31 agosto 2008

Il Movimento Politico - Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune" durante la raccolta firme a Gioia Tauro, Rosarno, Rizziconi e Taurianova.










Il Movimento Politico - Lista Civica Nazionale " Per il Bene Comune" durante delle fasi di raccolta firme su Gioia Tauro


Da Gazzetta del Sud del 31 agosto 2008. PBC promuove una raccolta di firme "Pro Ospedale unico della Piana e contro tutti i campanilismi locali"


Gioia Tauro Vicenda "ospedale nuovo"

Cento (Fi): una vergogna E il Pbc promuove una raccolta di firme

Vincenzo Toscano

GIOIA TAURO

«Pensate che "colpo" ha tentato di fare l'associazione, all'occorrenza formata da Regione Calabria, Provincia e Comune scelto dai suddetti organismi istituzionali, a dispetto della schiacciante maggioranza dei sindaci in rappresentanza di 150.000 abitanti su 170.000, per imporre un'operazione "democratica" che sia d'esempio per tutti i calabresi». Lo afferma l'ex assessore comunale e attuale coordinatore locale di Forza Italia, Michele Cento, scaturite «dall'analisi degli ultimi avvenimenti sulla questione ospedale unico, poi "nuovo", da realizzare nel territorio della Piana di Gioia Tauro».

La scelta di Palmi (operata dalla Regione) proprio non va giù e allora Cento aggiunge: «Hanno "forzato" il territorio della Piana, operando una "annessione" che alla bisogna comprende Bagnara e Scilla. E volete sapere quel che è ancora più strano? Il sindaco di quest'ultima cittadina ha partecipato alla riunione svoltasi a Palmi per affermare che "la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia e difendere il proprio territorio non ha senso". Tradotto, significherebbe che questo primo cittadino, a condizione che nasca il nuovo a Palmi, è pronto a chiudere il suo ospedale. Ma quel che fa più sensazione è "il tifo" da una parte dell'Amministrazione provinciale che ormai nella fascia tirrenica ha delimitato il suo territorio fino a Palmi, per come dimostrano gli atti compiuti dalla giunta e dalle esternazioni di alcuni dei suoi componenti e consiglieri; dall'altra, della Giunta regionale, per la quale Gioia Tauro è una "pattumiera". In conclusione – afferma l'esponente politico azzurro – Loiero e l'associazione costituitasi per punire l'indifesa Gioia Tauro (dove esiste l'unico ospedale moderno con lavori da anni bloccati in cardiologia, utic astanteria e in posizione più che strategica soprattutto per la sicurezza dei lavoratori del porto) possono annettere tutti gli altri territori oltre Scilla, ma non possono liberarsi della centralità di Gioia Tauro. E non regge nemmeno la "gratuità" del terreno che viene offerto alla Regione e che in effetti non è della Provincia e si tenta di sottrarre ad una scuola cui è stato donato per precise finalità. Insomma, quel che sta accadendo è una vergogna».

Intanto da venerdì sera, su iniziativa dei coordinatori regionale e comunale del movimento politico "Per il Bene Comune", Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, è partita la raccolta delle firme che avrà quali destinatari, tra gli altri, il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento.

«Dividere invece di unire la sanità nella Piana di Gioia Tauro comporterà avere macchinari e personale sparso tra i due mezzi ospedali di Polistena e Palmi – scrive il Pbc – con immaginabili disagi e pericoli per i malati e, soprattutto, per coloro che necessitano di misure di chirurgia d'urgenza e lascerà la sanità della Piana nelle medesime condizioni in cui si trova oggi, dove gli attuali cinque ospedali dovrebbero essere tutti chiusi, nessuno escluso, perché definiti dagli ispettori del Ministero, nella relazione presentata dall'ex ministro Turco al presidente della commissione Sanità del Senato nel dicembre 2007, strutture a volte fatiscenti, con irrilevante capacità ricettiva e difficili collegamenti con la viabilità principale. Noi riteniamo che di altre strutture ospedaliere come quelle già esistenti, che non facciano fare alla sanità della Piana quel salto di qualità di cui necessita per non morire, i cittadini non ne abbiano bisogno e soprattutto non ne vogliono più sentir parlare. Ed è per questo che abbiamo iniziato, partendo da Gioia Tauro, una campagna di sensibilizzazione e informazione capillare da attuarsi tramite varie fasi e varie attività, prima su tutte una raccolta di firme "Pro ospedale unico e contro tutti i campanilismi locali" le cui prime migliaia di firme saranno consegnate all'attenzione delle massime cariche politiche della Regione, al fine di farle riflettere sulla vera volontà del popolo, in occasione della prossima riunione del Consiglio».

Comunicato Stampa del 30 agosto 2008. PBC promuove una raccolta firme "Pro Ospedale Unico della Piana e contro tutti i campanilismi"


Lista Civica Nazionale

“PER IL BENE COMUNE”

Coordinamento Regionale

Gioia Tauro, 30/8/2008

COMUNICATO STAMPA

Il Movimento Politico “Per il Bene Comune” è favorevole solo all’Ospedale Unico della Piana perché è contro ogni insensato campanilismo locale.

Il Movimento Politico ” Per il Bene Comune ” è per dotare la Piana di Gioia Tauro di un solo Ospedale Unico, che dia ai cittadini finalmente una “STRUTTURA DI LIVELLO SUPERIORE” rispetto agli attuali nosocomi, e non di due mezzi Ospedali che – ennesima presa in giro per i cittadini - faranno sprecare denaro pubblico e soddisferanno solo i biechi campanilismi locali dei politici delle cittadine in cui andranno a sorgere e non risolveranno assolutamente né i problemi di sanità dei cittadini che in quei Comuni ci abitano, né tantomeno i problemi di malasanità che attanagliano tutti gli altri cittadini degli altri Comuni della Piana di Gioia Tauro che saranno costretti, questa volta per sempre, ad andare fuori regione per curarsi continuando a far proliferare quelli che tristemente chiamano “viaggi della speranza”.

Dividere in due diversi Ospedali uno a Polistena e l’altro a Palmi, i reparti, le apparecchiature, i posti letto, il personale medico e paramedico qualificato che, invece, potrebbero per il bene comune contenersi e concentrarsi in uno solo Ospedale è assurdo e illogico e mente, sapendo di mentire, chi strumentalizzando la sanità e la salute dei cittadini sostiene il contrario.

Dividere invece di unire la Sanità nella Piana di Gioia Tauro comporterà avere macchinari e personale sparso tra i due mezzi Ospedali di Polistena e Palmi con immaginabili disagi e pericoli per i malati e, soprattutto, per coloro che necessitano di misure di chirurgia d’urgenza e lascerà la Sanità della Piana nelle medesime condizioni in cui si trova oggi, dove gli attuali cinque Ospedali dovrebbero essere tutti chiusi, nessuno escluso, perché definiti dagli ispettori del ministero della Sanità, in una relazione ministeriale presentata dall’ex Ministro della Salute Livia Turco al Presidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica, nello scorso dicembre 2007, strutture a volte fatiscenti, senza confort alberghiero, con irrilevante capacità ricettiva e con difficili collegamenti con la viabilità principale.

Noi riteniamo che di altre strutture ospedaliere come quelle già esistenti, che non facciano fare alla Sanità della Piana quel salto di qualità di cui necessita per non morire, i cittadini non ne abbiano bisogno e soprattutto non ne vogliono più sentir parlare; ed è per questo che Pbc ha iniziato partendo da Gioia Tauro, sin dal 29 agosto 2008, una campagna di sensibilizzazione e di informazione capillare dei cittadini portata sull’intero territorio della Piana, da attuarsi tramite varie fasi e varie attività, prima su tutte una raccolta di firme “Pro Ospedale Unico e contro tutti i campanilismi locali” da portare avanti nelle Piazze cittadine di ogni Comune della Piana, strada per strada, famiglia per famiglia e le cui prime migliaia di firme saranno consegnate all’attenzione delle massime cariche politiche della Regione Calabria, al fine di farle riflettere sulla vera volontà del popolo, in occasione della prossima riunione del Consiglio Regionale.

PBC rinnova l’appello ai partiti, ai movimenti e alle associazioni esistenti nel territorio della Piana ad impegnarsi in questa battaglia di civiltà e di rispetto della democrazia e ribadisce a chiunque volesse aderire di contattare il movimento politico “Per il Bene Comune”, Gioia Tauro, inviando un’email all’indirizzo: calabria.pbc@gmail.com oppure lasciando un messaggio sul blog www.perilbenecomunecalabria.blogspot.com.

Il Coordinatore di Pbc Gioia Tauro Il Coordinatore Regionale di Pbc

arch. Jacopo Rizzo avv. Renato Bellofiore

30 agosto 2008

Da Calabria Ora del 29 agosto 2008. Per il Bene Comune presente all'incontro tra Spaziante ed i sindaci. Riunione infuocata con contestazioni


L’aula è una bolgia per lo sfogo di tutti La maggior parte dei primi cittadini contro la scelta di Palmi: il territorio ancora inascoltato Una bolgia.

PALMI - FRANCESCO ALTOMONTE

La sede dell’ex As 10 di Palmi, nella giornata di ieri, si è trasformata in una sorta di arena in cui, per più di tre ore, rappresentanti istituzionali, semplici cittadini e membri delle associazioni, come moderni gladiatori si sono confrontati senza risparmiarsi.

Numerosi i palmesi accorsi che hanno lungamente applaudito l’intervento del beniamino di casa, il sindaco Ennio Gaudio, contestando invece la maggior parte dei primi cittadini contrari alla scelta di Palmi come città ospitante del nuovo presidio ospedaliero. «Non c’è più tempo - ha detto Gaudio - subito l’ospedale nuovo e il potenziamento di Polistena». «Ho la sensazione - ha constatato Carlo Martelli, sindaco di Rosarno - di giocare fuori casa. Non abbiamo sentito da Spaziante dove si farà il nuovo ospedale. La scelta della Regione di costruire due ospedali, due mezzi ospedali, non la condividiamo». Favorevole a Palmi, invece, il primo cittadino di Sant’Eufemia, Antonio Saccà:«Con l’accorpamento delle Aziende sanitarie, il territorio si è ingrandito facendo rientrare anche Scilla e Bagnara che insieme ad altri 5 centri, con 60mila abitanti in totale, hanno firmato un documento di appoggio a Palmi». Giuseppe Rugolo, sindaco di Oppido, chiede retoricamente se «i sindaci e la loro conferenza contano qualcosa? Ci siamo già espressi in favore di Cannavà, dimostrateci che la nostra scelta è sbagliata». Giàcomo Saccomanno, alla testa del comitato civico, ha sottolineato come la Regione abbia «già deciso contro il parere del territorio, siamo pronti a dare battaglia». Renato Bellofiore, Per il bene comune, ha chiesto «una struttura superiore alle realtà esistenti nella Piana: i sindaci hanno votato democraticamente, piaccia o no». Natale Pace della Cisl ha ammonito il ceto politico del territorio, «sempre pronto a dividersi e non consapevole della forza contrattuale di cui dispone nei confronti della Regione. Il problema è la sanità non l’ospedale». Sul cambio di denominazione e sull’incoerenza dei partiti si è scagliato Cosimo Altomonte, favorevole all’ospedale unico. L’assessore provinciale Santo Gioffrè ha sottolineato le inefficienze del sistema sanitario mettendo a disposizione della Regione i beni di cui dispone la Provincia per scopi sanitari. L’on Elio Belcastro ha ribadito la necessità «di costruire un solo ospedale ma efficiente. Come rappresentante nazionale metterò a conoscenza il governo di quanto sta accandendo». «Non mi convince il discorso dei due ospedali - ha dichiarato il sindaco di Cittanova Alessandro Cannatà.

I cittadini del nostro territorio hanno diritto alla salute e la dispersione di risorse per potenziare Polistena e creare la nuova struttura non va nella direzione auspicata». Domenico Scalfari, residente del consiglio di Palmi si è detto «scocciato da questa crociata contro Palmi: quando si parlava di ospedale di riferimento, uno a Polistena l’altro a Cannavà, eravamo tutti d’accordo anche Belcastro. Ora che si parla di Palmi salta fuori il discorso del mezzo ospedale». Il vicesindaco di Rizziconi, Armando Marcianò, si è detto favorevole a Cannatà, zona per altro che ricade nel comune di Rizziconi. «Dire che due ospedali sono troppi - ha detto il primario del Riuniti di Reggio Gaetano Topa - è anacronistico». Il sindaco di Scilla Gaetano Ciccone: «la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia. Difendere il proprio territorio non ha senso».

29 agosto 2008

Da Gazzetta del Sud del 29 agosto 2008 - Ospedale della Piana - alla riunione con l'Assessore Regionale alla Sanità interviene "Per il Bene Comune"


Palmi Affollatissima la riunione di ieri nella sede dell'ex Asl 10

Spaziante annuncia: «Unica realtà sanitaria fondata su due strutture ospedaliere»

E aggiunge: verificheremo ogni spazio per potenziare quei presidi che rimarranno in vita

Emanuela Aliberti

Palmi

Ospedale nuovo della Piana. Sembrava dovesse scoppiare da un momento all'altro ma, alla fine, la saletta dell'ex Asl 10 ha "retto" alla riunione che ieri ha intrattenuto per oltre tre ore l'assessore regionale alla sanità Vincenzo Spaziante, l'assessore regionale all'urbanistica Michelangelo Tripodi, il prefetto Giuseppe Zannini e il commissario dell'Asp 5 Massimo Cetola con le impressioni, le opinioni e le critiche dei sindaci della Piana. Il tema, incandescente quanto la temperatura raggiunta dalla sala gremita, era quello dell'ubicazione del presidio. Tuttavia, nonostante l'attesa fosse tanta e la partecipazione della cittadinanza particolarmente numerosa, non vi è stata ieri una vera e propria ufficializzazione della scelta del sito di Palmi.

L'assessore Spaziante si è limitato a far riferimento a «un'unica realtà fondata su due strutture ospedaliere dotate delle dovute complementarizzazioni e messe in grado di offrire un servizio "in rete"»; mentre Michelangelo Tripodi ha asserito che «la scelta di incamminarsi su una strada non è una dichiarazione contro i cittadini della Piana ma piuttosto la volontà di far qualcosa per quella che costituisce la punta più avanzata della malasanità in Calabria».

La decisione, per quanto solo vagamente evocata, ha però raccolto le critiche o gli apprezzamenti dei sindaci e dei rappresentanti dei movimenti popolari che ieri hanno voluto assistere a questo importante momento di incontro. Se il primo cittadino palmese Ennio Gaudio ha fatto notare che «non c'è più tempo» e ha sottolineato come «questa Giunta regionale, lavorando per passare dalle parole ai fatti, ha il merito di stare affrontando la questione con determinazione», il sindaco di Rosarno Carlo Martelli ha invece rimarcato come le indicazioni dei primi cittadini non siano state tenute in considerazione. «Il territorio non è d'accordo sul mantenimento di due strutture – ha detto – perché si tratterebbe di due mezzi ospedali e le esigenze sanitarie non troverebbero comunque risposta».

La riunione si è svolta su questi due binari. La scelta del sito da un lato e la decisione di creare un ospedale unico o di costruire una struttura nuova, affiancata da quella di Polistena, dall'altro hanno raccolto le opinioni differenti dei vari rappresentanti istituzionali. Un appello ad analizzare la questione in termini più ampi rispetto a quelli limitati al comprensorio della Piana è giunta dal sindaco di Sant'Eufemia, Vincenzo Saccà, che ha ricordato come «oggi parliamo di un'unica azienda sanitaria provinciale. Già a gennaio ci siamo riuniti in sette (Bagnara, Melicuccà, Delianuova, San Procopio, Sinopoli, Sant'Eufemia, Palmi e Scilla) per sottoscrivere un documento che andasse ad avvalorare la proposta di Palmi». Tale indicazione non ha però sedato le critiche. «Anche se dovessero rimanere altre strutture – ha fatto notare il sindaco di Oppido, Giuseppe Rugolo –, la scelta di non costruirlo in zona baricentrica penalizzerebbe i cittadini dei paesi più distanti».

Il rifiuto del sito di Palmi è stato condiviso da Aldo Pecora del movimento "Ammazzateci tutti", da Gianfranco Saccomanno e Cosimo Altomonte del comitato spontaneo pro ospedale unico, dall'on. Elio Belcastro (Mpa) e da Renato Bellofiore del movimento "Per il bene comune" che ha lamentato la mancanza di chiarezza dei rappresentanti regionali, invitando a rispettare le indicazioni date dai sindaci nell'ottobre scorso.

«L'incontro è servito per aprire un dialogo non per concluderlo – ha detto Spaziante –. Le esigenze del territorio sono puntualmente raccolte e verificheremo ogni spazio per potenziare quelle strutture che rimarranno in vita».

Alla completa disponibilità della Provincia che, attraverso le parole dell'assessore Santo Gioffrè, si è impegnata a «concedere quei beni necessari a cambiare la faccia della sanità nella Piana», ha fatto eco il discorso di Gaetano Topa, primario di Ortopedia ai "Riuniti" di Reggio, che ha sottolineato la necessità di «creare una rete ospedaliera che sia in grado di garantire il trattamento della patologia attraverso il decentramento assistenziale», e quello di Domenico Scalfari del Movimento popolare per l'ospedale, che ha ricordato come «il problema dei due mezzi ospedali si è posto solo quando è stato scelto Palmi».

27 agosto 2008

Da Il Quotidiano della Calabria del 26.8.2008. La Denuncia del Movimento Per il Bene Comune sulla discarica dello Zimbario "Ennesimo atto di degrado"

La denuncia del movimento“Per il bene comune” sulla discarica dello Zimbario «Ennesimo atto di degrado»Bellofiore e Rizzo contro l’operazione “Veolia ”
di NICOLA ORSO

GIOIA TAURO - Alla problematica sorta intorno alla discarica dello Zimbario di Rosarno, il Movimento politico “Per il bene comune”, dopo una riunione del direttivo regionale e locale, esprime «profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado nella Piana di Gioia Tauro, già segnata dall'installazione di mega impianti dal devastante impatto ambientale».

Così inizia il comunicato diffuso ieri a firma dei coordinatori regionale e locale del Pbc, rispettivamente, Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, che, ancora una volta, fanno sentire la voce del movimento politico nazionale sugli scottanti temi riguardanti l'equilibrio ambientale.

«È ormai nota - scrivono i responsabili del Pbc - che gli inceneritori e non i termovalorizzatori, come ingannevolmente vengono definiti, non risolvano il problema delle discariche: l'esperienza e l'esempio di Gioia Tauro sono fatti emblematici.

È di dominio pubblico la richiesta della Veolia, società francese che gestisce l'impianto della Cicerna, di 44 ettari di terreno ricadente nel comune di Rosarno, al fine di realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall'incenerimento dei rifiuti».

«L'operazione – prosegue la nota - avverrebbe previa bonifica dell'intera area dello Zimbario, vera discarica a cielo aperto».

Bellofiore e Rizzo, nel documento-denuncia, si pongono alcune domande in merito allo Zimbario che girano agli amministratori locali: «Da quali dati emerge che la zona dello Zimbario è inquinata? E da quali sostanze risulta tale? Se sostanze tossiche si trovano già in profondità per centinaia di metri nel terreno sabbioso del quale è composta l'area, raggiungendo fonti d'acqua da sempre utilizzate per uso potabile, che danni tutto ciò ha provocato?» Ed ancora: «Quali informazioni vengono date ai cittadini relativamente al problema? Ma soprattutto, come intende procedere la Viola alla bonifica? Che senso ha proporre di risanare un'area sulla quale installare una mega discarica di tipo speciale?»

«Qualcuno si è chiesto conclude la nota -perché la multinazionale Viola, che non è una Onlus, è disposta a donare al Comune di Rosarno, a titolo compensativo, un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione, aree ludiche e 2 milioni e 100 mila euro di royaltes?

In genere, più alto è l'indennizzo e più è grave il danno».



Da "Calabria Ora" del 26 agosto '08. BONIFICA ZIMBARIO“ Per il Bene Comune” chiede lumi sui livelli di inquinamento


BONIFICA ZIMBARIO
I partiti avvisano
la Regione
“Per il Bene Comune” chiede lumi sui livelli di inquinamento
CARMEN IERACITANO
piana@calabriaora.it

Ancora una volta si torna a parlare di emergenza ambientale nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Ad essere messi in discussione questa volta non l'installazione o meno di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, ma i dubbi e le perplessità su quelli già esistenti, in particolare la iscarica dello “Zimbario” di Rosarno, espressi dal coordinamento regionale, con sede a Gioia Tauro, del movimento politico “Per il Bene Comune”.

Non vedendo di buon occhio la proposta della società francese Veolia che gestisce l’inceneritore di contrada Cicerna, e che richiede 44 ettari di terreno ricadenti nel comune di Rosarno al fine di realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall’incenerimento dei rifiuti, nonché la proposta di donazione «a titolo compensativo» al Comune di un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione, aree ludiche e 2 milioni e centomila euro annue di royalties. Il movimento si chiede quindi quale sia il vero prezzo di tutto ciò, e chiede agli amministratori di fare chiarezza sui reali rischi per la popolazione, coinvolgendo medici oncologi e agronomi. Partendo dal presupposto che la Veolia sia una società a scopo di lucro e non una Onlus, come specificato in una nota redatta dal gruppo, il campanello d’allarme è scattato proprio in base al fatto che la società francese abbia richiesto proprio l’area già notoriamente inquinata dello “Zimbario”, un terreno sabbioso per anni oggetto di discarica indiscriminata e incontrollata di rifiuti di vario genere, proponendone una «operazione di bonifica» e un risarcimento giudicato spropositato, se non nella consapevolezza che «il danno arrecato, l’ennesimo atto di degrado ambientale nella Piana», come lo definisce la nota, sarebbe di proporzioni notevoli. La natura stessa del terreno in cui ricade la discarica dello “Zimbario” pone poi altri inquietanti quesiti riguardanti le falde acquifere dalle quali si approvvigionano le popolazioni della zona sia per quanto concerne l’acqua potabile di uso domestico quotidiano, sia quella utilizzata per l’irrigazione dei campi.

Alla luce di tutto ciò, allarmati da queste prospettive e insospettiti dalla mancanza di informazioni più dettagliate, i coordinatori di “Per il Bene Comune”, Iacopo Izzo e Renato Bellofiore, sono scesi in campo chiedendo di conoscere, in base ai risultati di studi scientifici, quali sono i danni già provocati dall’inquinamento dello “Zimbario” e da quali sostanze, e quale procedura di bonifica, dettagliata, si intenda realizzare nell’area.

26 agosto 2008

Da Gazzetta del Sud del 26 agosto '08. Gioia Tauro Zimbario, preoccupato il Movimento Politico "Pbc"



Francesco Toscano

GIOIA TAURO

Sulla problematica sorta intorno alla discarica dello Zimbario di Rosarno, il movimento politico "Per il Bene Comune", dopo una riunione del direttivo regionale e locale nella sede gioiese esprime «profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado ambientale nel territorio della Piana di Gioia».

«È cosa ormai nota – scrivono i coordinatori regionale e comunale, Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo – che gli inceneritori non risolvono il problema delle discariche ma lo accentuano, necessitando di luoghi speciali per il contenimento delle ceneri residue delle combustioni. È di dominio pubblico la richiesta da parte della Veolia, società francese che gestisce l'inceneritore di contrada Cicerna, di 44 ettari di terreno (lo Zimbario) ricadenti nel comune di Rosarno, al fine di realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall'incenerimento dei rifiuti, rifiuti solidi urbani, residui degli impianti di trattamento, come riportato e mai smentito dalla stampa locale. L'operazione avverrebbe previa bonifica da parte della società francese dell'intera area dello Zimbario, vera e propria discarica a cielo aperto. Se lo Zimbario è davvero tanto inquinato, come asseriscono gli amministratori locali, perché in tutti questi anni non si è assunto nessun provvedimento? Come si sta proteggendo, ad oggi, la salute dei cittadini? Che senso ha proporre di risanare un'area semplicemente per installarvi una mega discarica di tipo speciale, inquinandola così per sempre?».

Bellofiore e Rizzo concludono asserendo che «in genere, più è alto l'indennizzo e più grave è il danno per la salute della popolazione e per il territorio. Forse sarebbe opportuno chiedere a qualcuno di color che sanno (specialisti, scienziati, agronomi), di spiegare cosa e quanto dovranno pagare, in termini di danni alla salute o alle colture agricole, i cittadini della Piana».

25 agosto 2008

"Per il Bene Comune" sulla discarica dello Zimbario di Rosarno il netto rifiuto di Pbc: molti gli interrogativi preliminari da sciogliere


Lista Civica Nazionale

“PER IL BENE COMUNE”

Coordinamento Regionale

Gioia Tauro, 25/8/2008

COMUNICATO STAMPA

Sulla problematica sorta intorno alla discarica dello “Zimbario” di Rosarno il Movimento Politico “Per il Bene Comune”, dopo specifica riunione del Direttivo regionale e locale, riunitosi nella sede gioiese di via Regina Elena, esprime profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado ambientale nel territorio della Piana di Gioia, già segnato dall'istallazione di mega-impianti dal devastante impatto ambientale.

E' cosa ormai nota che gli inceneritori e non termovalorizzatori come ingannevolmente vengono definiti (l’esempio e l’esperienza di Gioia Tauro sono emblematici), non risolvono il problema delle discariche ma lo accentuano, necessitando di luoghi speciali per il contenimento delle ceneri residue delle combustioni. Tant’è vero che è di dominio pubblico la richiesta da parte della Veolia, società francese che gestisce l'inceneritore di contrada Cicerna, di 44 h di terreno ricadenti nel comune di Rosarno, al fine di potervi realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall’incenerimento dei rifiuti, rifiuti solidi urbani, residui degli impianti di trattamento (come riportato e mai smentito dalla stampa locale il 29 maggio 2008).

L'operazione avverrebbe previa bonifica da parte della società francese dell'intera area dello Zimbario, vera e propria discarica a cielo aperto.

Sulla questione Pbc ritiene preliminare a qualunque discorso stabilire con certezza e con carattere d’ufficialità, da parte di organi e istituti pubblici, senza interessi economici in gioco, in base a quale studio ed a quali dati risulta in maniera ufficiale che il suolo e/o il terreno dello Zimbario è inquinato e da quali sostanze risulta inquinato?

Per Pbc i punti interrogativi a questo punto sono molteplici: se sostanze tossiche, come da più parte paventato, sono già penetrate in profondità per centinaia di metri nel terreno sabbioso del quale è composta la zona, raggiungendo fonti d’acqua da sempre utilizzate per uso potabile, che danni hanno già provocato?

Ed, inoltre, se lo Zimbario fosse davvero tanto inquinato come si pubblicizza da parte degli amministratori locali perché in tutti questi anni non si è assunto nessun provvedimento?

Quali sono a causa del paventato inquinamento i rischi che stanno correndo le popolazioni che vengono raggiunte e usano quotidianamente acque per uso potabile e per l’irrigazione dei campi provenienti dai numerosi corsi che a diverse altezze sotterranee (e non) attraversano l’area dello Zimbario?

Come si sta proteggendo, ad oggi, la salute dei cittadini?

Ma soprattutto come intende procedere alla bonifica la Veolià? Si spera non semplicemente scorticando per un paio di metri il terreno …e tutto quello che c'è sotto come verrebbe bonificato?

Che senso ha proporre di risanare un'area, semplicemente per installarvi una mega discarica di tipo speciale per ceneri inquinandola così per sempre?

Qualcuno si è chiesto perché se ci dovessero essere solo benefici per la popolazione, la Multinazionale francese Veolia, che è una società a scopo di lucro e non una ONLUS, è disposta a realizzare “a titolo compensativo” - donando al Comune un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione (!!!), aree ludiche (!!!) e 2 milioni e 100 mila euro di royaltes annue? In genere, più è alto l'indennizzo più il danno è grave per la salute della popolazione, per i terreni e per i prodotti locali ... .Allora forse sarebbe opportuno chiedere a qualcuno, magari medici specialisti in oncologia o agronomi, di spiegare cosa e quanto dovranno pagare in termini di danni alla salute o alle colture agricole i poveri cittadini della Piana.

Il Coordinatore di Gioia Tauro PBC Il Coordinatore Regionale di Pbc

Iacopo Rizzo Renato Bellofiore

21 agosto 2008

Comunicato Stampa Pbc del 21 agosto 2008

Lista Civica Nazionale

“PER IL BENE COMUNE”

Coordinamento Regionale


Gioia Tauro, 21/8/2008


COMUNICATO STAMPA

Raccolta di firme a favore dell’Ospedale Unico della Piana e per il rispetto delle decisioni assunte dai Sindaci della Piana, nello scorso ottobre 2007, in sede di Conferenza dei Sindaci sulla Sanità ex Asl 10.

Sarà avviata a Gioia Tauro una raccolta di firme a favore dell’Ospedale Unico della Piana e per il rispetto delle decisioni assunte dai “Primi cittadini” della Pian lo scorso ottobre 2007 in sede di conferenza dei Sindaci sulla Sanità ex Asl 10.

L’iniziativa è del Movimento Politico ” Per il Bene Comune ” e di un comitato spontaneo di cittadini gioiesi che, congiuntamente, hanno avviato una campagna di sensibilizzazione sul problema che riguarda la salute della popolazione dell’intera Piana.

Saranno allestiti dei gazebo nei quali si potrà firmare contro la decisione di declassare l’Ospedale Unico in Ospedale Nuovo e di spostarlo materialmente dal sito naturale di Cannavà scelto democraticamente da oltre 24 Sindaci per la sua caratteristica di centralità rispetto a tutti i Comuni della Piana.

La campagna di raccolta delle firme – informano i dirigenti di ”Per il Bene Comune” - continuerà nei prossimi giorni, sarà inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quale massima autorità garante della Costituzione Italiana per chiedere il rispetto delle decisioni assunte dai Sindaci in seno al consesso della conferenza dei Sindaci ex Asl 10.

L’iniziativa partirà tra qualche giorno per permettere ad associazioni, movimenti, partiti politici e singoli cittadini di aderire e, volendo, entrare nel comitato promotore di tale iniziativa nata a tutela della salute dei cittadini della Piana ed a tutela del rispetto delle decisioni democraticamente assunte dai Sindaci della Piana di Gioia Tauro.

Il coordinamento regionale di Per il Bene Comune, confermando la necessità di impegnarsi tutti insieme per far nascere l’Ospedale Unico della Piana e per il rispetto della decisioni democraticamente già assunte dai Sindaci della Piana di Gioia Tauro nell’ottobre 2007, ritiene che vada evitata qualsiasi battaglia solitaria di partiti o movimenti, negativa per il risultato finale e per l’immagine che si darebbe al Paese.

Per tale motivo PBC intende promuovere un coordinamento di partiti e movimenti disponibili ad impegnarsi in modo unitario e a tal fine, auspica e si rende disponibile a far confluire nel comitato organizzatore tutti coloro che ne vorranno far parte.

Chiunque volesse aderire può contattare il movimento politico “Per il Bene Comune”, Gioia Tauro, via Regina Elena, 8, telefax 0966505648, o inviare un’email all’indirizzo: calabria.pbc@gmail.com

Il Coordinatore di Gioia Tauro Iacopo Rizzo

Il Coordinatore Regionale Pbc Renato Bellofiore



Da Gazzetta del Sud del 21 agosto 2008


Gioia Tauro Rifiuti e roghi "spontanei"

Disposti dai commissari maggiori controlli dei vigili sul territorio

Francesco Toscano
Gioia Tauro
A seguito dell'esposto presentato nei giorni scorsi dal movimento Pbc Calabria, i commissari straordinari del Comune, dott. Mario Fasano e dott. Gerardo Bisogno, hanno ricevuto il movimento politico "Per il Bene Comune" e una delegazione di cittadini per discutere dell'attuale problematica degli incendi divampati sul territorio di Gioia Tauro e delle discariche di rifiuti a cielo aperto in "bella mostra" in varie zone della città.
La delegazione di Pbc era composta dal coordinatore regionale Renato Bellofiore, dal coordinatore di Gioia Tauro Iacopo Rizzo e da due membri del direttivo regionale, Giuliana Polimeni e Giovanni Laurendi. All'incontro era presente l'ing. Antonio Crea in rappresentanza di un comitato spontaneo di cittadini gioiesi.
I commissari hanno cercato di rassicurare gli intervenuti circa l'attività posta in essere dal Comune a tutela dei cittadini, spiegando che i disservizi nella raccolta della spazzatura e nella pulizia della città sono stati, al momento, superati perché la società che gestisce questi servizi la "Sirio", ha ripreso da poco l'attività che aveva fermato per un ritardo nei pagamenti da parte del Comune.
Sul versante "roghi incontrollati", a parere dei commissari non c'è ombra di dubbio che la causa determinante il fenomeno degli incendi di gomme e copertoni usati che tanto sta destando irritazione, fastidio e preoccupazione per la propria salute tra i cittadini, è da addebitarsi principalmente a coloro che, pur preposti, non smaltiscono regolarmente secondo canoni di legge né conferiscono presso siti autorizzati gomme e copertoni d'auto che, una volta ammassati in località Ciambra e Petrace, «sono facile e indisturbata preda di piromani senza scrupoli».
Tra le misure adottate a seguito dell'esposto presentato da Pbc i commissari hanno riferito di aver già ordinato ai vigili urbani «maggiori e puntuali controlli del territorio» e di aver richiesto relazioni scritte degli accadimenti ai competenti dirigenti comunali.
Dal canto loro i rappresentanti di Pbc, dopo aver ringraziato i Commissari per la sensibilità dimostrata nell'accogliere in tempi ristrettissimi l'istanza di audizione avanzata dal loro Movimento, hanno messo in risalto lo spirito e il fine collaborativo con il quale Pbc ha chiesto l'odierno incontro ed hanno espresso compiacimento per l'attenzione dimostrata durante l'esposizione delle numerose problematiche che attengono la tutela della salute pubblica dei cittadini di Gioia Tauro.

Comunicato Stampa PBC del 20 agosto 2008

“PER IL BENE COMUNE”
Coordinamento Regione Calabria


Gioia Tauro 20 agosto '08.

COMUNICATO STAMPA

A seguito dell’esposto presentato nei giorni scorsi da PBC Calabria, i Commissari straordinari del Comune di Gioia Tauro, Dott. MARIO FASANO e Dott. GERARDO BISOGNO hanno ricevuto il Movimento Politico “Per il Bene Comune” ed una delegazione di cittadini gioiesi per discutere dell’attuale problematica degli incendi divampati nel territorio di Gioia Tauro e delle discariche di rifiuti a cielo aperto che galleggiano in bella mostra in varie zone della città.

La delegazione di Pbc era composta dal coordinatore regionale Renato Bellofiore, dal coordinatore di Gioia Tauro Iacopo Rizzo e da due membri del direttivo regionale rispettivamente Giuliana Polimeni e Giovanni Laurendi. All’incontro era presente l’ing. Antonio Crea in rappresentanza di un comitato spontaneo di cittadini gioiesi.

I Commissari hanno cercato di rassicurare gli intervenuti circa l’attività posta in essere dal Comune a tutela dei cittadini, spiegando che i disservizi nella raccolta della spazzatura e nella pulizia della città sono stati, al momento, superati perché la società che gestisce questi servizi la “Sirio”, ha ripreso da poco l’attività che aveva fermato per un ritardo nei pagamenti da parte del Comune gioiese.

Sul versante fuochi violenti, per i Commissari non c’è ombra di dubbio che la causa determinante il fenomeno degli INCENDI DI GOMME E COPERTONI AUTO che tanto sta destando irritazione, fastidio e preoccupazione per la propria salute tra i cittadini, è da addebitarsi principalmente a coloro che, pur preposti, non smaltiscono regolarmente secondo canoni di legge né conferiscono presso siti autorizzati gomme e copertoni auto, che una volta ammassati in località Ciambra e Petrace sono facile ed indisturbata preda di piromani senza scrupoli.

Tra le misure adottate a seguito dell’esposto presentato da Pbc i Commissari hanno detto hai presenti di aver già ordinato ai Vigili Urbani di Gioia Tauro maggiori e puntuali controlli del territorio e di aver richiesto relazioni scritte degli accadimenti ai Dirigenti competenti del Comune pianigiano.

Dal canto loro i rappresentanti di Pbc, dopo aver ringraziato i Commissari per la sensibilità dimostrata nell’accogliere in tempi ristrettissimi l’istanza di audizione avanzata dal loro Movimento, hanno messo in risalto lo spirito e il fine collaborativo con il quale Pbc ha chiesto l’odierno incontro ed hanno espresso compiacimento per l’attenzione dimostrata durante l’esposizione delle numerose problematiche che attengono la tutela della salute pubblica dei cittadini di Gioia Tauro.

Le odierne richieste avanzate da PBC ai Commissari sono state:

1) MAGGIORI CONTROLLI DEL TERRITORIO, avvalendosi per detti controlli di tutto il personale di competenza del Comune e di quello degli altri Enti dello Stato, quali il Corpo forestale, la Provincia e la Capitaneria di Porto, in aggiunta alla già presente Polizia di Stato e ai Carabinieri;

2) DARE AL PROBLEMA INCENDI E AL CORRELATO PROBLEMA “TUTELA DELLA SALUTE” MASSIMA E PRIORITARIA IMPORTANZA, rendendo noto alla popolazione quanto fatto e quanto si stia facendo per prevenire gli incendi e per far rispettare gli obblighi e i divieti stabiliti in tale campo;

3) EVITARE IL PIÙ POSSIBILE L’INSORGERE E LA PROPAGAZIONE DI: INCENDI, MEDIANTE INTERVENTI PREVENTIVI QUALI

la perimetrazione di fondi a rischio;

la ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva delle aree boscate confinanti con strade e altre vie di transito;

la ripulitura da parte degli Enti interessati (ANAS; FS; amministrazioni provinciali e comunali) della vegetazione erbacea e/o arbustiva presente lungo le scarpate stradali e autostradali e ferroviarie, nel rispetto delle norme vigenti compreso il codice della strada;

4) RITENERE RESPONSABILI I PROPRIETARI E POSSESSORI A QUALSIASI TITOLO DI TERRENI RICADENTI IN TUTTE LE PREDETTE FATTISPECIE per negligenza o per l’inosservanza delle prescrizioni impartite;

Cautamente soddisfatti i massimi esponenti di Pbc a fine incontro hanno dichiarato: “Abbiamo raccolto la disponibilità del Prefetto Mario Fasano a sostenere questo percorso di ripristino della LEGALITA’ portato avanti fortemente da Pbc - in un paese come Gioia Tauro che la chiede come si chiede acqua nel deserto – e ad attivarsi dal canto suo con tutti gli strumenti in suo possesso, compreso il coinvolgimento diretto dei Vigili Urbani e di altre forze di polizia a sostegno di questa causa sacrosanta e molto sentita dai cittadini gioiesi.

"Certamente, per il coordinatore regionale Renato Bellofiore, si è trattato di una iniziativa utile, frutto delle mobilitazioni di PBC di quest’ultimo periodo, che insieme alla battaglia per la salute, per l’Ospedale Unico della Piana, per la tutela dell’ambiente e del territorio, per lo sviluppo, la legalità e il lavoro ci porterà a risultati concreti nei prossimi mesi. PBC nonostante le rassicurazioni dei Commissari – afferma Bellofiore - continuerà imperterrito a difendere il diritto alla salute dei cittadini e il territorio di Gioia Tauro e della Piana senza fare sconti a nessuno”.

PBC Calabria

17 agosto 2008

Da "Gazzetta del Sud" del 17 agosto '08. Gioia Tauro Discariche abusive e roghi incontrollati insorge il movimento politico "Per il Bene Comune"


Discariche abusive e roghi incontrollati fonti di preoccupazione per la salute pubblica
A Loiero e ai commissari prefettizi in Municipio si chiede «quali urgenti iniziative intendano attuare»
Francesco Toscano
GIOIA TAURO
Iacopo Rizzo e Renato Bellofiore, rispettivamente coordinatore locale e regionale del movimento politico "Per il bene comune", hanno inviato un esposto al presidente della Regione Agazio Loiero e al prefetto Mario Fasano, uno dei tre commissari straordinari del Comune di Gioia, per denunciare che «ormai da tempo l'area adiacente al fiume Petrace e alla contrada Ciambra, all'interno del territorio abitato di Gioia Tauro, si presentano come una vera e propria discarica a cielo aperto dove vengono sversati abusivamente rifiuti di varia natura».
In premessa, gli scriventi evidenziano che «nonostante il fenomeno sia chiaramente visibile, nessuno ad oggi è mai riuscito a contrastare efficacemente tali abitudini scellerate: carcasse di auto, copertoni, materiali plastici, elettrodomestici in disuso e altro, prodotti e sostanze vengono in continuazione accumulati da ignoti che procedono poi, a partire dalle ore del tardo pomeriggio, ad incendiare il tutto. Uno di questi roghi è divampato giorno di Ferragosto (come più in particolare riferito nell'articolo accanto ndr) devastando una vasta area interessata da queste discariche abusive, provocando una nube tossica che ha costretto gran parte della popolazione gioiese a restare sigillata in casa. Il fenomeno si è ripresentato, probabilmente per focolai non completamente spenti, e purtroppo continua a ripresentarsi soprattutto nei fine settimana».
I due esponenti di "Per il bene comune" continuano affermando, tra l'altro, che «quanto accaduto è chiaramente frutto di una pratica illegale ormai divenuta consuetudine molto dannosa per la salute pubblica, in quanto gli incendi di tali cumuli liberano nell'aria diossine e altre sostanze altamente cancerogene per la salute pubblica; nei periodi durante cui il pericolo di incendio è maggiore, le amministrazioni regionali, avvalendosi anche dei propri organi del personale del Corpo forestale dello Stato, rendono noto, nei rispettivi territori, lo stato di grave pericolosità. Le autorità locali competenti devono dare al problema incendi e al correlato problema "tutela della salute" massima importanza, pubblicizzando mediante la pubblica affissione di manifesti o ricorrendo ai locali mezzi di comunicazione quanto si stia adoperando per prevenire gli incendi e per ribadire gli obblighi e i divieti stabiliti. Inoltre, sindaci e autorità locali, ciascuno nei territori e negli ambiti di rispettiva competenza, anche nella loro qualità di autorità locali di protezione civile, ai sensi di legge sono tenuti a far osservare gli obblighi e a far rispettare i divieti sopra elencati in quanto legalmente disposti dall'autorità competente».
Dopo queste premesse, Rizzo e Bellofiore ribadiscono che «nel territorio comunale di Gioia Tauro e nelle zone limitrofe nei mesi di giugno e di luglio diversi episodi di incendio hanno riguardato vaste aree verdi, soprattutto nelle località fiume Petrace e Ciambra, provocando ingenti danni alla vegetazione arborea, mentre i relativi fumi hanno arrecato e continuano ad arrecare gravissimo nocumento alla salute dei cittadini. La gravità degli eventi descritti è senz'ombra di dubbio enorme e desta insofferenza e preoccupazione nella popolazione gioiese», per cui si chiede di conoscere «quali urgenti iniziative di prevenzione e di soluzione il presidente Loiero e i commissari prefettizi del Comune gioiese intendano intraprendere e attuare al fine di tutelare la salute pubblica».

14 agosto 2008

Comunicato Stampa "PBC del 14 agosto 2008

Incendi: esposto al Presidente Loiero e ai Prefetti della Lista civica
"Per il Bene Comune"

Gioia Tauro, giovedì 14 Agosto 2008 15:39

La Lista Civica Nazionale “Per il Bene Comune”, corrente in Gioia Tauro, Via Regina Elena, 8, nell’ambito dell’iniziativa/campagna nazionale "Preveniamo gli incendi e tuteliamo la salute pubblica”, per mezzo dei coordinatori regionale e locale, rispettivamente avv. Renato Bellofiore e arch. Iacopo Rizzo,

PREMESSO

che è ormai da tempo che l’area adiacente al fiume “Petrace” e C.da “Ciambra”, all’interno del territorio abitato di Gioia Tauro, si presenta come una vera e propria discarica a cielo aperto dove vengono sversati abusivamente rifiuti di varia natura;

che, nonostante il fenomeno sia chiaramente visibile, nessuno ad oggi è mai riuscito a contrastare efficacemente tali abitudini scellerate: carcasse di auto, copertoni, plastiche , elettrodomestici e altri beni, prodotti e sostanze vengono in continuazione accumulate da ignoti che procedono poi, a partire dalle ore del tardo pomeriggio, ad incendiarle;

che martedì 15 luglio 2008 uno di questi roghi dilagava imponente devastando una vasta area interessata da queste discariche abusive provocando una nube tossica che ha costretto gran parte della popolazione gioiese a restare sigillata in casa.

che nei giorni successivi il fenomeno si è ripresentato, probabilmente per focolai non completamente spenti e, purtroppo, continua a ripresentarsi tutt’oggi soprattutto nei fine settimana;

che quanto accaduto è chiaramente frutto di una pratica illegale ormai divenuta consuetudine molto dannosa per la salute pubblica in quanto gli incendi di tali cumuli liberano nell’aria diossine e altre sostanze altamente cancerogene per la salute pubblica;

che nei periodi durante i quali il pericolo di incendio è maggiore le amministrazioni regionali, avvalendosi anche dei propri organi del personale del Corpo forestale dello Stato, rendono noto, nei rispettivi territori, lo stato di grave pericolosità;

che il periodo di massimo rischio di incendi boschivi è in genere tra il 1 luglio e il 30 settembre;

che le autorità locali competenti devono dare al problema incendi e al correlato problema “tutela della salute” massima importanza, pubblicizzando mediante la pubblica affissione di manifesti o ricorrendo ai locali mezzi di comunicazione quanto si stia adoperando per prevenire gli incendi e per ribadire gli obblighi e i divieti stabiliti;

che gli Enti e i privati possessori a qualsiasi titolo di boschi, terreni agrari, prati, pascoli e incolti devono adoperarsi in ogni modo al fine di evitare il più possibile l’insorgere e la propagazione di incendi, mediante interventi preventivi quali a titolo esemplificativo: la perimetrazione con solchi di aratro di fondi a rischio; ripulitura dalla vegetazione erbacea e/o arbustiva delle aree boscate confinanti con strade e altre vie di transito; ripulitura da parte degli Enti interessati (ANAS; FS; amministrazioni provinciali e comunali) della vegetazione erbacea e/o arbustiva presente lungo le scarpate stradali e autostradali e ferroviarie, nel rispetto delle norme vigenti compreso il codice della strada;

che i proprietari e possessori a qualsiasi titolo di terreni ricadenti in tutte le predette fattispecie dovrebbero essere ritenuti responsabili per negligenza o per l’inosservanza delle prescrizioni impartite;

che i Sindaci e le Autorità locali, ciascuno nei territori e negli ambiti di rispettiva competenza, anche nella loro qualità di Autorità locali di protezione civile ai sensi dell’art 15 della legge 24/02/1992 N0 225, sono tenuti a far osservare gli obblighi e a far rispettare i divieti sopra elencati in quanto legalmente disposti dall ‘Autorità competente;

che le prescrizioni sopra descritte sarebbe opportuno venissero ribadite con apposita delibera di giunta regionale e con ordinanza sindacale.

Tanto premesso,

ESPONGONO

nel territorio comunale di Gioia Tauro e nelle zone limitrofe nei mesi di giugno e di luglio c.a. diversi episodi di incendio hanno riguardato vaste aree verdi, soprattutto in località “Fiume Petrace” e località “Ciambra” provocando ingenti danni alla vegetazione arborea ed arbustiva e i relativi fumi hanno arrecato e continuano ad arrecare gravissimo nocumento alla salute dei cittadini.

Gli episodi più gravi, relativi agli incendi e alla propagazioni di intensi fumi neri, si sono registrati nei quartieri e località sotto riportate:

Contrada Petrace, Contrada Ciambra per quanto riguarda gli incendi; quartiere Marina di Gioia Tauro, quartiere stazione FS, quartiere statale 18 direzione ex quadrivio sbaglia – Palmi ed altri ancora per quanto riguarda i fumi neri intossicanti.

Altri episodi non meno pericolosi si sono registrati in terreni incolti e lungo le più importanti vie poste in prossimità del lungomare e della via Ciambra;

- La gravità degli eventi descritti è senza ombra di dubbio enorme e desta insofferenza e preoccupazione nella popolazione gioiese. Ciò esposto

CHIEDONO

di sapere quali urgenti iniziative di prevenzione e di soluzione il Presidente Agazio Loiero e i Commissari Prefettizi del Comune gioiese intendano intraprendere ed attuare al fine di tutelare la salute pubblica degli abitanti del Comune di Gioia Tauro;

in particolare: di verificare l’operato dei privati relativamente agli episodi sopradescritti in merito al rispetto delle prescritte normative locali e nazionali e locali a tutela dei cittadini e delle zone con vegetazione e/o boschive a rischio incendio, valutando se, alla luce delle considerazioni in premessa, possono ravvisarvi a carico di privati o altre persone preposte, ipotesi di reato, chiedendo, altresì, ove ne ricorrano i presupposti di procedere a denunciare quanti le SS.VV. riterranno responsabili di inadempienze e/o omissioni.

Chiedono altresì

di avere risposte esaustive ed urgenti ai quesiti sopra menzionati al fine di tranquillizzare i cittadini di Gioia Tauro ad oggi legittimamente preoccupati.

Distinti saluti.

Coordinamento Gioia Tauro PBC Coordinamento Regionale PBC

Iacopo Rizzo Renato Bellofiore