tauro – la U.O. di Chirurgia Generale del P.O. di Gioia Tauro trasferita dal 3/11/2008 a Scilla. Per Pbc ennesima dimostrazione di mala sanità e scarsa, anzi nulla, attenzione per le urgenze sanitarie coperte da Chirurgia, ossia un bacino di oltre 80.000 cittadini, 1.500 lavoratori portuali e circa 2.500 lavoratori extracomunitari non censiti nella Piana.
La soluzione l’hanno trovata subito, come è accaduto per tutti gli altri reparti scomparsi nel tempo dall’Ospedale di Gioia Tauro: il trasferimento cosiddetto “provvisorio”.
Dei pregi dell’Ospedale Giovanni XXIII, unica struttura che in quanto a posizione strategica nel cuore della Piana ed a potenziale “fruibilità” non teme confronti con nessuno, non se ne sono mai accorti né li hanno mai segnalati i politici, né il personale dipendente di quella struttura, né la quasi totalità dei manager sanitari e direttori vari, che hanno ignorato la “composizione” e la “delicatezza” del vasto bacino d’utenza del Giovanni XXIII, che non potevano permettersi di non sapere quello che sarebbe successo.
Chi avrebbe dovuto controllare che la “normale manutenzione” della struttura venisse fatta periodicamente e a regola d’arte per evitare che il passare del tempo producesse quei danni sul tetto da infiltrazione d’acqua e quel black out in sala operatoria, che hanno avuto come immediato e gravissimo risultato la chiusura di chirurgia? Ossia un reparto “salvavita” e proprio laddove la vita è molto più a rischio rispetto a tutto il territorio calabrese per densità di popolazione.
Si pensi solo che mettendo insieme gli abitanti di Gioia Tauro ab.17.762, Rizziconi ab. 7.650, Rosarno ab. 15.051, San Ferdinando ab. 4.339, Taurianova ab. 15.799 e Palmi ab. 19.435 (solo alcuni centri che si servono del reparto di chirurgia di Gioia Tauro) si arriva ad un totale di 80.036 abitanti che rimarrano sguarniti di una chirurgia nelle prossime vicinanze; oppure si pensi agli oltre 1500 lavoratori portuali che giornalmente si riversano nell’area portuale di Gioia Tauro e sono a rischio di incidenti rilevanti.
Bene tutte queste persone da oggi in poi dovranno andare a Scilla, senza che alcuno abbia tenuto in considerazione le proibitive condizioni autostradali per arrivarvi, che a causa dei continui e perenni lavori in corso, con intere carreggiate chiuse, rendono lunghissimo qualunque tragitto oltre che pericoloso. Non si è tenuto conto neppure le difficoltà nel raggiungere quel sito Ospedaliero per chi volesse, tra i tanti si pensa anche al personale dipendente del reparto chirurgia di Gioia Tauro vere vittime sacrificali, recarvisi tramite le Ferrovie dello Stato perché la stazione di Scilla dista parecchi Km dall’Ospedale rendendo impossibile l’arrivo a piedi.
Purtroppo siamo costretti dagli eventi negativi che si stanno susseguendo, a tornare su una argomentazione così scottante, per manifestare la nostra disperazione che è condivisa da tutti gli abitanti della Piana che del Giovanni XXIII si servono, trattasi di quei lavoratori e cittadini che sempre più numerosi hanno sin d’ora deciso di aggregarsi a sostegno di una lotta che si inizierà a portare avanti per tutelare il sacrosanto diritto alla salute loro e dei loro figli.
Mentre ribadiamo che Chirurgia non si tocca, confermiamo la nostra intenzione di vigilare sui “movimenti” strani che stanno succedendo a danno di questa città. E sarà una vigilanza “a tempo pieno”, per evitare che si continuino a causare impunemente danni all’Ospedale di Gioia Tauro e al mondo operaio che le “ruota” intorno e per evitare che dalla mancanta assistenza immediata all’alta percentuale di cittadini e lavoratori a rischio infortunistico che a questa struttura si rivolgono possa derivare una sempre più probabile “tragedia annunciata ”.
Si deve fare in modo che Chirurgia d’urgenza riapra nel più breve tempo possibile, senza minimamente ipotizzare un “trasferimento” del reparto.
E’ qui a Gioia Tauro con l’indotto di lavoratori portuali che vi gira intorno che vi è il pericolo e qui è l’urgenza.
Qui gravita la forza lavoro e qui deve trovare immediato “riparo” chiunque al Porto, nella Piana, nell’area industriale o per le strade dei Comuni citati, possa avere bisogno di intervento immediato per la salvaguardia del bene supremo della vita>>.
Pbc alla luce di quanto sopra, chiede espressamente agli organi in intestazione ognuno per la propria competenza una risposta scritta ai tanti interrogativi che sorgono spontaneamente ossia:
1. Perché dal blocco Operatorio dichiarato inagibile dal 23/9/2008 ad oggi nessun lavoro di riparazione è iniziato?
2. Cosa si è fatto in questo mese e mezzo di tempo trascorso?
3. Perché, nonostante le continue sollecitazioni scritte di interventi di riparazione sin dal mese di settembre, dirette agli uffici competenti dell’Azienda Sanitaria Provinciale, tra cui l’Ufficio Tecnico dell’ex ASL 10 di Palmi, per un’infiltrazione d’acqua ed un black out elettrico, non si è provveduto per tempo permettendo passivamente la chiusura ed il trasferimento di un reparto come Chirurgia di una zona considerata ad alto rischio d’incidenti rilavanti?
4. Perché non si è dato seguito all’esposto di Pbc che segnalava il rischio chiusura del reparto di Chirurgia sin dal I° ottobre 2008?
5. Inoltre venendo meno il reparto di chirurgia di Gioia Tauro buon senso vorrebbe che per soddisfare il suo ampio bacino di utenza la posizione alternativa, facilmente raggiungibile dai pazienti, non possa essere Scilla, sito lontano, mal collegato e logisticamente isolato, dove altresì occorrerebbe organizzare di sana pianta il reparto di chirurgia che risulta chiuso da oltre due anni. L’immediata e ovvia conseguenza sarebbe quella che i pazienti della Piana si riverserebbero unicamente sull’Ospedale di Polistena con maggiore aggravio ed intasamento della già complessa ed intasata offerta sanitaria di quel Nosocomio. Allora perché, in subordine, non valutare l’ipotesi del trasferimento temporaneo di chirurgia presso il più vicino Ospedale di Palmi oppure di Oppido Mamertina dove esistono già due sale operatorie efficienti? Oppure visto che si sostiene trattarsi di un trasferimento provvisorio non potenziare con il personale di Gioia Tauro temporaneamente lo stesso reparto esistente a Polistena?
A tutti gli interrogativi esposti si prega voler dare esauriente e soprattutto motivata risposta che per Pbc non potrà che essere l’ immediata riapertura del reparto di Chirurgia.
Con Osservanza
Il Coordinatore Pbc di Gioia Tauro Il Coordinatore Pbc Regione Calabria
Jacopo Rizzo Renato Bellofiore

28 ottobre 2008

Gioia, l’appello della Lista civica nazionale “Per il bene Comune”: «Si riapra il reparto di Chirurgia dell’Ospedale Giovanni XXIII»


Gioia, l’appello di Bellofiore della Lista civica nazionale “Per il bene Comune”
«Si riapra il reparto di Chirurgia dell’ospedale Giovanni XXIII»
di VIVIANA MINASI

GIOIA TAURO, 28 ottobre 2008 - Nonostante le rassicurazioni giunte da diversi medici, in merito ad una rapida risoluzione del problema relativo alla chiusura del reparto di Chirurgia, all'Ospedale civico gioiese “Giovanni XXIII”, c'è chi non ci sta proprio all'idea di vedere il nosocomio cittadino privo di un così importante e vitale reparto. La chiusura di Chirurgia ed il suo momentaneo trasferimento, infatti, creano diverse situazioni scomode per i pazienti che dovessero necessitare di un ricovero urgente, proprio perché quello di Gioia Tauro è l'Ospedale, nella Piana, che si trova in una posizione strategica e facilmente raggiungibile dai diversi Comuni del Comprensorio. I tanti cori che si sono levati a difesa dell'Ospedale “Giovanni XXIII” hanno tutti avuto come tema portante quello dell'importanza che in passato ha avuto questo nosocomio, in cui parecchie vite umane sono state salvate. «L'Ospedale “Giovanni XXIII” è l'unico ospedale lavoratore ed operaio nella Piana, unica struttura “aderente” all'edilizia ospedaliera - sottolinea Renato Bellofiore di “Per il bene Comune” -L'unica nota stonata in questo contesto è che di questi pregi non se ne sono mai accorti quei politici che non potevano permettersi di non sapere; la quasi totalità dei manager che hanno ignorato la “composizione” e la “delicatezza” del vasto bacino d'utenza; i vari addetti ai lavori, anche e soprattutto quelli della “normale manutenzione” che hanno prodotto il collegamento diretto di pazienti, macchinari col “cielo aperto”, col gravissimo risultato della chiusura dei reparti alvavita,proprio dove la vita è molto più a rischio che in altre zone del territorio calabrese». Accanto a Bellofiore, si sono schierati i rappresentanti di tante associazioni culturali gioiesi e di diversi movimenti politici locali, segno che quello della Sanità è un tema davvero scottante. Si prevede dunque una vera e propria azione di controllo sui movimenti in ambito di salute; Bellofiore e compagnia non hanno la minima intenzione di vedere l'Ospedale cittadino morire sotto lo sguardo indifferente delle istituzioni locali. «Si deve fare in modo che la Chirurgia d'urgenza riapra il più presto possibile -dice Iacopo Rizzo, coordinatore locale de Pbc -senza minimamente ipotizzare il momentaneo trasferimento, perché purtroppo qui è il pericolo, qui è l'urgenza». «Attorno a Gioia gravita un gran numero di forza lavoro che presta servizio al Porto e nell'area industriale circostante », conclude Iacopo Rizzo. La voce di Gioia e dei gioiesi non pare dunque placarsi in merito a questo delicatissimo argomento, segno di un forte interesse verso il tema della salute dei cittadini che nella Piana più volte è stato messo in discussione.

SUI TERRENI DEL "FERRARIS" AVEVA RAGIONE PBC... IL PRESIDE CACCAMO (AGRARIA) CHIEDE LE SCUSE PUBBLICHE DI BARONE E DEL PDCI.





Polemica sul Nuovo Ospedale della Piana

IL PRESIDE CARMELO CACCAMO CHIEDE LE SCUSE PUBBLICHE DI BARONE E DEL PDCI

DI IVAN PUGLIESE

PALMI 28 ottobre 2008 - «E’ venuto il mo­mento di fare chiarezza una volta per tutte, specialmen­te quando voci “autorevoli” offendono l’Istituzione sco­lastica che mi onoro di rap­presentare>>. Decide di entrare in ma­niera decisa, in quella che definisce una “querelle pret­tamente politica dalla quale mi dissocio e per cui non en­tro nel merito”, relativa al dibattito sorto da alcune set­timane attorno ai futuro dell’Istituto “Ferraris” di Palmi sui cui terreni do­vrebbe sorgere il Nuovo Ospedale della Piana, il Diri­gente scolastico Carmelo Caccamo, e lo fa attraverso una “lettera aperta”, dai toni molto accesi, indirizzata al Consigliere Provinciale di Palmi Giovanni Barone (al quale avanza anche, a nome di tutto l’Istituto, la richie­sta di pubbliche scuse) reo, «di aver offeso, con le sue fal­se deliberanti dichiarazioni, l’intera comunità scolastica del “Ferraris”». I contenuti della lettera salgono di tono: < pertanto, avrebbe potuto fare a meno di “sentenziare” ed avventu­rarsi in un mondo a lei sco­nociuto>>. Ma gli strali di Caccamo, si abbattano an­che sul Partito dei Comuni­sti Italiani (che due sabati fa aveva organizzato nella sala consiliare un convegno avente ad oggetto il Nuovo Ospedale della Piana), e l’amministrazione comuna­le palmese, che vengono iro­nicamente ringraziate «per l’opportunità concessami (in realtà mancata, ndc) a poter esprimere pubblica­mente il mio pensiero da di­rigente e da libero cittadino, di nome e di fatto, su una vi­cenda nella quale sono sta­to, mio malgrado, coinvolto come se fossi il nemico nu­mero uno di Palmi. Tuttavia aggiunge pur essendo stato presente all’iniziativa e più volte chiamato in cau­sa dagli intervenuti, non mi è stata concessa la parola impedendomi d’intervenire ed esternare il mio pensie­ro>>. Caccamo, in difesa della propria onorabilità, invita quindi tutte le Istituzioni e la cittadinanza, a visitare l’Azienda Agraria, onde ve­rificare le falsità addotte per giustificare la scelta del sito del Nuovo Ospedale della Piana, suggerendo, vista la vastità di un territorio che si estende da Bagnara sino a Gioia Tauro (in lunghezza), la possibilità di ricercare un sito diverso e migliore di quello attualmente per la co­struzione della nuova strut­tura ospedaliera, senza in questo modo penalizzare una Istituzione scolastica che è unica nella provincia di Reggio e che, a mio avviso - conclude Caccamo - potreb­be diventare un ‘Polo de ec­cellenza”, centro di ricerca avanzata, visto che è dotata di strutture recettive (convitto) e tecnologia (laborato­ri) all’avanguardia».

27 ottobre 2008

Dal Quotidiano del 27.10.08 Pbc replica indirettamente al Pdci


La Lista Civica Nazionale “Per il bene comune” replica indirettamente al Pdci «Ospedale nuovo, la scelta solo nelle sedi istituzionali»

Michele Albanese
PALMI - Secondo il Pbc «la scelta tra nuovo Ospedale e Ospedale unico della Piana e la sua ubicazione verrà decisa solo nelle sedi istituzionali in maniera democratica e attraverso il voto e non sui giornali o durante assemblee convocate da partiti politici», il resto «è tutta pubblicità ingannevole. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire. La proposta di Nuovo Piano Sanitario regionale, deve ancora essere votata dal Consiglio regionale della Calabria ed è attualmente in elaborazione dalla III Commissione Sanità. E' quest'ultima che recepite le istanze di revisione, tra le quali vi è l'istanza di Pbc corredata da 15.000 firme e documentata da una relazione tecnica a favore dell'Ospedale Unico, completa di studi demografici, analisi di viabilità, tempi di percorrenza e osservazioni sull'inadeguatezza del sito proposto dal Comune di Palmi, elaborerà la nuova proposta da sottoporre al voto consiliare, voto non ancora espresso». Per i firmatari della nota Bellofiore e Iacopo: «affermare il contrario è una mancanza di rispetto nei confronti della 3 Commissione regionale e un tentativo deplorevole di delegittimazione del suo lavoro». Pur senza mai nominarlo, il Pbc, sembra replicare ad alcune affermazioni emerse durante un convegno del Pdci a Palmi, nel corso del quale era emersa una chiara indicazione per un ospedale nuovo da realizzarsi a Palmi. Per il Pbc che ricorda come «i Sindaci che hanno già democraticamente votato nelle sedi istituzionali», quanto emerso «ha soltanto il fine di delegittimare l'organo della conferenza dei Sindaci dell'ex Asl 10. Tutto ciò - viene affermato - è assolutamente antidemocratico e avvilente soprattutto se tale mediocrità proviene da parte di chi, rappresentando le istituzioni “democraticamente elette”, dovrebbe combattere tali meccanismi “oscuri ed inquietanti” e rispettare per primi le decisioni democraticamente votate. Esiste, infatti - continua la nota di Bellofiore e Iacopo - ed è agli atti della Commissione regionale Sanità, il verbale della riunione della conferenza dei sindaci del 3.10.2007, nel quale si legge che in sede di votazione 22 Sindaci su 26 si sono espressi per Cannavà di Rizziconi. Sulle falsità dette circa le condizioni dei terreni dell'Istituto “Ferraris” di Palmi, in base alle quali sarebbero terreni “incolti e non utilizzati da circa un secolo”, il Pbc smentisce con le prove tali falsità come provante da un “video verità” che è possibile consultare su “You Tube” digitando -in quel motore di ricerca: ‘per il bene comune pro scuola agraria palmi’, dalla visione del quale si evince incontrovertibilmente che si tratta di terreni che non sono incolti e abbandonati.

GazzettadelSud del 27.10.08.Pbc:«Chirurgia non deve scomparire»



Gioia Tauro Nuova levata di scudi di Bellofiore e Altomonte

Incubo trasferimento "provvisorio" «Chirurgia non deve scomparire»



Vincenzo Toscano

GIOIA TAURO

«Adesso ci mancava la "grana" della Chirurgia, dove una soluzione si trova subito, come è accaduto per tutti gli altri reparti scomparsi nel tempo: il trasferimento cosiddetto "provvisorio». No, è ora di finirla – sbotta Renato Bellofiore, coordinatore regionale di "Per il Bene Comune". «Giù le mani dalla chirurgia, giù le mani dall'ospedale "lavoratore ed operaio" Giovanni XXIII, unica struttura nella Piana "aderente" all'edilizia ospedaliera. Ma anche unica struttura, che in quanto a posizione strategica nel cuore della Piana e a potenziale "fruibilità" non teme confronti con nessuno».«Si faccia in modo – afferma, intervenendo a sua volta il coordinatore comunale Iacopo Rizzo – che Chirurgia d'urgenza riapra nel più breve tempo possibile, senza minimamente ipotizzare un "trasferimento" del reparto. Perché, purtroppo, qui è il pericolo e qui è l'urgenza. Qui gravita la forza lavoro e qui deve trovare immediato "riparo" chiunque al Porto, nell'area industriale o per le strade della Piana, possa avere bisogno di intervento immediato per la salvaguardia del bene supremo della vita». Per Cosimo Nunzio Altomonte, referente del Pd, «troppe sono state le chiusure e troppi i trasferimenti "provvisori" in questo ospedale di frontiera, che una "sanità attenta" ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori avrebbe dovuto potenziare invece di distruggere. Non penso proprio che questo complesso ospedaliero modernamente concepito e che insiste nel "cuore" della Piana, per volere delle istituzioni competenti, sia destinato alla completa "paralisi"».«E per quanto concerne l'ospedale che noi continuiamo a definire "unico" – afferma l'altro referente del Pd, Nunzio Candido – fa senso la "procedura del fatto compiuto" dell'esigua minoranza che dimostra di non avere alcun rispetto nei riguardi della competente commissione del consiglio regionale (che ci ha sentiti assieme ai coordinatori di Pbc ed ha avuto consegnati firme e verbali) e tanto meno dello stesso organo elettivo che ancora deve terminare i suoi lavori e deliberare sul nuovo Psr».

26 ottobre 2008

Il Quotidiano 25.10.08 chiude ufficialmente chirurgia a Gioia T. reparto forse trasferito a Scilla



Gioia. Reparto forse trasferito a Scilla - Un’infiltrazione e Chirurgia chiude l’ospedale di Gioia Tauro

di VIVIANA MINASI

GIOIA TAURO –Chiude ufficialmente a Gioia Tauro il reparto di Chirurgia.

Dopo diversi giorni di notizie e smentite, che puntualmente si alternavano, ieri mattina è stata decretata la chiusura del reparto, all'Ospedale civico “Giovanni XXIII”. Resta così chiusa la sala operatoria e sospesa ogni attività sia d'emergenza che ordinaria. Non c'è ancora la certezza in merito al luogo in cui il reparto verrà trasferito, ma secondo indiscrezioni la sede potrebbe essere quella di Scilla. A causa delle infiltrazioni piovane dei mesi scorsi, infatti, è andato in tilt l'intero impianto elettrico della sala operatoria e del reparto, già danneggiato a metà settembre, e provvisoriamente riparato. I lavori, si era detto, sarebbero durati quindici, venti giorni al massimo, ma così non è stato. Adesso si spera in un intervento rapido: c'è da rifare la copertura del terrazzo nella sala operatoria e l'impianto elettrico da rimettere a punto. I medici si augurano che nel giro di quindici giorni, come è stato detto loro dai tecnici intervenuti per stimare i danni, ogni cosa torni al suo posto, ma non c'è nulla di certificato. E pensare che solamente poche settimane fa una denuncia di Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo pareva aver mosso un po' le acque e qualcosa sembrava essere mutata. Problemi su problemi, e proprio dove non ci vorrebbero. Già, perché proprio alle porte di Gioia Tauro, a Cannavà, era stata individuata l'area nella quale costruire l'Ospedale Unico della Piana, tanto acclamato e voluto dalla stragrande maggioranza dei sindaci della Piana. È impensabile la chiusura ed il trasferimento di un così importante reparto, specie in una città come Gioia Tauro, la cui popolazione durante il giorno raddoppia per la presenza del Porto e di molti altri centri che offrono lavoro. Anche nel settore sanitario, la città di Gioia Tauro era chiamata a dare delle risposte rassicuranti, dando prova di poter ospitare un presidio ospedaliero di qualità, che servisse i Comuni del comprensorio pianigiano, eppure la chiusura del reparto di Chirurgia è stata l'ennesimo passo falso di una città che in poco tempo è calata a picco. A inizio ottobre, dopo che anche per il reparto di Cardiologia si paventava la chiusura, l'intervento dei tecnici del Comune, dopo diverse sollecitazioni da parte della Commissione Straordinaria che regge il Comune di Gioia Tauro, aveva arginato i problemi, intervenendo in maniera tale da evitare di chiudere anche questo reparto; possibile che non si sia potuto fare nulla per evitare che si Arrivasse alla chiusura di chirurgia? Se si fosse intervenuti per tempo, non si sarebbe giunti a questo punto. Già nella serata di ieri, ci sono state le prime reazioni alla notizia relativa alla chiusura del reparto. Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, coordinatori della lista “Per il bene Comune”, che tanto si stanno battendo per la tutela della salute, hanno espresso il loro rammarico per questa incresciosa situazione. «Non sappiamo perché si è arrivati a chiudere il reparto di Chirurgia - dicono i due coordinatori malgrado le disperate sollecitazioni di tanti cittadini che invocano una sanità migliore». Impensabile, dunque, che nell'area più popolosa della Piana, sede di un nosocomio, manchi un reparto vitale come la Chirurgia. Segno, probabilmente, di una sanità che va a rotoli.

PBC CONTRO CHIUSURA CHIRUGIA OSPEDALE GIOVANNI XXIII ORA ANCHE A RISCHIO TRASFERIMENTO.

Gioia Tauro, 24 Ottobre 2008



COMUNICATO STAMPA



GIOIA TAURO. PBC:PER UNA SEMPLICE INFILTRAZIONE DI ACQUA PIOVANA PERSISTE LA CHIUSURA DEL REPARTO CHIRURGIA DELL’OSPEDALE GIOVANNI XXIII ORA ANCHE A RISCHIO TRASFERIMENTO PRESSO ALTRO NOSOCOMIO.

La storia infinità delle inadempienze del Giovanni XXIII ci preoccupa non poco.

Non sappiamo perché il reparto di chirurgia e le due moderne sale operatorie sono ancora bloccate e ciò malgrado le sollecitazioni disperate di numerosissimi cittadini di Gioia Tauro e della Piana che hanno urgente bisogno di interventi salva vita.

Giù le mani dalla chirurgia d’urgenza così come previsto, perché nessuno deve dimenticare e sottovalutare che in questo Ospedale che tutti tendono a distruggere gravita, tra l’altro, un esercito al giorno di oltre 3.000 lavoratori a rischio.

Non intendiamo sentir parlare di trasferimenti, neanche provvisori, e chiediamo ai responsabili dell’ASP di Reggio Calabria ed ai Commissari straordinari di Gioia Tauro di provvedere urgentemente a riattivare il reparto e ad individuare le responsabilità di quanti hanno operato per rendere il Giovanni XXIII sempre più inefficiente, invece di valorizzarlo.

Non è pensabile che gli ultimi lavori fatti di recente abbiano riguardato solo la copertura del soffitto del reparto di cardiologia, facendolo riattivare, tralasciando senza ragione alcuna, negligentemente e imprudentemente scoperto il soffitto del reparto di chirurgia.

Sarebbe bene inoltre che chi ha la responsabilità dell’ASP di Reggio Calabria valuti l’ottimo lavoro che i chirurghi del Nosocomio gioiese hanno svolto in questi anni, soffermandosi a considerare le numerosissime vite umane salvate in situazioni d’emergenza, si pensi a quei 28 lavoratori portuali soccorsi in un solo evento.

Non è possibile, e Pbc si attiverà per impedirlo, che la più popolosa area geografica del territorio, maggiormente esposta a rischio incidenti rilevanti per la presenza in essa del porto più grande del mediterraneo, sia sguarnita dei reparti di chirurgia d’urgenza con le eccellenze mediche che attualmente la corredano per dirottarli in altre zone per motivi risolvibili con buon senso e semplice buona volontà.

Il Coordinatore Gioia Tauro

arch. Jacopo Rizzo

Il Coordinatore Regione Calabria

avv. Renato Bellofiore

Coordinamento Regione Calabria

Gioia Tauro, 24 Ottobre 2008



COMUNICATO STAMPA

GIOIA TAURO. PBC:PER UNA SEMPLICE INFILTRAZIONE DI ACQUA PIOVANA PERSISTE LA CHIUSURA DEL REPARTO CHIRUGIA DELL’OSPEDALE GIOVANNI XXIII ORA ANCHE A RISCHIO TRASFERIMENTO PRESSO ALTRO NOSOCOMIO.

La storia infinità delle inadempienze del Giovanni XXIII ci preoccupa non poco.

Non sappiamo perché il reparto di chirurgia e le due moderne sale operatorie sono ancora bloccate e ciò malgrado le sollecitazioni disperate di numerosissimi cittadini di Gioia Tauro e della Piana che hanno urgente bisogno di interventi salva vita.

Giù le mani dalla chirurgia d’urgenza così come previsto, perché nessuno deve dimenticare e sottovalutare che in questo Ospedale che tutti tendono a distruggere gravita, tra l’altro, un esercito al giorno di oltre 3.000 lavoratori a rischio.

Non intendiamo sentir parlare di trasferimenti, neanche provvisori, e chiediamo ai responsabili dell’ASP di Reggio Calabria ed ai Commissari straordinari di Gioia Tauro di provvedere urgentemente a riattivare il reparto e ad individuare le responsabilità di quanti hanno operato per rendere il Giovanni XXIII sempre più inefficiente, invece di valorizzarlo.

Non è pensabile che gli ultimi lavori fatti di recente abbiano riguardato solo la copertura del soffitto del reparto di cardiologia, facendolo riattivare, tralasciando senza ragione alcuna, negligentemente e imprudentemente scoperto il soffitto del reparto di chirurgia.

Sarebbe bene inoltre che chi ha la responsabilità dell’ASP di Reggio Calabria valuti l’ottimo lavoro che i chirurghi del Nosocomio gioiese hanno svolto in questi anni, soffermandosi a considerare le numerosissime vite umane salvate in situazioni d’emergenza, si pensi a quei 28 lavoratori portuali soccorsi in un solo evento.

Non è possibile, e Pbc si attiverà per impedirlo, che la più popolosa area geografica del territorio, maggiormente esposta a rischio incidenti rilevanti per la presenza in essa del porto più grande del mediterraneo, sia sguarnita dei reparti di chirurgia d’urgenza con le eccellenze mediche che attualmente la corredano per dirottarli in altre zone per motivi risolvibili con buon senso e semplice buona volontà.

Il Coordinatore Pbc di Gioia Tauro

Arch. Jacopo Rizzo

Il Coordinatore Pbc Regione Calabria

Avv. Renato Bellofiore

25 ottobre 2008

Ospedale Nuovo o Ospedale Unico! Pbc: “Più rispetto per la III Commissione Regionale Sanità e per le altre Istituzioni”.


Coordinamento Regione Calabria


COMUNICATO STAMPA

Ospedale Nuovo o Ospedale Unico!
Pbc: “Più rispetto per la III Commissione Regionale Sanità e per le altre Istituzioni”.

In merito ad alcuni articoli di stampa, apparsi anche in data odierna, Pbc ribadisce che la scelta tra nuovo Ospedale e Ospedale unico della Piana e la sua ubicazione si decide solo nelle sedi istituzionali in maniera democratica tramite il voto e non sui giornali o durante assemblee convocate da partiti politici, altrimenti è tutta pubblicità ingannevole. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire.
La proposta di Nuovo Piano Sanitario regionale, DEVE ANCORA ESSERE VOTATA DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA ed è attualmente in elaborazione dalla III Commissione Sanità. E’ quest’ultima che recepite le istanze di revisione presentategli – tra le quali vi è l’istanza di Pbc corredata da 15.000 firme e documentata da una relazione tecnica a favore dell’Ospedale Unico, completa di studi demografici basati su dati ISTAT, analisi di viabilità, tempi di percorrenza e osservazioni sull’inadeguatezza del sito proposto dal Comune di Palmi– elaborerà la nuova proposta da sottoporre al voto consiliare, voto non ancora espresso.

AFFERMARE IL CONTRARIO È UNA MANCANZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DELLA III COMMISSIONE REGIONALE SANITA’ ED UN TENTATIVO DEPLOREVOLE DI DELEGITTIMAZIONE DEL SUO LAVORO.

Inoltre, è opportuno precisare che parlare a nome di Sindaci che hanno già democraticamente votato nelle sedi istituzionali preposte, cercando oggi di tirarli per la giacca per formare nuove maggioranze al di fuori di tali sedi in favore dell’Ospedale Nuovo a Palmi, HA SOLTANTO IL FINE DI DELEGITTIMARE L’ORGANO DELLA CONFERENZA DEI SINDACI SANITA’ EX ASL 10. Ciò è assolutamente antidemocratico e avvilente soprattutto se tale mediocrità proviene da parte di chi, rappresentando le Istituzioni “democraticamente elette”, dovrebbe combattere tali meccanismi “oscuri ed inquietanti” e rispettare per primi le decisioni democraticamente votate. Infatti esiste ed è agli atti della Commissione Reg. Sanità, il VERBALE della RIUNIONE della CONFERENZA DEI SINDACI DEL 3.10.2007, nel quale si legge che in sede di votazione 22 Sindaci su 26 si sono espressi per Cannavà di Rizziconi.

Sulle falsità dette circa le condizioni dei terreni dell’Istituto “Ferraris” di Palmi, in base alle quali sarebbero terreni “INCOLTI E NON UTILIZZATI DA CIRCA UN SECOLO”, PBC smentisce con le prove tali falsità realizzando un “video verità” da tutti consultabile su “You Tube” digitando in quel motore di ricerca: <>, dalla visione del quale si evince incontrovertibilmente che trattasi di terreni che non sono incolti e abbandonati, come superficialmente o strumentalmente dichiarato, ma coltivati e utilizzati addirittura in modo tale da ricavare un profitto da reinvestire pro studenti della scuola oltre ad essere strumento indispensabile di didattica per gli stessi.

PER CONCLUDERE PBC RENDE NOTO DI AVER UFFICIALMENTE RICHIESTO AGLI ORGANI COMPETENTI CHE L’OSPEDALE “SCILLESI D’AMERICA DI SCILLA” NON VENGA CHIUSO IN QUANTO ANNOVERATO DAGLI SPECIALISTI TRA I POCHI CENTRI DI ECCELLENZA CALABRESI.

Gioia Tauro, 25 Ottobre 2008

Il Coordinatore Pbc di Gioia Tauro Jacopo Rizzo
Il Coordinatore Pbc Regione Calabria Avv. Renato Bellofiore

24 ottobre 2008

Ospedale "unico" della Piana si respira aria di ottimismo. Da Gazzetta del Sud del 24.10.08



Gioia Tauro Dopo l'audizione del comitato civico da parte della commissione "Sanità" della Regione

Ospedale "unico" della Piana si respira aria di ottimismo

Bellofiore: contenti di essere riusciti a spiegare le ragioni a base della nostra "resistenza"

Vincenzo Toscano

GIOIA TAURO

Il Comitato civico "Pro Ospedale Unico della Piana" è stato ammesso a relazionare davanti alla terza commissione "Sanità" del Consiglio regionale della Calabria, presieduta da Pietro Giamborino.

I membri del Comitato (Giuseppe Rizzo, Gianfranco Saccomanno, Renato Bellofiore, Jacopo Rizzo e Giuseppe Alessio) e il referente del Pd di Gioia Tauro, Cosimo Altomonte, si sono fatti portavoce dei «gravi e crescenti malcontenti della popolazione residente nella Piana, che nell'ordine di decine di migliaia ad oggi (si parla di circa quindicimila firmatari ndc) hanno già sottoscritto la petizione popolare "Pro Ospedale Unico" dichiarando espressamente la loro volontà a favore della costruzione di un'unica struttura ospedaliera da realizzare nella zona baricentrica (rispetto a tutti i Comuni della Piana) di Cannavà di Rizziconi, prevedendo in alcuni punti strategici del territorio degli efficienti centri di pronto soccorso».

Il Comitato – si legge nel documento diramato dopo l'audizione della Commissione – per richiedere la revisione del nuovo Piano sanitario regionale in favore di un Ospedale Unico della Piana, si è soffermato sull'analisi della inadeguatezza delle strutture ospedaliere esistenti nel territorio, perché «strutture a volte fatiscenti, con irrilevante capacità ricettiva e con difficili collegamenti con la viabilità principale, e per qualche ospedale – è stato fatto rilevare – vi è da tenere conto che, addirittura, risulta privo dei previsti certificati di agibilità statica, sostenendo che continuare a frammentare i reparti sanitari, le attrezzature mediche e gli specialisti in due mezzi ospedali non risolverà i problemi attuali».

Nel ringraziare la commissione Sanità per l'attenzione manifestata e la disponibilità espressa nell'accogliere i rilievi e le legittime istanze della popolazione della Piana, il Comitato civico Pro Ospedale Unico «sicuro e forte della volontà popolare, esprime viva soddisfazione per l'esito dei lavori della commissione e si dimostra fiducioso per il raggiungimento dell'obiettivo finale dell'ospedale unico della Piana».

«E' inutile dire» ha dichiarato Renato Bellofiore dopo l'incontro con la commissione "Sanità" del Consiglio Regionale della Calabria, «che siamo molto contenti di essere riusciti a spiegare nella sede istituzionale competente le ragioni che sono alla base della nostra "resistenza" alle manovre in atto che vorrebbero privare la Piana di un ospedale unico e continuare a seminare "malasanità" in un territorio che, proprio per lo spezzettamento delle strutture, ha pagato e continua a pagare una lunga scia di "sangue innocente". Vogliamo, quindi, che venga messa in atto la "strategia" del governo, strategia appoggiata all'epoca dal governatore, che ha deciso la realizzazione di un ospedale unico per bloccare la lunga e inaccettabile spirale di "morti a titolo gratuito". E questo ospedale unico deve sorgere nel cuore della Piana – ribadisce Bellofiore a nome del Comitato –, cioè in quella località indicata in una votazione democratica "per appello nominale per la scelta del sito" da 22 sindaci su 26».

Sulla stessa lunghezza d'onda Cosimo Altomonte del Pd, secondo il quale «non possiamo permettere che per la realizzazione di un presidio di questa portata e con la "polveriera" del Porto e delle aree dove vi è una fitta serie delle più articolate attività di pericolo infortunistico, possa prevalere il volere, in questa martoriata terra di Calabria, di una infima minoranza».

Rincara la dose l'altro referente del Partito democratico gioiese, Nunzio Candido, il quale afferma: «Siamo sicuri che, alla fine, anche in seno alla giunta regionale, che sta lasciando fare alimentando le pretese di "pochi intimi", prevarrà la ragionevolezza e la giustizia. Noi continueremo la nostra battaglia per la salvaguardia della salute delle popolazioni della Piana, abbandonate da molti anni al loro destino e per la tutela dei lavoratori del Porto e dell'area industriale».

In pratica, il Comitato civico appare ottimista dopo l'audizione della commissione presieduta da Giamborino. Non resta che attendere ulteriori sviluppi.

22 ottobre 2008

Ist. Agrario ecco il "VIDEO DELLA VERITA'" Pbc torna sulla questione dei terreni della Scuola Agraria di Palmi.

Messa a rischio la chiusura della storica Scuola Agraria di Palmi.
Pbc: Salviamo l’Istituto Tecnico Agrario di Palmi a cui alcuni politici del luogo vogliono togliere il terreno asservito allo stesso a scopo didattico per costruirvi su l'Ospedale Nuovo della Piana.
Così si mettono a rischio 150 posti di lavoro.


La decisione campanilistica imposta al territorio della Piana di costruire il nuovo Ospedale a Palmi, sui terreni adiacenti ed al servizio dell’Istituto Tecnico Agrario di Palmi, località Trodio, metterà a rischio la sopravvivenza di questa scuola d’eccellenza, dalle tradizioni centenarie, unica in tutta la provincia di RC, ed avrà come probabile prima ed immediata conseguenza la perdita di numerosi posti di lavoro.

L’azienda agricola dell’Istituto TECNICO AGRARIO di PALMI è composta da terreni coltivati a frutteto, agrumeto (di tutti i tipi), vigneto e uliveto, da una cantina, da una distilleria, da un pollaio, una stalla, da serre, da un terreno seminativo per la produzione di fieno biologico. Essa non svolge solo attività produttive e di trasformazione, ma esercita anche un ruolo di supporto per le attività sperimentali, didattiche e dimostrative condotte dagli altri centri dell’Istituto.
L’azienda agricola viene gestita in modo da realizzare un modello di agricoltura sostenibile, adottando tecniche e fattori di produzione non problematici dal punto di vista agronomico e poco impattanti dal punto di vista ambientale. Tutte le scelte vengono effettuate cercando di posizionare l’azienda in maniera attiva e propositiva nel contesto agricolo calabrese e nel rispetto dei fondamentali criteri di qualità, razionalità ed economicità.

Per come riferito a Pbc dal Preside Prof. Carmelo Libero Caccamo:”La scuola agraria non ha senso di esistere senza l’azienda”. Nè avrebbe senso la proposta avanzata dalla politica “interessata” di sopperire a tale mancanza con un sito alternativo distante dalla scuola. Ciò per tutta una serie di ragioni tra le quali: i costi ulteriori per tali trasferimenti e costruzione della nuova azienda; la necessità e pericolosità di dover spostare quotidianamente numerosi alunni per raggiungere i terreni necessari per le attività didattiche, ciò comporterebbe nella migliore delle ipotesi la perdita di circa il 40% del tempo a disposizione per l’apprendimento; il pericolo di possibili incidenti automobilistici sempre in agguato; il blocco immediato di tutta la produzione biologica in corso, come il vino e l’olio che vengono annualmente commercializzati dalla scuola ed i cui utili vengono reinvestiti in attività per gli studenti. Solo nell’ultimo anno dalla vendita del vino biologico la scuola avrebbe ricavato circa €. 15.000 che si perderanno se sol si pensa che un nuovo vigneto ha bisogno di circa tre anni per entrare in produzione.
Quale genitore manderà d'ora in avanti i propri figli alla scuola agraria di Palmi se rimarrà senza azienda?
Dove andranno gli oltre 450 alunni della scuola agraria (le uniche alternative sono Rossano e Catanzaro) qualora l’Istituto dovesse chiudere?
E considerato che all’interno dell’azienda e dell’Istituto agrario oggi lavorano : n. 70 insegnanti; n. 4 addetti tra assunti di ruolo e ad incarico annuale; n. 3 tecnici assistenti di azienda; n. 3 cuochi; n. 28 collaboratori scolastici; n. 13 tecnici assistenti ai laboratori (di chimica, di informatica ecc); n. 7 unità amministrativi; n. 1 segretario, senza considerare poi che la scuola per la cura dei terreni e dell’azienda si serve pure di manodopera esterna a seconda delle esigenze, chi è in grado oggi di garantire - e non a parole ma con atti scritti – che i 150 posti a rischio saranno mantenuti di fronte ad uno svuotamento dell’Istituto Agrario?
E constatato che sui terreni della scuola sussiste una servitù attiva dell’Enel relativa ai tralicci dell’alta tensione elettrica - i quali sussistendo nel terreno non possono essere ignorati ne facilmente spostati – quanto, la risoluzione di tutto ciò, inciderà sulla realizzazione del nuovo Ospedale in termini di lungaggini di tempo e di costi ulteriori?
Alla luce di quanto sopra esposto Pbc esprime profonda preoccupazione perché fino ad oggi un’analisi superficiale di questi ed altri problemi, ai quali nessun politico ha inteso dare ufficialmente la giusta importanza e le giuste risposte, aggraverà e complicherà una situazione già risolta e pacifica, che derivava dalla decisione democratica assunta da 24 sindaci su 29 lo scorso ottobre 2007, allorquando gli stessi decisero per l’Ospedale Unico a Cannavà.
Palmi, 22 ottobre 2008
Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune" - Calabria

21 ottobre 2008

Pbc: Regione, Bellofiore sarà audito in III Commissione



Lista Civica Nazionale

“PER IL BENE COMUNE”

Coordinamento Regionale

Reggio Calabria, 21/10/2008


Regione, Bellofiore sarà audito in terza Commissione



Il Coordinatore regionale del Movimento “Per il Bene Comune” Renato Bellofiore, su espressa richiesta di audizione, è stato convocato domani martedì 21 ottobre alle ore 11,00, per essere ascoltato dalla III^ Commissione Sanità del Consiglio regionale presieduta dall’On.le Pietro Giamborino. Nell’occasione il responsabile del Movimento “Per il Bene Comune” Calabria – tra i promotori nella Piana di Gioia Tauro di una petizione popolare “Pro Ospedale Unico e contro ogni campanilismo”, si farà portavoce dei gravi e crescenti malcontenti della popolazione residente nella Piana, che già in 10.000 ad oggi hanno sottoscritto con documento di riconoscimento la petizione popolare Pro Ospedale Unico e si sono dichiarati a favore della costruzione di un’unica struttura ospedaliera da realizzare nella zona baricentrica (rispetto a tutti i Comuni della Piana) di Cannavà. Nel rispetto della decisione assunta, lo scorso 3 ottobre 2007, dai Sindaci della Piana, quando 22 primi cittadini su 26 presenti in ambito di conferenza dei Sindaci sulla Sanità ex asl 10 decisero a maggioranza schiacciante che l’Ospedale Unico fosse costruito in una posizione baricentrica rispetto a tutti i Comuni della Piana, e precisamente nell’area geografica di Cannavà di Rizziconi. Bellofiore grazie all’opportunità datagli dal Presidente Giamborino avrà la possibilità di riferire alla Commissione Regionale Sanità che la quasi totalità dei cittadini “liberi da interessi” e da “catenacci politici” vogliono che il c.d. “presidio di riferimento rappresentato dal nuovo Ospedale della Piana” sia un Ospedale con tutti i reparti, le attrezzature sanitarie, il personale specializzato, i macchinari concentrati in un’unica struttura d’eccellenza in maniera tale da far fare, realmente, un salto di qualità alla Sanità nella Piana di Gioia Tauro.

Nell’occasione si avrà modo di spiegare dettagliatamente anche con il supporto di prove documentali il perché delle ragioni di un Ospedale Unico e non di un Nuovo (mezzo) Ospedale e si produrranno le prime 10.000 firme ad oggi raccolte a favore dell’Ospedale Unico e contro ogni campanilismo. Si farà presente, inoltre, che la raccolta firme per l’Ospedale Unico della Piana proseguirà ad oltranza fino alle prossime elezioni regionali.

20 ottobre 2008

Da Gazzetta del Sud del 20.10.08. Pbc: Palmi Ospedale nuovo, terreni donati... è solo pubblicità ingannevole!


Secondo Altomonte e Candido (Pd) e il Pbc di Rizzo e Bellofiore
«Piana, a spese di Gioia Tauro demolito il sistema sanitario»
Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
È piena bagarre per l'ospedale unico della Piana. Lo si evince da una dichiarazione abbastanza dei referenti del Pd di Gioia Tauro, Cosimo Altomonte e Nunzio Candido. «Regione e Provincia – – scrivono – stanno assecondando "un disegno impossibile" di una esigua minoranza trascinata da un partito che il popolo italiano ha spazzato via dal Parlamento nelle ultime politiche. Regione e Provincia devono sforzarsi di ricordare che a seguito del sacrificio di Flavio Scutellà e di altre giovani vite innocenti, il governo allora in carica ha deciso di farla finita con vari ospedali inefficienti o resi tali come quello "operaio ad alto rischio" delle città del mega Porto e di realizzare un ospedale "unico" che non poteva che essere realizzato a Gioia Tauro dove è concentrato il 99% del pericolo infortunistico. Un fatto da non poter ignorare e che viene campanilisticamente e colpevolmente trascurato da tutti».
«E comunque Gioia Tauro – hanno sottolineato – ha accettato l'indicazione democratica di Cannavà, dimostrando rispetto verso l'opinione e l'espressione della maggioranza espressa dagli organismi con in mano il mandato popolare ed evidenziando che non vi è alcun legame nei confronti del "campanile" tanto caro ad altre località. In democrazia – per Candido e Altomonte – ognuno è libero di prendere iniziative e fare proclami. Noi siamo certi che, alla fine, devono trionfare non le assurde pretese dei singoli, ma le istanze giuste e sacrosante. Quindi non molleremo e ci faremo sentire dal Consiglio e dai consiglieri regionali che vorrebbero avallare un comportamento che noi continuiamo a definire antidemocratico, mentre aspettiamo che intervenga il Governo per ricordare ad una Regione smemorata e distratta come, perché e con quali finalità ha deciso di disattivare tutti gli ospedali esistenti nella Piana e di finanziare un ospedale "unico". Nessuno può far finta di niente e dimenticare quanto solennemente stabilito dal ministro Livia Turco, dalla Giunta regionale e dall'assessore alla sanità Doris Lomoro, mentre confortavano i genitori di vittime innocenti di una sanità "demolita" e distrutta specialmente nell'avamposto di Gioia Tauro».
Sull'ospedale tornano anche i coordinatori del movimento politico "Per il bene comune" Iacopo Rizzo e Renato Bellofiore. «I terreni donati a titolo gratuito dalla Provincia per la realizzazione dell'ospedale nuovo di Palmi – scrivono – è solo pubblicità ingannevole. Da mesi – continuano – i politici interessati alla realizzazione di un nuovo ospedale a Palmi, con scelta antidemocratica e fortemente campanilistica contro il parere di 24 sindaci su 28 e contro la volontà popolare che ad oggi si è espressa nella Piana con la raccolta in corso delle firme a favore della realizzazione di un ospedale unico a Cannavà, continuano a ripetere che una delle motivazioni principali di tale loro posizione è la gratuità del suolo che sarebbe stato ceduto dalla provincia. Pbc apprende dalla stampa che oggi al posto di terreni gratis si comincia a parlare di "cessione a prezzi irrisori". La cosa di per sé non desta alcuna sorpresa perché era già stato pubblicamente denunciato ad agosto dal comitato pro ospedale unico di cui Pbc è promotore: la gratuità del suolo di Palmi è un falso, in quanto nessun ente può cedere gratuitamente i propri beni. È un'ulteriore dimostrazione di come non si rispettino i cittadini e si continui in maniera strumentale a prenderli in giro».

Da Il Quotidiano del 18.10.08. Palmi Ospedale Terreni gratuiti, replica di Pbc «Oggi non siamo stupiti, è solo pubblicità ingannevole»

Palmi. Sul suolo donato dalla Provincia per la realizzazione dell’ospedale

Terreni gratuiti, replica di Pbc:«Oggi non siamo stupiti, è solo pubblicità ingannevole»

Palmi <<Da mesi i politici interessati alla realizzazione di un Ospedale a Palmi, con scelta antidemocratica e fortemente campanilistica contro il parere di 24 sindaci su 28 e contro la volontà popolare che ad oggi si è espressa nella Piana con circa 10.000 firme a favore della realizzazione di un ospedale unico a Cannavà , continuano a ripetere che una delle motivazioni principali di tale loro posizione è la gratuità del suolo che sarebbe stato ceduto dalla provincia>>. A parlare sono Iacopo Rizzo e Renato Bellofiore rispettivamente coordinatore locale e regionale del movimento “Per il Bene Comune”. << dalla stampa apprendiamo che oggi al posto di terreni gratis si incomincia a parlare di “ cessione a prezzi irrisori >>.La cosa di per se non desta alcuna sorpresa perché era già stato pubblicamente denunciato ad agosto dal comitato pro ospedale unico di cui Pbc è promotore:<<La gratuità del suolo di Palmi è un falso,in quanto nessun ente può cedere gratuitamente i propri beni, venendo a depauperare il proprio patrimonio, con evidenti responsabilità contabili e personali degli amministratori>>.<< Per queste dichiarazioni siamo stati derisi, oggi non siamo quindi stupiti ma non possiamo non essere preoccupati perché questa è un’ulteriore dimostrazione di come non si rispettino i cittadini e si continui in maniera strumentale a prenderli in giro. Ci dovremmo quindi fidare di chi fa i “calcoli” e ci dice che conviene, di un venditore che prima ci dice che è gratis , poi che costa poco ma si guarda bene dal dire quanto…di un venditore che nonostante sia stato sollevato il problema non include nei costi la probabile chiusura e la conseguente probabile perdita del posto di lavoro per i 150 dipendenti dell’istituto agrario il quale con la sottrazione del terreno dove sorge la sua azienda , come ha affermato il suo preside e come è stato da noi più volte ribadito, non avrà più motivo di esistere, oltre a vedere svanire gli introiti derivanti dalla vendita dei prodotti biologici che annualmente produce e che reinveste per l’attività didattica degli alunni.;un venditore che non pensa ai disagi e ai costi che i 450 alunni e le loro famiglie saranno costretti a sostenere per proseguire gli studi andando a Rossano o a Catanzaro, essendo questo l’unico istituto nella provincia. Si vuole quindi semplicemente distruggere un scuola che ha quasi 100 anni di storia senza neanche preoccuparsi delle possibili conseguenze economiche e sociali; ne si tengono in considerazione i vantaggi dati dal risparmio dell’energia elettrica che, se la struttura ospedaliera ricadrà nell’area di Cannavà -già acutamente individuata dai sindaci della piana -in base alla convenzione tra la centrale Turbogas e il comune di Rizziconi, verrà concessa gratuitamente con evidenti vantaggi gestionali per il nuovo nosocomio. Siamo stanchi di questo modo di fare politica che esattamente uguale oggi come nel passato, vuole continuare a portare avanti interessi di pochi politici a danno dell’intera collettività, continuando sulla scia di quella frammentazione che ha portato nella piana di Gioia Tauro alla creazione di ben 5 ospedali , troppo spesso definiti sacche di inefficienza. Pbc fiduciosa del buon esito della vicenda continuerà ad opporsi a tali atteggiamenti perché ritiene sia immorale continuare a mentire e andare avanti su questa strada senza spiegarne le motivazioni, senza prendere in considerazione le perplessità più volte sollevate e soprattutto ignorando la volontà popolare e il buon senso>>.