

Da Gazzetta del sud del 10.3.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
«Ancora una volta la già lenta macchina burocratica messa in moto dall'Asp 5 ha fatto cilecca. E si aggravano i danni ai cittadini e ai lavoratori». Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo della Lista civica nazionale "Per il bene comune", sbottano in questo modo in un lungo comunicato stampa «dopo aver preso atto – affermano – di un duplice evento negativo: il mancato arrivo giovedì scorso dei tecnici che avrebbero dovuto redigere il verbale di collaudo delle sale operatorie del "Giovanni XXIII" così come aveva annunciato al direttore sanitario dott. Giuseppe Zampogna il massimo responsabile dell'Asp reggina generale Cetola; il rinvio del collaudo deciso dall'ing. Morello, presentatosi il giorno dopo (venerdì), a causa di un ulteriore problema "sfuggito" ai vari tecnici e uffici tecnici preposti ossia la sostituzione di un filtro nell'impianto di climatizzazione».
Quindi, per i due coordinatori di Pbc, «il fatto che dopo un "inseguimento" di cinque mesi che è servito anche per trovare un "interruttore speciale", all'atto del collaudo è invece sorto un altro inconveniente che ha richiesto un "prolungamento" dei tempi, rafforza l'idea che qualcuno continua a remare contro la riapertura di questo reparto salvavita del "Giovanni XXIII". E a questo punto se ne assumerà la responsabilità penale e civile perché continueremo con le denunce alla magistratura. Siamo amareggiati e increduli nel constatare che nonostante l'interessamento del commissario del Comune dott. Galati e nonostante ben due esposti alla Procura della Repubblica e ai Nas per interruzione di pubblico servizio, ci sia ancora qualcuno che continua a "remare" in difformità della legge».
A questo punto Pbc si rivolge ancora ai vertici dell'Asp reggina per «avere spiegazioni del perché di tutti questi inconvenienti: una volta l'interruttore, un'altra volta il gruppo elettrogeno, un'altra ancora la scheda elettrica. e perché questi inconvenienti che tengono in "ostaggio", tra l'altro, un esercito di lavoratori ad altissimo rischio infortunistico non sono stati segnalati tutti in una volta?».
«Allo stato delle cose e per l'assurdità di quanto avviene – continuano Bellofiore e Rizzo – è utile ribadire fino alla noia che qui noi stiamo parlando, per chi non lo sapesse o si ostina ad ignorarlo, dell'ospedale strategico del cuore della Piana, al centro della più allarmante polveriera infortunistica della costa tirrenica reggina. Stiamo parlando dell'ospedale nel quale per la mancata semplice manutenzione e per il misterioso fermo dei lavori per l'Utic, terapia intensiva, Pronto soccorso e altro, che si protrae ormai oltre ogni limite ragionevole di tempo, è stata innescata da quel dì ed è ancora oggi "vigente", una pericolosa interruzione di pubblico servizio che preoccupa il vasto bacino d'utenza e, soprattutto, i lavoratori del porto e delle tre aree industriali». Riferendosi, poi, al problema dell'ospedale unico o ex unico o nuovo, Bellofiore e Rizzo affermano che «le mancate verità vengono fuori e se ne discuterà in tutte le sedi competenti. Infatti – continuano – solo da poco tempo abbiamo appreso che la commissione straordinaria del comune di Gioia Tauro aveva offerto al prefetto Zanini la disponibilità di terreni, a titolo gratuito, confiscati alla mafia, disponibili per la costruzione di un grande policlinico e per dare un segnale forte di legalità da parte delle Istituzioni che avrebbero anche opportunamente goduto, in un momento caratterizzato dalla gravissima recessione mondiale, di un ingente risparmio di pubblico denaro. Su questa delicata questione che riguarda la realizzazione dell'ospedale unico nel centro della Piana, Pbc non mollerà, anche perché non intende piegarsi di fronte a chi sostiene e supporta logiche decisionali di parte e incomprensibili, a scapito di una maggioranza schiacciante e rappresentativa come la Conferenza dei sindaci che - forse il prefetto Zanini non lo sa - si è espressa con un atto deliberativo democratico, indicando dove dovrà sorgere l'ospedale unico. Intanto – concludono i due coordinatori di Pbc – per la "telenovela" che ha paralizzato il "Giovanni XXIII", adesso si aspetta un filtro».