14 settembre 2008

Comunicato Pbc Calabria è nettamente contraria alla richiesta di ampliamento della discarica di c.da Marrella a Gioia Tauro. PBC insorge



Lista Civica Nazionale “PER IL BENE COMUNE”

Coordinamento Regione Calabria

Via Regina Elena, 8, GIOIA TAURO

Gioia Tauro 13 settembre 2008

Pbc Calabria è nettamente contraria alla richiesta di ampliamento della discarica di c.da Marrella a Gioia Tauro, avanzata dalla francese “Veolia”.



Sull’ampliamento della discarica di contrada Marrella, Pbc Calabria apprende con estrema preoccupazione dalla stampa la proposta di ampliamento di tale discarica avanzata dalla società francese “Veolia”, gestore anche dell’inceneritore di Gioia Tauro.

Quest’ultima richiesta - insieme con l’altra e aggiuntiva già avanzata sempre dalla stessa francese Veolia-Tecnitalia, di avere altri 44 h di terreno nel bosco di Rosario (località Zimbario), da adibire a discarica per 1.000.000 di mc di ceneri da combustione di rifiuti, altamente tossici - è l’ennesima dimostrazione dell’inutilità degli inceneritori come quello in funzione a Gioia Tauro nel risolvere il problema delle discariche.

Come cittadini e come rappresentanti politici, oltre ad essere preoccupati per la salute nostra e dei nostri figli, ci sentiamo presi in giro da chi da mesi dichiara che la discarica di contrada Marrella è ormai quasi satura ma continua a versarvi abbondantemente ceneri e rifiuti provenienti anche da altre province, come già pubblicamente denunciato.

Non possiamo sentirci rassicurati da chi, avendo interessi diretti in gioco, ci dice che l’inquinamento sarà accettabile e comunque nella norma, quando da una parte i controlli vengono fatti dalla stessa società gestore di tali impianti e dall’altra la magistratura sempre più spesso - nel caso di discariche - accerta inquinamenti delle falde acquifere nei terreni limitrofi. Accertamenti che rivelano sempre, purtroppo a posteriori, danni ormai avvenuti all’ambiente e alla salute dei cittadini dei comuni confinanti.

Ed ancora, non possiamo più sopportare in silenzio che molti camion -oltre 175 al giorno - che trasportano l’immondizia perdano continuamente liquidi e percolato sulle strade cittadine di Gioia Tauro e del Bosco di Rosarno rendendole pericolose per la circolazione, perenni “arbre magic” nauseabondi e tossici ed ennesima beffa per una popolazione ormai sempre più abbandonata a sè stessa.

Non possiamo guardare con serenità alla discarica di “Marrella” quando assistiamo increduli e amareggiati in quel sito, ad incendi come quello che il 15 agosto scorso ha causato una nube tossica, dannosissima alla salute, che ha avvolto Rizziconi e Gioia Tauro costringendo i cittadini di quei Comuni a “ sigillarsi” in casa nonostante il gran caldo.

Come mai prima di parlare di ampliamento nessuno si preoccupa dei miasmi nauseabondi che quotidianamente provengono da quella discarica e che in base all’andamento dei venti si riversano sulle comunità di Gioia Tauro e di Rizziconi? Perché nessuno dei nostri politici e amministratori comunali si preoccupa per l’incredibile aumento di patologie tumorali al quale ormai tristemente stiamo assistendo e, purtroppo, forza maggiore assuefacendo? Sicuramente qualcuno ci vuol fare credere che aumentando di 8 metri in altezza (quasi tre piani di un palazzo) e per la stessa larghezza della discarica questi problemi spariranno, ma la verità è che tali affermazioni di parte sono false, strumentali e pretestuose. La soluzione che da sempre afferma e sostiene “Per il Bene Comune” è invece la madre di tutte le soluzioni sui rifiuti che non devono essere visti come “problema” ma come “risorse”: ossia la “Riduzione degli imballaggi a monte, centri di compostaggio, raccolta differenziata porta a porta e, per il residuo, sistemi come il trattamento dei rifiuti a freddo. Questa è la catena che oggi garantisce l’unica soluzione in grado di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti, creando posti di lavoro e tutelando la salute e l’ambiente.

Per il Bene Comune Calabria invita tutte le forze politiche, associazioni, movimenti e liberi cittadini a fare fronte comune per opporsi con fermezza e con ogni mezzo lecito e democratico a chi , dopo aver imposto che a Gioia Tauro si debbano bruciare i rifiuti di tutta la Calabria nel nome di una tecnologia capace di ridurre il problema delle discariche, oggi, contraddicendo le ragioni stesse poste alla base di tali scelte scellerate, vuole trasformare l’intera Piana di Gioia Tauro in una enorme discarica.

Coordinatore di Gioia Tauro Coordinatore Regione Calabria

Iacopo Rizzo Renato Bellofiore

Ospedale Unico della Piana, intervento di Bellofiore "Per il Bene Comune" durante il Consiglio Comunale aperto di Rizziconi del 10 settembre 2008



Da Gazzetta del Sud 13.9.08. Gioia Tauro “Per il Bene Comune” Bellofiore: costruire l’Ospedale in prossimità dell’area portuale


Gioia Tauro “Per il bene comune”
Bellofiore: costruire l’ospedale in prossimità dell’area portuale
Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Sul ventilato ospedale nuovo in un’area scartata dalla maggioranza dei sindaci del territorio, il coordinatore regionale del movimento politico “Per il Bene Comune”, avv. Renato Bellofiore, ha diffuso una lunga dichiarazione. Osserva che, di fronte alla situazione attuale, non resta che sperare in un’azione incisiva (anche «attraverso gli invocati interventi parlamentari»), delle istituzioni centrali, coinvolgendo le massime autorità dello Stato per non “calpestare” semplicemente la gran parte della popolazione. E si rivolge al presidente della Repubblica per sapere «se il governo, sull’onda dell’emozione delle “morti innocenti”, ha deciso di realizzare nell’area di Gioia Tauro l’ospedale ”unico” o se ha deciso che l’unico ospedale da distruggere fosse il più moderno e in posizione più che strategica, cioè quello di Gioia Tauro che è vicinissimo al Porto e che potrebbe essere il più grande baluardo per fronteggiare l’urto dei malaugurati eventi infortunistici che potrebbero verificarsi nell’area del Porto e nelle aree industriali adiacenti. Purtuttavia, Gioia Tauro non si è affatto opposto alla volontà della maggioranza schiacciante dei sindaci che hanno deciso per l’area di Cannavà», dove ubicare il presidio. Bellofiore offre uno studio dei dati Istat portato avanti dall’ing. Andrea Cento, per dare altri elementi sul perché dell’Ospedale unico a Cannavà e non Palmi e Polistena. «L’analisi dei dati ci dimostrano che i 33 comuni della Piana avevano una popolazione complessiva di 174.852, che all’inizio di quest’anno è di 163.598
abitanti con un decremento del 6,88% della popolazione iniziale. Questo fenomeno, dimostra, inoltre, che mentre tutti gli altri comuni sono in calo, solo quelli del Porto (Gioia, Rizziconi, Rosarno e San Ferdinando) hanno fatto registrare un cospicuo aumento della popolazione: dai 39.019 abitanti del 1971 ai 45.276 residenti, con un incrementato di 6.251 unità».«Questi numeri - rileva l’ing. Cento - individuano una realtà da cui non è possibile prescindere per dare un giusto sviluppo al territorio pianigiano. È nell’area portuale che si stanno sviluppando processi che le autorità regionali devono valutare correttamente per evitare soluzioni che risulterebbero inefficaci e deleterie per tutti i cittadini, ma soprattutto squilibrate. È in questa area che di fatto è collocata la popolazione più numerosa (oltre 50.000 abitanti). Alla luce di questi processi non è più accorto accantonare definitivamente le proposte dei due ospedali e pensare all’unico Ospedale della Piana che il buon senso consiglierebbe di collocare in prossimità dell’area portuale ed in posizione
pianeggiante?».

11 settembre 2008

IL FUTURO DELLA SANITA’ NELLA PIANA (doc.2) “PER IL BENE COMUNE”:Ospedale unico perché Cannavà e non Palmi e Polistena.



Lista Civica Nazionale “PER IL BENE COMUNE” Coordinamento Regione Calabria

Gioia Tauro 10 settembre 2008.

IL FUTURO DELLA SANITA’ NELLA PIANA (doc.2)

Ospedale unico perché Cannavà e non Palmi e Polistena.

Come si è visto, l’analisi dei dati ISTAT ha offerto l’occasione per individuare la distribuzione della popolazione della Piana.
In questo modo si è voluto dare un contributo concreto all’Assessore regionale alla Sanità per avere elementi di giudizio obiettivi, basati sulla forza dei numeri, nel momento in cui dovrà prendere una decisione giusta nell’interesse di tutti, circa il futuro della Sanità nella Piana.
Per offrire altri elementi di giudizio concreti si è pensato di mettere a confronto la composizione della popolazione della Piana nell’anno 1971 (inizio del processo che ha portato alla costruzione del porto) e quella odierna.
Questo confronto offre significative indicazioni e pone problematiche che dovranno essere affrontate a livello regionale, provinciale e comunale, se si vuole un corretto sviluppo del territorio.
Fotografiamo, allora, la Piana in due momenti ben distinti, ma definiti: censimento del 1971 e dati ISTAT odierni.
I 33 comuni della Piana che avevano una popolazione complessiva di 174.852 abitanti nel censimento del 1971, hanno assistito a complessi fenomeni migratori che hanno portato alla riduzione della propria popolazione a 163.598 abitanti all’inizio di quest’anno: nel corso di 37 anni la popolazione complessiva è diminuita di 11.254 unità pari ad un decremento del 6,88% della popolazione iniziale.
Questo fenomeno, è molto più appariscente se si mettono a raffrontano i due dati (1971 e inizio 2008) per le singole aree di influenza già considerate nella precedente nota, ossia Polistena, Palmi, Taurianova, paesi montani e i 4 Comuni intorno al porto.
Polistena (Anoia, Candidoni, Cinquefrondi, Feroleto, Galatro, Maropati, Melicucco, Polistena, San Pietro di C., Serrata, San Giorgio e Giffone), aveva una popolazione complessiva di 51.654 abitanti nel 1971, oggi ha una popolazione di 44.258 abitanti. Si evidenzia una flessione di ben 7.396 abitanti pari al 16,71% della popolazione di oggi
Palmi (Palmi, Seminara, Santa Eufemia, Sinopoli, Melicuccà e San Procopio) aveva una popolazione complessiva di 33.205 nel 1971, oggi ha una popolazione di 30.532 abitanti. Il calo per Palmi è di 2.673 abitanti a cui corrisponde, in percentuale, l’8,75% della popolazione odierna.
Taurianova (Cittannova, Molochio, Oppido, Terranova SM, Taurianova e Varapodio) aveva una popolazione complessiva di 42.814 abitanti nel 1971, oggi ha una popolazione di 37.033 abitanti. La popolazione si è ridotta di 5.781 abitanti ed in percento del 15,61% della popolazione odierna.
I Comuni montani (Cosoleto, Delianova, Santa Cristina e Scido) avevano una popolazione complessiva di 8.957 nel 1971, oggi hanno 6.499 abitanti. Questi paesi sono stati falcidiati dall’emigrazione di quasi il 38% dell’odierna popolazione. Sono andati via 2.458 abitanti.
I comuni del Porto (Gioia Tauro, Rizziconi, Rosarno e San Ferdinando) è la sola area della Piana di cui è possibile constatare un cospicuo aumento della sua popolazione: dai 39.019 abitanti del 1971 ai 45.276 abitanti residenti dell’inizio di questo anno.
La popolazione si è incrementata di 6.251 abitanti a cui devono aggiungersi i domiciliati non censiti e la popolazione fluttuante che sono stati stimati in 5.000 abitanti.
E’ possibile affermare allora che l’incremento della popolazione nell’area del Porto è stimabile in quasi il 29% della popolazione iniziale.
Questi numeri individuano una realtà da cui non è possibile prescindere per dare un giusto sviluppo al territorio pianigiano. E’ nell’area portuale che si stanno sviluppando processi che le autorità regionali devono valutare correttamente per evitare soluzioni che risulterebbero inefficaci e deleterie per tutti i cittadini, ma soprattutto squilibrate. E’ in questa area che ormai di fatto è collocata la popolazione più numerosa (oltre 50.000 abitanti) e le proiezioni dicono che nel prossimo futuro il fenomeno non cesserà, ma che anzi crescerà con ritmi più sostenuti.
Alla luce di questi processi non è più accorto accantonare definitivamente le proposte dei due ospedali e pensare all’unico Ospedale della Piana che il buon senso consiglierebbe di collocare in prossimità dell’area portuale ed in posizione pianeggiante?
Non si vorrebbe aggiungere altro. Ma un’ultima considerazione sul sistema viario che collega i comuni della Piana a Palmi è bene che si faccia.
La posizione geografica di Palmi, il cui territorio è il più bello della Calabria e a cui auguriamo che i suoi amministratori, finalmente, ne prendano coscienza per orientare il proprio sviluppo nella giusta direzione con il contributo accorato di tutti i cittadini della Piana, non è adatta per ospitare una struttura Ospedaliera imponente. Tutti gli abitanti della Piana avrebbero disagio a raggiungerla in momenti drammatici quali sono quelli che si configurano nell’istante in cui si ha bisogno della struttura ospedaliera. Che senso avrebbe costringere i cittadini di Serrata, di Giffone, di Cittanova , o di qualsiasi altro sito lontano da Palmi, a lunghi percorsi, perlopiù tortuosi, quando sarebbe più comodo, fermandosi a Cannavà, dimezzare i percorsi senza farli arrampicare fino a Palmi?
Lista Civica Nazionale “Per il Bene Comune” Ing. Andrea Cento

10 settembre 2008

Da il Quotidiano della Calabria del 9 sett. 08. Pbc durante la raccolta firme pro ospedale unico a Gioia Tauro, Rosarno, Rizziconi e Taurianova.

Prosegue a pieno ritmo la petizione popolare per la struttura unica.

Duemila firme per l’ospedale. Banchetti a Rizziconi,Gioia,Taurianova e Rosarno

Francesco Condoluci

UNA SETTIMANA «itinerante» dedicata alla raccolta delle firme per la costruzione dsell'Ospedale Unico della Piana di Gioia Tauro.

Il movimento popolare «pro Ospedale Unico» sorto di recente sul territorio per perorare la causa di unico presidio ospedaliero da realizzare nella Piana per far fronte alla domanda sanitaria dei suoi 180 mila abitanti, non ha risparmiato tempo ed energie per il lancio di questa campagna di sensibilizzazione che dal 29 agosto scorso sta vedendo mobilitate associazioni come «Agorà», «Città del Sole», «Emmaus Onlus», reti antimafia come «E adesso ammazzateci tutti», “Rete per la Calabria”, sezioni di partito quali il Pd di Gioia Tauro e l'Mpa di Rizziconi, soggetti civici come la «Lista per il Bene Comune», semplici cittadini, amministratori locali e anche uomini politici.

Oltre 2 mila le firme che sono state raccolte finora sui banchetti che da 7 giorni sono stati installati sulle piazze e sulle strade dei principali comuni pianigiani, animati tra l'altro in questi giorni, da feste sagre popolari. Gioia Tauro, Rosarno, Rizziconi e Taurianova: questi i centri che a tutt'oggi sono stati «battuti» dagli attivisti a caccia di firme per l'Ospedale Unico. Una petizione che, secondo quanto riferito dagli stessi promotori, sta riscuotendo sempre più apprezzamento da parte dei cittadini sollecitati, che in maggioranza pressoché plebiscitaria stanno mostrando di preferire l'ipotesi di «un solo nosocomio polispecialistico e d'eccellenza» da far sorgere in un sito baricentrico per il territorio rispetto alla linea dei due ospedali (che prevede il mantenimento di quello già esistente di Polistena per l’entroterra e realizzando quello «nuovo» per la costa, con ogni probabilità, a Palmi) che invece sostiene la Regione Calabria. Nelle prossime settimane, il «Comitato pro-Ospedale Unico» conta

di spostare la raccolta firme anche ne, gli altri comuni, con l'obiettivo di allargare la mobilitazione a tutta la Piana.

Da Calabria Ora del 9 sett. 08. "Per il Bene Comune" coinvolge anche Rizziconi e Taurianova nella raccolta firme pro ospedale unico della Piana


Ospedale unico: Mpa, Pd e Pbc insieme contro la Regione.
I tre partiti raccolgono firme a Rizziconi Taurianova e Gioia Tauro.

GIUSEPPE MUSTICA
Anche il Movimento per l’autonomia si mobilità in favore dell’ospedale unico e della sua localizzazione a Cannavà. Il partito di Lombardo ha promosso una raccolta di firme nella piazza principale del piccolo centro della Piana. Presenti, l’onorevole rizziconese del Mpa Elio Belcastro e i responsabili regionale e locale della Lista Civica “Per il bene comune” Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, oltre al primo cittadino Michelle Bello. «Speriamo - hanno dichiarato il sindaco e Belcastro - che una volta per tutte il governatore regionale Agazio Loiero si schieri con i cittadini della Piana di Gioia Tauro che, in maniera inequivocabile, ha espresso la propria opinione in merito all’ospedale unico a Cannavà, zona che baricentrica rispetto a tutti i paesi pianigiani». Bellofiore, responsabile regionale Pbc, ha sottolineato «l’importanza di un ospedale unico, un centro d’eccellenza, dotato di tutti i reparti, e con la tecnologia necessaria per permettere di avere, anche nella Piana, una sanità al passo con il resto del Paese e per evitare anche inutili spostamenti degli ammalati che, nella maggior parte dei casi, sono costretti a sostenere un viaggio lunghissimo, per avere cure specifiche, lottando con tutti i problemi che può causare un viaggio in ambulanza o in elicottero». Per la raccolta di firme, Belcastro ha fatto tappezzare Rizziconi di manifesti in cui il Movimento per l’autonomia ha chiarito la propria posizione circa la querelle sorta dopo la decisione della Regione Calabria di optare per due ospedali nella Piana e abbandonare l’idea di un presidio ospedaliero “unico” posto al centro del territorio. Nel manifesto, il partito di Lombardo, si dice contrario alla decisione comunicata in seno alla riunione svolta nell’azienda sanitaria di Palmi, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Vincenzo Spaziante, schiarendosi invece a favore della costruzione di «un ospedale unico d’eccellenza da localizzare al centro di tutti i paesi pianigiani, con 600 posti letto, che possano ospitare in maniera decorosa tutti gli ammalati che hanno bisogno di cure ospedaliere». Due momenti della raccolta di firme promossa da Pbc: a sinistra, a Rizziconi insieme all’on. Belcastro; a destra a Taurianova.

9 settembre 2008

Da Calabria Ora del giorno 8 sett. 2008. Ing. Andrea Cento di Pbc: << Sull'Ospedale unico l’Istat indica Cannavà>>





OSPEDALE UNICO

«L’Istat indica Cannavà»

Francesca Pugliese

«Il sindaco e quei politici di Palmi che vorrebbero arroccare l’Ospedale della Piana sulle colline di Palmi sono solamente anacronistici e male farebbero a perseguire obiettivi di bottega contro gli interessi di tutti i cittadini, anche di quelli che vivono a Palmi. Ancora peggio si comporterebbero le autorità regionali a dare ascolto a fasulle richieste di campanile». È duro il giudizio di Andrea Cento, del movimento “Per il bene comune”, su quello che lui stesso in un nota definisce «il futuro della sanità nella Piana». Il commento di Cento prende le mosse da alcuni dati Istat, dai quali emergerebbe come il sito migliore e «nell’interesse di tutti» per la realizzazione dell’Ospedale unico sarebbe Cannavà e non Palmi. Afferma infatti Cento nel comunicato che «i dati Istat che forniscono la composizione della popolazione dei 33 Comuni della Piana di Gioia Tauro al 1 gennaio 2008, dicono che la popolazione gravitante su Palmi (Palmi, Seminara, Santa Eufemia, Sinopoli, Melicuccà e San Procopio) è di 30.532 abitanti pari al 18,66% dell’intera popolazione. Dicono anche – continua l’ingegnere di Pbc – che la popolazione che gravita su Polistena (Anoia, Candidoni, Cinquefrondi, Feroleto, Galatro, Maropati, Melicucco, Polistena, San Pietro di C., Serrata, San Giorgio e Giffone) è di 44.258 abitanti pari al 27,06% della popolazione complessiva della Piana». Dunque, a conti fatti, «la rimanente popolazione 88.808 abitanti pari al 54,28%, ossia la maggioranza assoluta della popolazione della Piana – è ancora Andrea Cento a sottolinearlo –, è collocata in posizione estranea agli interessi di parte di Polistena e Palmi». La considerazione dell’ingegnere gioiese è lapidaria: «Cannavà è raggiungibile dai comuni più distanti in non più di 30

minuti, mentre la maggior parte della popolazione è collocata a distanze inferiori a 15 minuti – rileva –. Solo i duri di cuore (o di testa?) non si accorgono che questa soluzione non sarebbe portatrice di benefici nemmeno per i cittadini che ospiterebbero le due strutture. Si costringerebbero tutti gli altri cittadini a seguire la solita strada che conduce verso altri lidi meglio organizzati e progrediti che di solito sono collocati al Nord».

7 settembre 2008

Da Gazzetta del Sud del 7 sett. 08"Per il Bene Comune" critica il sito prescelto. Sanità nella Piana il futuro è legato all'ubicazione dell'Ospedalea


Gioia Tauro Dati alla mano Cento del movimento "Per il bene comune" critica il sito prescelto.
Sanità, nella Piana il futuro è legato all'ubicazione dell'ospedale nuovo La raccolta di firme prose oggi a Taurianova, Cinquefrondi e Gioia Tauro
Vincenzo Toscano
Gioia Tauro
Prosegue senza sosta la raccolta di firme promossa dal movimento politico "Per il bene comune" e portata avanti dal Comitato civico per l'ospedale unico della Piana e contro ogni campanilismo locale. In soli 5 giorni a Gioia Tauro sono state raccolte oltre 1.500 firme, mentre ieri si è aperto un punto fisso di raccolta a Rosarno presso la Pro Loco. La raccolta proseguirà oggi a Taurianova, Cinquefrondi e Gioia Tauro.
«Analizzando i dati Istat, che forniscono la composizione della popolazione dei 33 Comuni della Piana di Gioia Tauro al 1 gennaio 2008, è possibile trarre alcune considerazioni alquanto significative, oltre ogni ragionevole dubbio, in merito all'ospedale unico deciso a maggioranza dai sindaci di quei comuni: intanto la popolazione complessiva residente nella Piana è di 163.598 abitanti». A prendere spunto da questi dati per contestare la scelta di ubicazione dell'ospedale "nuovo" della PIana, è l'ing. Andrea Cento dello stesso Pbc. «Tirare in ballo altre comunità che non appartengono al bacino della Piana è fuorviante e servirebbe solo a falsare la inconfutabile realtà dei numeri. I dati Istat dicono che la popolazione gravitante su Palmi (Palmi, Seminara, Santa Eufemia, Sinopoli, Melicuccà e San Procopio) è di 30.532 abitanti pari al 18,66% dell'intera popolazione pianigiana. Dicono anche che la popolazione che gravita su Polistena (Anoia, Candidoni, Cinquefrondi, Feroleto, Galatro, Maropati, Melicucco, Polistena, San Pietro di C., Serrata, San Giorgio e Giffone) è di 44.258 abitanti pari al 27,06% della popolazione complessiva della Piana. La rimanente popolazione 88.808 abitanti pari al 54,28%, ossia la maggioranza assoluta della popolazione della Piana, è collocata in posizione estranea agli interessi di Polistena e Palmi ed è favorevole alla soluzione razionale presa dai loro sindaci che in ambito consortile si sono espressi per l'ospedale unico da realizzarsi a Cannavà nell'interesse di tutti ( ivi compresi gli interessi dei cittadini di Polistena e Palmi)».
L'ing. Cento rimarca poi che «la sola popolazione dei 4 Comuni intorno al porto (Gioia Tauro, Rizziconi, Rosarno e San Ferdinando) è di 45.276 residenti. Si sa anche che nei 4 Comuni vivono intere colonie d'immigrati non censiti e che la popolazione fluttuante per ragioni connesse alle attività portuali è notevole e valutabile, per difetto, in almeno 5.000 abitanti. Questa popolazione sta pagando, e ancora più pagherà in futuro, le scelte sbagliate della Regione. Sono queste le popolazioni che meritano maggiore ascolto da parte delle autorità regionali». Ma «di grande rilevanza è l'altro polo concentrato attorno a Taurianova (Cittanova, Molochio, Oppido, Terranova Sappo Minulio, Taurianova e Varapodio) 37.033 abitanti e i comuni montani di Cosoleto, Delianova, Santa Cristina e Scido altri 6.499 abitanti: popolazioni che hanno optato per l'unico ospedale della Piana a Cannavà, che è raggiungibile dai comuni più distanti in non più di 30 minuti, mentre la maggior parte della popolazione è collocata a distanze inferiori a 15 minuti».
L'esponente di "Per il bene comune" conclude sostenendo che «solo per opportunità campanilistica gli amministratori di Polistena e qualche sindaco dei paesi di quel circondario vorrebbero che ci fossero sul territorio della Piana due strutture ospedaliere. Ma solo i duri di cuore (o di testa?) non si accorgono che questa soluzione non sarebbe portatrice di benefici, nemmeno per i cittadini che ospiterebbero le due strutture, invece costringerebbe tutti gli altri cittadini a seguire la solita strada che conduce verso altri lidi meglio organizzati e progrediti, di solito collocati al Nord. Ha senso mantenere in vita un ospedale obsoleto? Non sarebbe più vantaggioso per il personale medico, paramedico e per tutti gli operatori che operano in codesto luogo dare le loro prestazioni in un centro ospedaliero che ha una più efficiente distribuzione dei reparti ed è organizzato con criteri moderni, capace di produrre risultati che noi cittadini della Piana non conosciamo ed invidiamo ad altre realtà nazionali? Non sarebbe più vantaggioso per i pazienti di quell'area d'influenza essere ricoverati in un centro molto, ma molto più confortevole di quello del loro paesello, dove equipe di medici altamente specializzati e consapevoli delle loro potenzialità possono usufruire di tecniche e conoscenze all'avanguardia? Noi cittadini della Piana – conclude Andrea Cento – a questi risultati miriamo».

Sguardi... segnalati dal cittadino.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Il dramma delle incompiute - di Pasquale Patamia (indipendente)
Gioia Tauro

Incompiute a mai finire! Cosa sono? Sono quegli edifici pubblici iniziati e mai finiti. Poi ci sono quelli finiti e mai utilizzati. Ce n’è per tutti i gusti. Ma il gioiese non le vede più, vi passa davanti ma non s’indigna, non protesta, non pretende di aver riconosciuti i propri diritti, come se le opere pubbliche fossero finanziate con i soldi di chissà chi e non con le nostre tasse.
Sono quelle indecenze, quelle vergogne lasciate alla rovina che a dire poco, dovrebbero fare arrossire i responsabili.
L’ultimo eloquente esempio di opere incompiute, è dato da quella bella struttura posta all’inizio del lungomare nord di Gioia Tauro, pensata e progettata per divenire un anfiteatro e sicuramente anche per abbellire e riqualificare il quartiere marina, ma…, come da piacevole routine i lavori si sono da tempo (non si sa perché) fermati e probabilmente tale opera, come altre, non vedrà mai la luce del sole.
Che fine ha fatto la responsabilità civile e morale? Dove sono gli uomini di un tempo? Quelli che costruivano per il benessere delle folle (vedi il pontile) e per il bene comune.
La politica da noi non può essere solo una competizione elettorale finalizzata all’elezione e all’ottenimento di privilegi.
Far politica significa amministrare bene la cosa pubblica, non significa altro.

IL FUTURO DELLA SANITA' NELLA PIANA. PBC: I NUMERI CHE NON DANNO RAGIONE A PALMI E POLISTENA



IL FUTURO DELLA SANITA’ NELLA PIANA (doc.1)



I numeri che non danno ragione a Polistena e Palmi





Analizzando i dati ISTAT, che forniscono la composizione della popolazione dei 33 Comuni della Piana di Gioia Tauro al 1 gennaio 2008, è possibile trarre alcune considerazioni alquanto significative, oltre ogni ragionevole dubbio, in merito all’Ospedale unico deciso a maggioranza dai sindaci di quei comuni: intanto la popolazione complessiva residente nella Piana è di 163.598 abitanti.

Tirare in ballo altre comunità che non appartengono al bacino della Piana è fuorviante e servirebbe solo a falsare la inconfutabile realtà dei numeri.

I dati ISTAT dicono che la popolazione gravitante su Palmi (Palmi, Seminara, Santa Eufemia, Sinopoli, Melicuccà e San Procopio) è di 30.532 abitanti pari al 18,66% dell’intera popolazione.

Dicono anche che la popolazione che gravita su Polistena (Anoia, Candidoni, Cinquefrondi, Feroleto, Galatro, Maropati, Melicucco, Polistena, San Pietro di C., Serrata, San Giorgio e Giffone) è di 44.258 abitanti pari al 27,06% della popolazione complessiva della Piana.

La rimanente popolazione 88.808 abitanti pari al 54,28%, ossia la maggioranza assoluta della popolazione della Piana, è collocata in posizione estranea agli interessi di parte di Polistena e Palmi ed è favorevole alla soluzione razionale presa dai loro sindaci che in ambito consortile si sono espressi per l’Ospedale unico da realizzarsi a Cannavà nell’interesse di tutti ( ivi compresi gli interessi dei cittadini di Polistena e Palmi che invece remano contro).

Tanto per essere chiari, la sola popolazione dei 4 (dico quattro) comuni intorno al Porto (Gioia Tauro, Rizziconi, Rosarno e San Ferdinando) è di 45.276 abitanti residenti. Si sa anche che nei 4 Comuni vivono intere colonie d’immigrati non censiti e che la popolazione fluttuante per ragioni connesse alle attività portuali è notevole e valutabile, per difetto, ad almeno 5000 abitanti.

Questa popolazione sta pagando, ed ancora di più pagherà in futuro, le scelte sbagliate della Regione che ha concentrato solo nei loro territori tutte le porcherie della Piana, della Provincia e della Regione. E’ certo che proprio loro dovranno ricorrere a cure mediche ed ambulatoriali in massa, in mancanza di forti azioni preventive e di monitoraggio sull’inquinamento. Sono queste le popolazioni che meritano maggiore ascolto da parte delle autorità regionali.

Di grande rilevanza è l’altro polo concentrato attorno a Taurianova (Cittannova, Molochio, Oppido, Terranova SM, Taurianova e Varapodio) 37.033 abitanti e i comuni Montani di Cosoleto, Delianova, Santa Cristina e Scido altri 6.499 abitanti: popolazioni che hanno optato per l’unico Ospedale della Piana a Cannavà.

Cannavà è raggiungibile dai comuni più distanti in non più di 30 minuti, mentre la maggior parte della popolazione è collocata a distanze inferiori a 15 minuti.

E’ solo per opportunità campanilistica che gli amministratori di Polistena e qualche sindaco dei paesi di quel circondario vorrebbero che ci fossero sul territorio della Piana due strutture ospedaliere. Ma solo i duri di cuore (o di testa?) non si accorgono che questa soluzione non sarebbe portatrice di benefici nemmeno per i cittadini che ospiterebbero le due strutture. Invece Costringerebbero tutti gli altri cittadini a seguire la solita strada che conduce verso altri lidi meglio organizzati e progrediti che di solito sono collocati al Nord.

Ha senso mantenere in vita un ospedale obsoleto quale è quello di Polistena? Non sarebbe più vantaggioso per il personale medico, paramedico e per tutti gli operatori che operano in codesto luogo dare le loro prestazioni in un centro ospedaliero che ha una più efficiente distribuzione dei reparti ed è organizzato con criteri moderni, capace di produrre risultati che noi cittadini della Piana non conosciamo ed invidiamo ad altre realtà nazionali?

Non sarebbe più vantaggioso per i pazienti di quell’area d’influenza essere ricoverati in un centro molto, ma molto più confortevole di quello del loro paesello, dove equipe di medici altamente specializzati e consapevoli delle loro potenzialità possono usufruire di tecniche e conoscenze all’avanguardia?

Noi cittadini della Piana a questi risultati miriamo.

Voi di Polistena cosa chiedete che perduri l’andazzo di questa sanità inefficiente che ci costringe a migrare per curare i nostri acciacchi?

Il sindaco e quei politici di Palmi, che vorrebbero arroccare l’Ospedale della Piana sulle colline di Palmi, sono solamente anacronistici e male farebbero a perseguire obiettivi di bottega, contro gli interessi di tutti i cittadini, anche di quelli che vivono a Palmi. E’ risaputo che farebbero di tutto per trarre qualche ingannevole vantaggio a discapito della collettività della Piana.

Ancora peggio si comporterebbero le autorità regionali a dare ascolto a fasulle richieste di campanile.

Lista civica nazionale "Per il Bene Comune" – Pbc Calabria

Ing. Andrea Cento

31 agosto 2008

Il Movimento Politico - Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune" durante la raccolta firme a Gioia Tauro, Rosarno, Rizziconi e Taurianova.










Il Movimento Politico - Lista Civica Nazionale " Per il Bene Comune" durante delle fasi di raccolta firme su Gioia Tauro


Da Gazzetta del Sud del 31 agosto 2008. PBC promuove una raccolta di firme "Pro Ospedale unico della Piana e contro tutti i campanilismi locali"


Gioia Tauro Vicenda "ospedale nuovo"

Cento (Fi): una vergogna E il Pbc promuove una raccolta di firme

Vincenzo Toscano

GIOIA TAURO

«Pensate che "colpo" ha tentato di fare l'associazione, all'occorrenza formata da Regione Calabria, Provincia e Comune scelto dai suddetti organismi istituzionali, a dispetto della schiacciante maggioranza dei sindaci in rappresentanza di 150.000 abitanti su 170.000, per imporre un'operazione "democratica" che sia d'esempio per tutti i calabresi». Lo afferma l'ex assessore comunale e attuale coordinatore locale di Forza Italia, Michele Cento, scaturite «dall'analisi degli ultimi avvenimenti sulla questione ospedale unico, poi "nuovo", da realizzare nel territorio della Piana di Gioia Tauro».

La scelta di Palmi (operata dalla Regione) proprio non va giù e allora Cento aggiunge: «Hanno "forzato" il territorio della Piana, operando una "annessione" che alla bisogna comprende Bagnara e Scilla. E volete sapere quel che è ancora più strano? Il sindaco di quest'ultima cittadina ha partecipato alla riunione svoltasi a Palmi per affermare che "la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia e difendere il proprio territorio non ha senso". Tradotto, significherebbe che questo primo cittadino, a condizione che nasca il nuovo a Palmi, è pronto a chiudere il suo ospedale. Ma quel che fa più sensazione è "il tifo" da una parte dell'Amministrazione provinciale che ormai nella fascia tirrenica ha delimitato il suo territorio fino a Palmi, per come dimostrano gli atti compiuti dalla giunta e dalle esternazioni di alcuni dei suoi componenti e consiglieri; dall'altra, della Giunta regionale, per la quale Gioia Tauro è una "pattumiera". In conclusione – afferma l'esponente politico azzurro – Loiero e l'associazione costituitasi per punire l'indifesa Gioia Tauro (dove esiste l'unico ospedale moderno con lavori da anni bloccati in cardiologia, utic astanteria e in posizione più che strategica soprattutto per la sicurezza dei lavoratori del porto) possono annettere tutti gli altri territori oltre Scilla, ma non possono liberarsi della centralità di Gioia Tauro. E non regge nemmeno la "gratuità" del terreno che viene offerto alla Regione e che in effetti non è della Provincia e si tenta di sottrarre ad una scuola cui è stato donato per precise finalità. Insomma, quel che sta accadendo è una vergogna».

Intanto da venerdì sera, su iniziativa dei coordinatori regionale e comunale del movimento politico "Per il Bene Comune", Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, è partita la raccolta delle firme che avrà quali destinatari, tra gli altri, il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, i presidenti dei due rami del Parlamento.

«Dividere invece di unire la sanità nella Piana di Gioia Tauro comporterà avere macchinari e personale sparso tra i due mezzi ospedali di Polistena e Palmi – scrive il Pbc – con immaginabili disagi e pericoli per i malati e, soprattutto, per coloro che necessitano di misure di chirurgia d'urgenza e lascerà la sanità della Piana nelle medesime condizioni in cui si trova oggi, dove gli attuali cinque ospedali dovrebbero essere tutti chiusi, nessuno escluso, perché definiti dagli ispettori del Ministero, nella relazione presentata dall'ex ministro Turco al presidente della commissione Sanità del Senato nel dicembre 2007, strutture a volte fatiscenti, con irrilevante capacità ricettiva e difficili collegamenti con la viabilità principale. Noi riteniamo che di altre strutture ospedaliere come quelle già esistenti, che non facciano fare alla sanità della Piana quel salto di qualità di cui necessita per non morire, i cittadini non ne abbiano bisogno e soprattutto non ne vogliono più sentir parlare. Ed è per questo che abbiamo iniziato, partendo da Gioia Tauro, una campagna di sensibilizzazione e informazione capillare da attuarsi tramite varie fasi e varie attività, prima su tutte una raccolta di firme "Pro ospedale unico e contro tutti i campanilismi locali" le cui prime migliaia di firme saranno consegnate all'attenzione delle massime cariche politiche della Regione, al fine di farle riflettere sulla vera volontà del popolo, in occasione della prossima riunione del Consiglio».

Comunicato Stampa del 30 agosto 2008. PBC promuove una raccolta firme "Pro Ospedale Unico della Piana e contro tutti i campanilismi"


Lista Civica Nazionale

“PER IL BENE COMUNE”

Coordinamento Regionale

Gioia Tauro, 30/8/2008

COMUNICATO STAMPA

Il Movimento Politico “Per il Bene Comune” è favorevole solo all’Ospedale Unico della Piana perché è contro ogni insensato campanilismo locale.

Il Movimento Politico ” Per il Bene Comune ” è per dotare la Piana di Gioia Tauro di un solo Ospedale Unico, che dia ai cittadini finalmente una “STRUTTURA DI LIVELLO SUPERIORE” rispetto agli attuali nosocomi, e non di due mezzi Ospedali che – ennesima presa in giro per i cittadini - faranno sprecare denaro pubblico e soddisferanno solo i biechi campanilismi locali dei politici delle cittadine in cui andranno a sorgere e non risolveranno assolutamente né i problemi di sanità dei cittadini che in quei Comuni ci abitano, né tantomeno i problemi di malasanità che attanagliano tutti gli altri cittadini degli altri Comuni della Piana di Gioia Tauro che saranno costretti, questa volta per sempre, ad andare fuori regione per curarsi continuando a far proliferare quelli che tristemente chiamano “viaggi della speranza”.

Dividere in due diversi Ospedali uno a Polistena e l’altro a Palmi, i reparti, le apparecchiature, i posti letto, il personale medico e paramedico qualificato che, invece, potrebbero per il bene comune contenersi e concentrarsi in uno solo Ospedale è assurdo e illogico e mente, sapendo di mentire, chi strumentalizzando la sanità e la salute dei cittadini sostiene il contrario.

Dividere invece di unire la Sanità nella Piana di Gioia Tauro comporterà avere macchinari e personale sparso tra i due mezzi Ospedali di Polistena e Palmi con immaginabili disagi e pericoli per i malati e, soprattutto, per coloro che necessitano di misure di chirurgia d’urgenza e lascerà la Sanità della Piana nelle medesime condizioni in cui si trova oggi, dove gli attuali cinque Ospedali dovrebbero essere tutti chiusi, nessuno escluso, perché definiti dagli ispettori del ministero della Sanità, in una relazione ministeriale presentata dall’ex Ministro della Salute Livia Turco al Presidente della Commissione Sanità del Senato della Repubblica, nello scorso dicembre 2007, strutture a volte fatiscenti, senza confort alberghiero, con irrilevante capacità ricettiva e con difficili collegamenti con la viabilità principale.

Noi riteniamo che di altre strutture ospedaliere come quelle già esistenti, che non facciano fare alla Sanità della Piana quel salto di qualità di cui necessita per non morire, i cittadini non ne abbiano bisogno e soprattutto non ne vogliono più sentir parlare; ed è per questo che Pbc ha iniziato partendo da Gioia Tauro, sin dal 29 agosto 2008, una campagna di sensibilizzazione e di informazione capillare dei cittadini portata sull’intero territorio della Piana, da attuarsi tramite varie fasi e varie attività, prima su tutte una raccolta di firme “Pro Ospedale Unico e contro tutti i campanilismi locali” da portare avanti nelle Piazze cittadine di ogni Comune della Piana, strada per strada, famiglia per famiglia e le cui prime migliaia di firme saranno consegnate all’attenzione delle massime cariche politiche della Regione Calabria, al fine di farle riflettere sulla vera volontà del popolo, in occasione della prossima riunione del Consiglio Regionale.

PBC rinnova l’appello ai partiti, ai movimenti e alle associazioni esistenti nel territorio della Piana ad impegnarsi in questa battaglia di civiltà e di rispetto della democrazia e ribadisce a chiunque volesse aderire di contattare il movimento politico “Per il Bene Comune”, Gioia Tauro, inviando un’email all’indirizzo: calabria.pbc@gmail.com oppure lasciando un messaggio sul blog www.perilbenecomunecalabria.blogspot.com.

Il Coordinatore di Pbc Gioia Tauro Il Coordinatore Regionale di Pbc

arch. Jacopo Rizzo avv. Renato Bellofiore

30 agosto 2008

Da Calabria Ora del 29 agosto 2008. Per il Bene Comune presente all'incontro tra Spaziante ed i sindaci. Riunione infuocata con contestazioni


L’aula è una bolgia per lo sfogo di tutti La maggior parte dei primi cittadini contro la scelta di Palmi: il territorio ancora inascoltato Una bolgia.

PALMI - FRANCESCO ALTOMONTE

La sede dell’ex As 10 di Palmi, nella giornata di ieri, si è trasformata in una sorta di arena in cui, per più di tre ore, rappresentanti istituzionali, semplici cittadini e membri delle associazioni, come moderni gladiatori si sono confrontati senza risparmiarsi.

Numerosi i palmesi accorsi che hanno lungamente applaudito l’intervento del beniamino di casa, il sindaco Ennio Gaudio, contestando invece la maggior parte dei primi cittadini contrari alla scelta di Palmi come città ospitante del nuovo presidio ospedaliero. «Non c’è più tempo - ha detto Gaudio - subito l’ospedale nuovo e il potenziamento di Polistena». «Ho la sensazione - ha constatato Carlo Martelli, sindaco di Rosarno - di giocare fuori casa. Non abbiamo sentito da Spaziante dove si farà il nuovo ospedale. La scelta della Regione di costruire due ospedali, due mezzi ospedali, non la condividiamo». Favorevole a Palmi, invece, il primo cittadino di Sant’Eufemia, Antonio Saccà:«Con l’accorpamento delle Aziende sanitarie, il territorio si è ingrandito facendo rientrare anche Scilla e Bagnara che insieme ad altri 5 centri, con 60mila abitanti in totale, hanno firmato un documento di appoggio a Palmi». Giuseppe Rugolo, sindaco di Oppido, chiede retoricamente se «i sindaci e la loro conferenza contano qualcosa? Ci siamo già espressi in favore di Cannavà, dimostrateci che la nostra scelta è sbagliata». Giàcomo Saccomanno, alla testa del comitato civico, ha sottolineato come la Regione abbia «già deciso contro il parere del territorio, siamo pronti a dare battaglia». Renato Bellofiore, Per il bene comune, ha chiesto «una struttura superiore alle realtà esistenti nella Piana: i sindaci hanno votato democraticamente, piaccia o no». Natale Pace della Cisl ha ammonito il ceto politico del territorio, «sempre pronto a dividersi e non consapevole della forza contrattuale di cui dispone nei confronti della Regione. Il problema è la sanità non l’ospedale». Sul cambio di denominazione e sull’incoerenza dei partiti si è scagliato Cosimo Altomonte, favorevole all’ospedale unico. L’assessore provinciale Santo Gioffrè ha sottolineato le inefficienze del sistema sanitario mettendo a disposizione della Regione i beni di cui dispone la Provincia per scopi sanitari. L’on Elio Belcastro ha ribadito la necessità «di costruire un solo ospedale ma efficiente. Come rappresentante nazionale metterò a conoscenza il governo di quanto sta accandendo». «Non mi convince il discorso dei due ospedali - ha dichiarato il sindaco di Cittanova Alessandro Cannatà.

I cittadini del nostro territorio hanno diritto alla salute e la dispersione di risorse per potenziare Polistena e creare la nuova struttura non va nella direzione auspicata». Domenico Scalfari, residente del consiglio di Palmi si è detto «scocciato da questa crociata contro Palmi: quando si parlava di ospedale di riferimento, uno a Polistena l’altro a Cannavà, eravamo tutti d’accordo anche Belcastro. Ora che si parla di Palmi salta fuori il discorso del mezzo ospedale». Il vicesindaco di Rizziconi, Armando Marcianò, si è detto favorevole a Cannatà, zona per altro che ricade nel comune di Rizziconi. «Dire che due ospedali sono troppi - ha detto il primario del Riuniti di Reggio Gaetano Topa - è anacronistico». Il sindaco di Scilla Gaetano Ciccone: «la crisi sanitaria ha ormai passato i livelli di guardia. Difendere il proprio territorio non ha senso».

29 agosto 2008

Da Gazzetta del Sud del 29 agosto 2008 - Ospedale della Piana - alla riunione con l'Assessore Regionale alla Sanità interviene "Per il Bene Comune"


Palmi Affollatissima la riunione di ieri nella sede dell'ex Asl 10

Spaziante annuncia: «Unica realtà sanitaria fondata su due strutture ospedaliere»

E aggiunge: verificheremo ogni spazio per potenziare quei presidi che rimarranno in vita

Emanuela Aliberti

Palmi

Ospedale nuovo della Piana. Sembrava dovesse scoppiare da un momento all'altro ma, alla fine, la saletta dell'ex Asl 10 ha "retto" alla riunione che ieri ha intrattenuto per oltre tre ore l'assessore regionale alla sanità Vincenzo Spaziante, l'assessore regionale all'urbanistica Michelangelo Tripodi, il prefetto Giuseppe Zannini e il commissario dell'Asp 5 Massimo Cetola con le impressioni, le opinioni e le critiche dei sindaci della Piana. Il tema, incandescente quanto la temperatura raggiunta dalla sala gremita, era quello dell'ubicazione del presidio. Tuttavia, nonostante l'attesa fosse tanta e la partecipazione della cittadinanza particolarmente numerosa, non vi è stata ieri una vera e propria ufficializzazione della scelta del sito di Palmi.

L'assessore Spaziante si è limitato a far riferimento a «un'unica realtà fondata su due strutture ospedaliere dotate delle dovute complementarizzazioni e messe in grado di offrire un servizio "in rete"»; mentre Michelangelo Tripodi ha asserito che «la scelta di incamminarsi su una strada non è una dichiarazione contro i cittadini della Piana ma piuttosto la volontà di far qualcosa per quella che costituisce la punta più avanzata della malasanità in Calabria».

La decisione, per quanto solo vagamente evocata, ha però raccolto le critiche o gli apprezzamenti dei sindaci e dei rappresentanti dei movimenti popolari che ieri hanno voluto assistere a questo importante momento di incontro. Se il primo cittadino palmese Ennio Gaudio ha fatto notare che «non c'è più tempo» e ha sottolineato come «questa Giunta regionale, lavorando per passare dalle parole ai fatti, ha il merito di stare affrontando la questione con determinazione», il sindaco di Rosarno Carlo Martelli ha invece rimarcato come le indicazioni dei primi cittadini non siano state tenute in considerazione. «Il territorio non è d'accordo sul mantenimento di due strutture – ha detto – perché si tratterebbe di due mezzi ospedali e le esigenze sanitarie non troverebbero comunque risposta».

La riunione si è svolta su questi due binari. La scelta del sito da un lato e la decisione di creare un ospedale unico o di costruire una struttura nuova, affiancata da quella di Polistena, dall'altro hanno raccolto le opinioni differenti dei vari rappresentanti istituzionali. Un appello ad analizzare la questione in termini più ampi rispetto a quelli limitati al comprensorio della Piana è giunta dal sindaco di Sant'Eufemia, Vincenzo Saccà, che ha ricordato come «oggi parliamo di un'unica azienda sanitaria provinciale. Già a gennaio ci siamo riuniti in sette (Bagnara, Melicuccà, Delianuova, San Procopio, Sinopoli, Sant'Eufemia, Palmi e Scilla) per sottoscrivere un documento che andasse ad avvalorare la proposta di Palmi». Tale indicazione non ha però sedato le critiche. «Anche se dovessero rimanere altre strutture – ha fatto notare il sindaco di Oppido, Giuseppe Rugolo –, la scelta di non costruirlo in zona baricentrica penalizzerebbe i cittadini dei paesi più distanti».

Il rifiuto del sito di Palmi è stato condiviso da Aldo Pecora del movimento "Ammazzateci tutti", da Gianfranco Saccomanno e Cosimo Altomonte del comitato spontaneo pro ospedale unico, dall'on. Elio Belcastro (Mpa) e da Renato Bellofiore del movimento "Per il bene comune" che ha lamentato la mancanza di chiarezza dei rappresentanti regionali, invitando a rispettare le indicazioni date dai sindaci nell'ottobre scorso.

«L'incontro è servito per aprire un dialogo non per concluderlo – ha detto Spaziante –. Le esigenze del territorio sono puntualmente raccolte e verificheremo ogni spazio per potenziare quelle strutture che rimarranno in vita».

Alla completa disponibilità della Provincia che, attraverso le parole dell'assessore Santo Gioffrè, si è impegnata a «concedere quei beni necessari a cambiare la faccia della sanità nella Piana», ha fatto eco il discorso di Gaetano Topa, primario di Ortopedia ai "Riuniti" di Reggio, che ha sottolineato la necessità di «creare una rete ospedaliera che sia in grado di garantire il trattamento della patologia attraverso il decentramento assistenziale», e quello di Domenico Scalfari del Movimento popolare per l'ospedale, che ha ricordato come «il problema dei due mezzi ospedali si è posto solo quando è stato scelto Palmi».

27 agosto 2008

Da Il Quotidiano della Calabria del 26.8.2008. La Denuncia del Movimento Per il Bene Comune sulla discarica dello Zimbario "Ennesimo atto di degrado"

La denuncia del movimento“Per il bene comune” sulla discarica dello Zimbario «Ennesimo atto di degrado»Bellofiore e Rizzo contro l’operazione “Veolia ”
di NICOLA ORSO

GIOIA TAURO - Alla problematica sorta intorno alla discarica dello Zimbario di Rosarno, il Movimento politico “Per il bene comune”, dopo una riunione del direttivo regionale e locale, esprime «profonda preoccupazione per il profilarsi di quello che si configurerebbe come l'ennesimo atto di degrado nella Piana di Gioia Tauro, già segnata dall'installazione di mega impianti dal devastante impatto ambientale».

Così inizia il comunicato diffuso ieri a firma dei coordinatori regionale e locale del Pbc, rispettivamente, Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, che, ancora una volta, fanno sentire la voce del movimento politico nazionale sugli scottanti temi riguardanti l'equilibrio ambientale.

«È ormai nota - scrivono i responsabili del Pbc - che gli inceneritori e non i termovalorizzatori, come ingannevolmente vengono definiti, non risolvano il problema delle discariche: l'esperienza e l'esempio di Gioia Tauro sono fatti emblematici.

È di dominio pubblico la richiesta della Veolia, società francese che gestisce l'impianto della Cicerna, di 44 ettari di terreno ricadente nel comune di Rosarno, al fine di realizzare una discarica per un milione di metri cubi di ceneri residue dall'incenerimento dei rifiuti».

«L'operazione – prosegue la nota - avverrebbe previa bonifica dell'intera area dello Zimbario, vera discarica a cielo aperto».

Bellofiore e Rizzo, nel documento-denuncia, si pongono alcune domande in merito allo Zimbario che girano agli amministratori locali: «Da quali dati emerge che la zona dello Zimbario è inquinata? E da quali sostanze risulta tale? Se sostanze tossiche si trovano già in profondità per centinaia di metri nel terreno sabbioso del quale è composta l'area, raggiungendo fonti d'acqua da sempre utilizzate per uso potabile, che danni tutto ciò ha provocato?» Ed ancora: «Quali informazioni vengono date ai cittadini relativamente al problema? Ma soprattutto, come intende procedere la Viola alla bonifica? Che senso ha proporre di risanare un'area sulla quale installare una mega discarica di tipo speciale?»

«Qualcuno si è chiesto conclude la nota -perché la multinazionale Viola, che non è una Onlus, è disposta a donare al Comune di Rosarno, a titolo compensativo, un impianto fotovoltaico, serre per la coltivazione, aree ludiche e 2 milioni e 100 mila euro di royaltes?

In genere, più alto è l'indennizzo e più è grave il danno».