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Gioia Tauro Vicenda "ospedale nuovo"
Cento (Fi): una vergogna E il Pbc promuove una raccolta di firme
GIOIA TAURO
«Pensate che "colpo" ha tentato di fare l'associazione, all'occorrenza formata da Regione Calabria, Provincia e Comune scelto dai suddetti organismi istituzionali, a dispetto della schiacciante maggioranza dei sindaci in rappresentanza di 150.000 abitanti su 170.000, per imporre un'operazione "democratica" che sia d'esempio per tutti i calabresi». Lo afferma l'ex assessore comunale e attuale coordinatore locale di Forza Italia, Michele Cento, scaturite «dall'analisi degli ultimi avvenimenti sulla questione ospedale unico, poi "nuovo", da realizzare nel territorio della Piana di Gioia Tauro».
La scelta di Palmi (operata dalla Regione) proprio non va giù e allora Cento aggiunge: «Hanno "forzato" il territorio della Piana, operando una "annessione" che alla bisogna comprende Bagnara e Scilla. E volete sapere quel che è ancora più strano? Il sindaco di quest'ultima cittadina ha partecipato alla riunione svoltasi a Palmi per affermare che "la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia e difendere il proprio territorio non ha senso". Tradotto, significherebbe che questo primo cittadino, a condizione che nasca il nuovo a Palmi, è pronto a chiudere il suo ospedale. Ma quel che fa più sensazione è "il tifo" da una parte dell'Amministrazione provinciale che ormai nella fascia tirrenica ha delimitato il suo territorio fino a Palmi, per come dimostrano gli atti compiuti dalla giunta e dalle esternazioni di alcuni dei suoi componenti e consiglieri; dall'altra, della Giunta regionale, per la quale Gioia Tauro è una "pattumiera". In conclusione – afferma l'esponente politico azzurro – Loiero e l'associazione costituitasi per punire l'indifesa Gioia Tauro (dove esiste l'unico ospedale moderno con lavori da anni bloccati in cardiologia, utic astanteria e in posizione più che strategica soprattutto per la sicurezza dei lavoratori del porto) possono annettere tutti gli altri territori oltre Scilla, ma non possono liberarsi della centralità di Gioia Tauro. E non regge nemmeno la "gratuità" del terreno che viene offerto alla Regione e che in effetti non è della Provincia e si tenta di sottrarre ad una scuola cui è stato donato per precise finalità. Insomma, quel che sta accadendo è una vergogna».
Intanto da venerdì sera, su iniziativa dei coordinatori regionale e comunale del movimento politico "Per il Bene Comune", Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, è partita la raccolta delle firme che avrà quali destinatari, tra gli altri, il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento.
«Dividere invece di unire la sanità nella Piana di Gioia Tauro comporterà avere macchinari e personale sparso tra i due mezzi ospedali di Polistena e Palmi – scrive il Pbc – con immaginabili disagi e pericoli per i malati e, soprattutto, per coloro che necessitano di misure di chirurgia d'urgenza e lascerà la sanità della Piana nelle medesime condizioni in cui si trova oggi, dove gli attuali cinque ospedali dovrebbero essere tutti chiusi, nessuno escluso, perché definiti dagli ispettori del Ministero, nella relazione presentata dall'ex ministro Turco al presidente della commissione Sanità del Senato nel dicembre 2007, strutture a volte fatiscenti, con irrilevante capacità ricettiva e difficili collegamenti con la viabilità principale. Noi riteniamo che di altre strutture ospedaliere come quelle già esistenti, che non facciano fare alla sanità della Piana quel salto di qualità di cui necessita per non morire, i cittadini non ne abbiano bisogno e soprattutto non ne vogliono più sentir parlare. Ed è per questo che abbiamo iniziato, partendo da Gioia Tauro, una campagna di sensibilizzazione e informazione capillare da attuarsi tramite varie fasi e varie attività, prima su tutte una raccolta di firme "Pro ospedale unico e contro tutti i campanilismi locali" le cui prime migliaia di firme saranno consegnate all'attenzione delle massime cariche politiche della Regione, al fine di farle riflettere sulla vera volontà del popolo, in occasione della prossima riunione del Consiglio».
Lista Civica Nazionale
“PER IL BENE COMUNE”
Coordinamento Regionale
COMUNICATO STAMPA
Il Movimento Politico “Per il Bene Comune” è favorevole solo all’Ospedale Unico della Piana perché è contro ogni insensato campanilismo locale.
Il Movimento Politico ” Per il Bene Comune ” è per dotare
Dividere in due diversi Ospedali uno a Polistena e l’altro a Palmi, i reparti, le apparecchiature, i posti letto, il personale medico e paramedico qualificato che, invece, potrebbero per il bene comune contenersi e concentrarsi in uno solo Ospedale è assurdo e illogico e mente, sapendo di mentire, chi strumentalizzando la sanità e la salute dei cittadini sostiene il contrario.
Dividere invece di unire
Noi riteniamo che di altre strutture ospedaliere come quelle già esistenti, che non facciano fare alla Sanità della Piana quel salto di qualità di cui necessita per non morire, i cittadini non ne abbiano bisogno e soprattutto non ne vogliono più sentir parlare; ed è per questo che Pbc ha iniziato partendo da Gioia Tauro, sin dal 29 agosto 2008, una campagna di sensibilizzazione e di informazione capillare dei cittadini portata sull’intero territorio della Piana, da attuarsi tramite varie fasi e varie attività, prima su tutte una raccolta di firme “Pro Ospedale Unico e contro tutti i campanilismi locali” da portare avanti nelle Piazze cittadine di ogni Comune della Piana, strada per strada, famiglia per famiglia e le cui prime migliaia di firme saranno consegnate all’attenzione delle massime cariche politiche della Regione Calabria, al fine di farle riflettere sulla vera volontà del popolo, in occasione della prossima riunione del Consiglio Regionale.
PBC rinnova l’appello ai partiti, ai movimenti e alle associazioni esistenti nel territorio della Piana ad impegnarsi in questa battaglia di civiltà e di rispetto della democrazia e ribadisce a chiunque volesse aderire di contattare il movimento politico “Per il Bene Comune”, Gioia Tauro, inviando un’email all’indirizzo: calabria.pbc@gmail.com oppure lasciando un messaggio sul blog www.perilbenecomunecalabria.blogspot.com.
Il Coordinatore di Pbc Gioia Tauro Il Coordinatore Regionale di Pbc
arch. Jacopo Rizzo avv. Renato Bellofiore
L’aula è una bolgia per lo sfogo di tutti La maggior parte dei primi cittadini contro la scelta di Palmi: il territorio ancora inascoltato Una bolgia.
PALMI - FRANCESCO ALTOMONTE
La sede dell’ex As 10 di Palmi, nella giornata di ieri, si è trasformata in una sorta di arena in cui, per più di tre ore, rappresentanti istituzionali, semplici cittadini e membri delle associazioni, come moderni gladiatori si sono confrontati senza risparmiarsi.
Numerosi i palmesi accorsi che hanno lungamente applaudito l’intervento del beniamino di casa, il sindaco Ennio Gaudio, contestando invece la maggior parte dei primi cittadini contrari alla scelta di Palmi come città ospitante del nuovo presidio ospedaliero. «Non c’è più tempo - ha detto Gaudio - subito l’ospedale nuovo e il potenziamento di Polistena». «Ho la sensazione - ha constatato Carlo Martelli, sindaco di Rosarno - di giocare fuori casa. Non abbiamo sentito da Spaziante dove si farà il nuovo ospedale. La scelta della Regione di costruire due ospedali, due mezzi ospedali, non la condividiamo». Favorevole a Palmi, invece, il primo cittadino di Sant’Eufemia, Antonio Saccà:«Con l’accorpamento delle Aziende sanitarie, il territorio si è ingrandito facendo rientrare anche Scilla e Bagnara che insieme ad altri 5 centri, con 60mila abitanti in totale, hanno firmato un documento di appoggio a Palmi». Giuseppe Rugolo, sindaco di Oppido, chiede retoricamente se «i sindaci e la loro conferenza contano qualcosa? Ci siamo già espressi in favore di Cannavà, dimostrateci che la nostra scelta è sbagliata». Giàcomo Saccomanno, alla testa del comitato civico, ha sottolineato come
I cittadini del nostro territorio hanno diritto alla salute e la dispersione di risorse per potenziare Polistena e creare la nuova struttura non va nella direzione auspicata». Domenico Scalfari, residente del consiglio di Palmi si è detto «scocciato da questa crociata contro Palmi: quando si parlava di ospedale di riferimento, uno a Polistena l’altro a Cannavà, eravamo tutti d’accordo anche Belcastro. Ora che si parla di Palmi salta fuori il discorso del mezzo ospedale». Il vicesindaco di Rizziconi, Armando Marcianò, si è detto favorevole a Cannatà, zona per altro che ricade nel comune di Rizziconi. «Dire che due ospedali sono troppi - ha detto il primario del Riuniti di Reggio Gaetano Topa - è anacronistico». Il sindaco di Scilla Gaetano Ciccone: «la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia. Difendere il proprio territorio non ha senso».

Palmi Affollatissima la riunione di ieri nella sede dell'ex Asl 10
Spaziante annuncia: «Unica realtà sanitaria fondata su due strutture ospedaliere»
E aggiunge: verificheremo ogni spazio per potenziare quei presidi che rimarranno in vita
Emanuela Aliberti
Palmi
Ospedale nuovo della Piana. Sembrava dovesse scoppiare da un momento all'altro ma, alla fine, la saletta dell'ex Asl
L'assessore Spaziante si è limitato a far riferimento a «un'unica realtà fondata su due strutture ospedaliere dotate delle dovute complementarizzazioni e messe in grado di offrire un servizio "in rete"»; mentre Michelangelo Tripodi ha asserito che «la scelta di incamminarsi su una strada non è una dichiarazione contro i cittadini della Piana ma piuttosto la volontà di far qualcosa per quella che costituisce la punta più avanzata della malasanità in Calabria».
La decisione, per quanto solo vagamente evocata, ha però raccolto le critiche o gli apprezzamenti dei sindaci e dei rappresentanti dei movimenti popolari che ieri hanno voluto assistere a questo importante momento di incontro. Se il primo cittadino palmese Ennio Gaudio ha fatto notare che «non c'è più tempo» e ha sottolineato come «questa Giunta regionale, lavorando per passare dalle parole ai fatti, ha il merito di stare affrontando la questione con determinazione», il sindaco di Rosarno Carlo Martelli ha invece rimarcato come le indicazioni dei primi cittadini non siano state tenute in considerazione. «Il territorio non è d'accordo sul mantenimento di due strutture – ha detto – perché si tratterebbe di due mezzi ospedali e le esigenze sanitarie non troverebbero comunque risposta».
La riunione si è svolta su questi due binari. La scelta del sito da un lato e la decisione di creare un ospedale unico o di costruire una struttura nuova, affiancata da quella di Polistena, dall'altro hanno raccolto le opinioni differenti dei vari rappresentanti istituzionali. Un appello ad analizzare la questione in termini più ampi rispetto a quelli limitati al comprensorio della Piana è giunta dal sindaco di Sant'Eufemia, Vincenzo Saccà, che ha ricordato come «oggi parliamo di un'unica azienda sanitaria provinciale. Già a gennaio ci siamo riuniti in sette (Bagnara, Melicuccà, Delianuova, San Procopio, Sinopoli, Sant'Eufemia, Palmi e Scilla) per sottoscrivere un documento che andasse ad avvalorare la proposta di Palmi». Tale indicazione non ha però sedato le critiche. «Anche se dovessero rimanere altre strutture – ha fatto notare il sindaco di Oppido, Giuseppe Rugolo –, la scelta di non costruirlo in zona baricentrica penalizzerebbe i cittadini dei paesi più distanti».
Il rifiuto del sito di Palmi è stato condiviso da Aldo Pecora del movimento "Ammazzateci tutti", da Gianfranco Saccomanno e Cosimo Altomonte del comitato spontaneo pro ospedale unico, dall'on. Elio Belcastro (Mpa) e da Renato Bellofiore del movimento "Per il bene comune" che ha lamentato la mancanza di chiarezza dei rappresentanti regionali, invitando a rispettare le indicazioni date dai sindaci nell'ottobre scorso.
«L'incontro è servito per aprire un dialogo non per concluderlo – ha detto Spaziante –. Le esigenze del territorio sono puntualmente raccolte e verificheremo ogni spazio per potenziare quelle strutture che rimarranno in vita».
Alla completa disponibilità della Provincia che, attraverso le parole dell'assessore Santo Gioffrè, si è impegnata a «concedere quei beni necessari a cambiare la faccia della sanità nella Piana», ha fatto eco il discorso di Gaetano Topa, primario di Ortopedia ai "Riuniti" di Reggio, che ha sottolineato la necessità di «creare una rete ospedaliera che sia in grado di garantire il trattamento della patologia attraverso il decentramento assistenziale», e quello di Domenico Scalfari del Movimento popolare per l'ospedale, che ha ricordato come «il problema dei due mezzi ospedali si è posto solo quando è stato scelto Palmi».
La denuncia del movimento“Per il bene comune” sulla discarica dello Zimbario «Ennesimo atto di degrado»Bellofiore e Rizzo contro l’operazione “Veolia ”
di NICOLA ORSO
GIOIA TAURO - Alla problematica sorta intorno alla discarica dello Zimbario di Rosarno, il Movimento politico “Per il bene comune”, dopo una riunione del direttivo regionale e locale, esprime «profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado nella Piana di Gioia Tauro, già segnata dall'installazione di mega impianti dal devastante impatto ambientale».
Così inizia il comunicato diffuso ieri a firma dei coordinatori regionale e locale del Pbc, rispettivamente, Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, che, ancora una volta, fanno sentire la voce del movimento politico nazionale sugli scottanti temi riguardanti l'equilibrio ambientale.
È di dominio pubblico la richiesta della Veolia, società francese che gestisce l'impianto della Cicerna, di
«L'operazione – prosegue la nota - avverrebbe previa bonifica dell'intera area dello Zimbario, vera discarica a cielo aperto».
Bellofiore e Rizzo, nel documento-denuncia, si pongono alcune domande in merito allo Zimbario che girano agli amministratori locali: «Da quali dati emerge che la zona dello Zimbario è inquinata? E da quali sostanze risulta tale? Se sostanze tossiche si trovano già in profondità per centinaia di metri nel terreno sabbioso del quale è composta l'area, raggiungendo fonti d'acqua da sempre utilizzate per uso potabile, che danni tutto ciò ha provocato?» Ed ancora: «Quali informazioni vengono date ai cittadini relativamente al problema? Ma soprattutto, come intende procedere
«Qualcuno si è chiesto conclude la nota -perché la multinazionale Viola, che non è una Onlus, è disposta a donare al Comune di Rosarno, a titolo compensativo, un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione, aree ludiche e 2 milioni e 100 mila euro di royaltes?
BONIFICA ZIMBARIOAncora una volta si torna a parlare di emergenza ambientale nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Ad essere messi in discussione questa volta non l'installazione o meno di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, ma i dubbi e le perplessità su quelli già esistenti, in particolare la iscarica dello “Zimbario” di Rosarno, espressi dal coordinamento regionale, con sede a Gioia Tauro, del movimento politico “Per il Bene Comune”.
Non vedendo di buon occhio la proposta della società francese Veolia che gestisce l’inceneritore di contrada Cicerna, e che richiede
Francesco ToscanoGIOIA TAURO
Sulla problematica sorta intorno alla discarica dello Zimbario di Rosarno, il movimento politico "Per il Bene Comune", dopo una riunione del direttivo regionale e locale nella sede gioiese esprime «profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado ambientale nel territorio della Piana di Gioia».
«È cosa ormai nota – scrivono i coordinatori regionale e comunale, Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo – che gli inceneritori non risolvono il problema delle discariche ma lo accentuano, necessitando di luoghi speciali per il contenimento delle ceneri residue delle combustioni. È di dominio pubblico la richiesta da parte della Veolia, società francese che gestisce l'inceneritore di contrada Cicerna, di
Bellofiore e Rizzo concludono asserendo che «in genere, più è alto l'indennizzo e più grave è il danno per la salute della popolazione e per il territorio. Forse sarebbe opportuno chiedere a qualcuno di color che sanno (specialisti, scienziati, agronomi), di spiegare cosa e quanto dovranno pagare, in termini di danni alla salute o alle colture agricole, i cittadini della Piana».
Lista Civica Nazionale
“PER IL BENE COMUNE”
Coordinamento Regionale
Gioia Tauro, 25/8/2008
COMUNICATO STAMPA
Sulla problematica sorta intorno alla discarica dello “Zimbario” di Rosarno il Movimento Politico “Per il Bene Comune”, dopo specifica riunione del Direttivo regionale e locale, riunitosi nella sede gioiese di via Regina Elena, esprime profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado ambientale nel territorio della Piana di Gioia, già segnato dall'istallazione di mega-impianti dal devastante impatto ambientale.
E' cosa ormai nota che gli inceneritori e non termovalorizzatori come ingannevolmente vengono definiti (l’esempio e l’esperienza di Gioia Tauro sono emblematici), non risolvono il problema delle discariche ma lo accentuano, necessitando di luoghi speciali per il contenimento delle ceneri residue delle combustioni. Tant’è vero che è di dominio pubblico la richiesta da parte della Veolia, società francese che gestisce l'inceneritore di contrada Cicerna, di 44 h di terreno ricadenti nel comune di Rosarno, al fine di potervi realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall’incenerimento dei rifiuti, rifiuti solidi urbani, residui degli impianti di trattamento (come riportato e mai smentito dalla stampa locale il 29 maggio 2008).
L'operazione avverrebbe previa bonifica da parte della società francese dell'intera area dello Zimbario, vera e propria discarica a cielo aperto.
Sulla questione Pbc ritiene preliminare a qualunque discorso stabilire con certezza e con carattere d’ufficialità, da parte di organi e istituti pubblici, senza interessi economici in gioco, in base a quale studio ed a quali dati risulta in maniera ufficiale che il suolo e/o il terreno dello Zimbario è inquinato e da quali sostanze risulta inquinato?
Per Pbc i punti interrogativi a questo punto sono molteplici: se sostanze tossiche, come da più parte paventato, sono già penetrate in profondità per centinaia di metri nel terreno sabbioso del quale è composta la zona, raggiungendo fonti d’acqua da sempre utilizzate per uso potabile, che danni hanno già provocato?
Ed, inoltre, se lo Zimbario fosse davvero tanto inquinato come si pubblicizza da parte degli amministratori locali perché in tutti questi anni non si è assunto nessun provvedimento?
Quali sono a causa del paventato inquinamento i rischi che stanno correndo le popolazioni che vengono raggiunte e usano quotidianamente acque per uso potabile e per l’irrigazione dei campi provenienti dai numerosi corsi che a diverse altezze sotterranee (e non) attraversano l’area dello Zimbario?
Come si sta proteggendo, ad oggi, la salute dei cittadini?
Ma soprattutto come intende procedere alla bonifica
Che senso ha proporre di risanare un'area, semplicemente per installarvi una mega discarica di tipo speciale per ceneri inquinandola così per sempre?
Qualcuno si è chiesto perché se ci dovessero essere solo benefici per la popolazione,
Il Coordinatore di Gioia Tauro PBC Il Coordinatore Regionale di Pbc
Iacopo Rizzo Renato Bellofiore
“PER IL BENE COMUNE”
Coordinamento Regionale
Gioia Tauro, 21/8/2008
COMUNICATO STAMPA
Raccolta di firme a favore dell’Ospedale Unico della Piana e per il rispetto delle decisioni assunte dai Sindaci della Piana, nello scorso ottobre
L’iniziativa è del Movimento Politico ” Per il Bene Comune ” e di un comitato spontaneo di cittadini gioiesi che, congiuntamente, hanno avviato una campagna di sensibilizzazione sul problema che riguarda la salute della popolazione dell’intera Piana.
Saranno allestiti dei gazebo nei quali si potrà firmare contro la decisione di declassare l’Ospedale Unico in Ospedale Nuovo e di spostarlo materialmente dal sito naturale di Cannavà scelto democraticamente da oltre 24 Sindaci per la sua caratteristica di centralità rispetto a tutti i Comuni della Piana.
La campagna di raccolta delle firme – informano i dirigenti di ”Per il Bene Comune” - continuerà nei prossimi giorni, sarà inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quale massima autorità garante della Costituzione Italiana per chiedere il rispetto delle decisioni assunte dai Sindaci in seno al consesso della conferenza dei Sindaci ex Asl 10.
L’iniziativa partirà tra qualche giorno per permettere ad associazioni, movimenti, partiti politici e singoli cittadini di aderire e, volendo, entrare nel comitato promotore di tale iniziativa nata a tutela della salute dei cittadini della Piana ed a tutela del rispetto delle decisioni democraticamente assunte dai Sindaci della Piana di Gioia Tauro.
Il coordinamento regionale di Per il Bene Comune, confermando la necessità di impegnarsi tutti insieme per far nascere l’Ospedale Unico della Piana e per il rispetto della decisioni democraticamente già assunte dai Sindaci della Piana di Gioia Tauro nell’ottobre 2007, ritiene che vada evitata qualsiasi battaglia solitaria di partiti o movimenti, negativa per il risultato finale e per l’immagine che si darebbe al Paese.
Per tale motivo PBC intende promuovere un coordinamento di partiti e movimenti disponibili ad impegnarsi in modo unitario e a tal fine, auspica e si rende disponibile a far confluire nel comitato organizzatore tutti coloro che ne vorranno far parte.
Chiunque volesse aderire può contattare il movimento politico “Per il Bene Comune”, Gioia Tauro, via Regina Elena, 8, telefax 0966505648, o inviare un’email all’indirizzo: calabria.pbc@gmail.com
Il Coordinatore di Gioia Tauro Iacopo Rizzo
Il Coordinatore Regionale Pbc Renato Bellofiore
Gioia Tauro Rifiuti e roghi "spontanei"


La Lista Civica Nazionale “Per il Bene Comune”, corrente in Gioia Tauro, Via Regina Elena, 8, nell’ambito dell’iniziativa/campagna nazionale "Preveniamo gli incendi e tuteliamo la salute pubblica”, per mezzo dei coordinatori regionale e locale, rispettivamente avv. Renato Bellofiore e arch. Iacopo Rizzo,
PREMESSO
che è ormai da tempo che l’area adiacente al fiume “Petrace” e C.da “Ciambra”, all’interno del territorio abitato di Gioia Tauro, si presenta come una vera e propria discarica a cielo aperto dove vengono sversati abusivamente rifiuti di varia natura;
che, nonostante il fenomeno sia chiaramente visibile, nessuno ad oggi è mai riuscito a contrastare efficacemente tali abitudini scellerate: carcasse di auto, copertoni, plastiche , elettrodomestici e altri beni, prodotti e sostanze vengono in continuazione accumulate da ignoti che procedono poi, a partire dalle ore del tardo pomeriggio, ad incendiarle;
che martedì 15 luglio 2008 uno di questi roghi dilagava imponente devastando una vasta area interessata da queste discariche abusive provocando una nube tossica che ha costretto gran parte della popolazione gioiese a restare sigillata in casa.
che nei giorni successivi il fenomeno si è ripresentato, probabilmente per focolai non completamente spenti e, purtroppo, continua a ripresentarsi tutt’oggi soprattutto nei fine settimana;
che quanto accaduto è chiaramente frutto di una pratica illegale ormai divenuta consuetudine molto dannosa per la salute pubblica in quanto gli incendi di tali cumuli liberano nell’aria diossine e altre sostanze altamente cancerogene per la salute pubblica;
che nei periodi durante i quali il pericolo di incendio è maggiore le amministrazioni regionali, avvalendosi anche dei propri organi del personale del Corpo forestale dello Stato, rendono noto, nei rispettivi territori, lo stato di grave pericolosità;
che il periodo di massimo rischio di incendi boschivi è in genere tra il 1 luglio e il 30 settembre;
che le autorità locali competenti devono dare al problema incendi e al correlato problema “tutela della salute” massima importanza, pubblicizzando mediante la pubblica affissione di manifesti o ricorrendo ai locali mezzi di comunicazione quanto si stia adoperando per prevenire gli incendi e per ribadire gli obblighi e i divieti stabiliti;
che gli Enti e i privati possessori a qualsiasi titolo di boschi, terreni agrari, prati, pascoli e incolti devono adoperarsi in ogni modo al fine di evitare il più possibile l’insorgere e la propagazione di incendi, mediante interventi preventivi quali a titolo esemplificativo: la perimetrazione con solchi di aratro di fondi a rischio; ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva delle aree boscate confinanti con strade e altre vie di transito; ripulitura da parte degli Enti interessati (ANAS; FS; amministrazioni provinciali e comunali) della vegetazione erbacea e/o arbustiva presente lungo le scarpate stradali e autostradali e ferroviarie, nel rispetto delle norme vigenti compreso il codice della strada;
che i proprietari e possessori a qualsiasi titolo di terreni ricadenti in tutte le predette fattispecie dovrebbero essere ritenuti responsabili per negligenza o per l’inosservanza delle prescrizioni impartite;
che i Sindaci e le Autorità locali, ciascuno nei territori e negli ambiti di rispettiva competenza, anche nella loro qualità di Autorità locali di protezione civile ai sensi dell’art 15 della legge 24/02/1992 N0 225, sono tenuti a far osservare gli obblighi e a far rispettare i divieti sopra elencati in quanto legalmente disposti dall ‘Autorità competente;
che le prescrizioni sopra descritte sarebbe opportuno venissero ribadite con apposita delibera di giunta regionale e con ordinanza sindacale.
Tanto premesso,
ESPONGONO
nel territorio comunale di Gioia Tauro e nelle zone limitrofe nei mesi di giugno e di luglio c.a. diversi episodi di incendio hanno riguardato vaste aree verdi, soprattutto in località “Fiume Petrace” e località “Ciambra” provocando ingenti danni alla vegetazione arborea ed arbustiva e i relativi fumi hanno arrecato e continuano ad arrecare gravissimo nocumento alla salute dei cittadini.
Gli episodi più gravi, relativi agli incendi e alla propagazioni di intensi fumi neri, si sono registrati nei quartieri e località sotto riportate:
Contrada Petrace, Contrada Ciambra per quanto riguarda gli incendi; quartiere Marina di Gioia Tauro, quartiere stazione FS, quartiere statale 18 direzione ex quadrivio sbaglia – Palmi ed altri ancora per quanto riguarda i fumi neri intossicanti.
Altri episodi non meno pericolosi si sono registrati in terreni incolti e lungo le più importanti vie poste in prossimità del lungomare e della via Ciambra;
- La gravità degli eventi descritti è senza ombra di dubbio enorme e desta insofferenza e preoccupazione nella popolazione gioiese. Ciò esposto
CHIEDONO
di sapere quali urgenti iniziative di prevenzione e di soluzione il Presidente Agazio Loiero e i Commissari Prefettizi del Comune gioiese intendano intraprendere ed attuare al fine di tutelare la salute pubblica degli abitanti del Comune di Gioia Tauro;
in particolare: di verificare l’operato dei privati relativamente agli episodi sopradescritti in merito al rispetto delle prescritte normative locali e nazionali e locali a tutela dei cittadini e delle zone con vegetazione e/o boschive a rischio incendio, valutando se, alla luce delle considerazioni in premessa, possono ravvisarvi a carico di privati o altre persone preposte, ipotesi di reato, chiedendo, altresì, ove ne ricorrano i presupposti di procedere a denunciare quanti le SS.VV. riterranno responsabili di inadempienze e/o omissioni.
Chiedono altresì
di avere risposte esaustive ed urgenti ai quesiti sopra menzionati al fine di tranquillizzare i cittadini di Gioia Tauro ad oggi legittimamente preoccupati.
Distinti saluti.
Coordinamento Gioia Tauro PBC Coordinamento Regionale PBC
Iacopo Rizzo Renato Bellofiore