27 agosto 2008

Da "Calabria Ora" del 26 agosto '08. BONIFICA ZIMBARIO“ Per il Bene Comune” chiede lumi sui livelli di inquinamento


BONIFICA ZIMBARIO
I partiti avvisano
la Regione
“Per il Bene Comune” chiede lumi sui livelli di inquinamento
CARMEN IERACITANO
piana@calabriaora.it

Ancora una volta si torna a parlare di emergenza ambientale nel territorio della Piana di Gioia Tauro. Ad essere messi in discussione questa volta non l'installazione o meno di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti, ma i dubbi e le perplessità su quelli già esistenti, in particolare la iscarica dello “Zimbario” di Rosarno, espressi dal coordinamento regionale, con sede a Gioia Tauro, del movimento politico “Per il Bene Comune”.

Non vedendo di buon occhio la proposta della società francese Veolia che gestisce l’inceneritore di contrada Cicerna, e che richiede 44 ettari di terreno ricadenti nel comune di Rosarno al fine di realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall’incenerimento dei rifiuti, nonché la proposta di donazione «a titolo compensativo» al Comune di un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione, aree ludiche e 2 milioni e centomila euro annue di royalties. Il movimento si chiede quindi quale sia il vero prezzo di tutto ciò, e chiede agli amministratori di fare chiarezza sui reali rischi per la popolazione, coinvolgendo medici oncologi e agronomi. Partendo dal presupposto che la Veolia sia una società a scopo di lucro e non una Onlus, come specificato in una nota redatta dal gruppo, il campanello d’allarme è scattato proprio in base al fatto che la società francese abbia richiesto proprio l’area già notoriamente inquinata dello “Zimbario”, un terreno sabbioso per anni oggetto di discarica indiscriminata e incontrollata di rifiuti di vario genere, proponendone una «operazione di bonifica» e un risarcimento giudicato spropositato, se non nella consapevolezza che «il danno arrecato, l’ennesimo atto di degrado ambientale nella Piana», come lo definisce la nota, sarebbe di proporzioni notevoli. La natura stessa del terreno in cui ricade la discarica dello “Zimbario” pone poi altri inquietanti quesiti riguardanti le falde acquifere dalle quali si approvvigionano le popolazioni della zona sia per quanto concerne l’acqua potabile di uso domestico quotidiano, sia quella utilizzata per l’irrigazione dei campi.

Alla luce di tutto ciò, allarmati da queste prospettive e insospettiti dalla mancanza di informazioni più dettagliate, i coordinatori di “Per il Bene Comune”, Iacopo Izzo e Renato Bellofiore, sono scesi in campo chiedendo di conoscere, in base ai risultati di studi scientifici, quali sono i danni già provocati dall’inquinamento dello “Zimbario” e da quali sostanze, e quale procedura di bonifica, dettagliata, si intenda realizzare nell’area.