Gioia Tauro - Dopo il trasferimento delle sale chirurgiche da Gioia a Scilla «che avevano privato per 6 mesi dell''emergenza-urgenza l'intera area portuale», Cittadinanza Democratica denuncia oggi «la chiusura dell'ambulatorio ortopedico traumatologico dovuta, sembrerebbe, al fatto che dei due medici in forza uno è andato in pensione e l'altro è in malattia». «Il risultato – proseguono Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo di CD – è che un servizio in grado di fornire circa 8-10.000 prestazioni annue, a diretto supporto del pronto soccorso del "Giovanni XXIII", in un'area dove gli infortuni sul lavoro sono all'ordine del giorno vista la presenza del porto, e molti di questi sono di tipo ortopedico, viene semplicemente chiuso senza avvisare i numerosi pazienti che continuano ignari a riversarsi in ospedale chiedendo un'assistenza che, da martedì scorso, gli viene negata. Ma è possibile che non si possa spostare un medico che fa servizio ambulatoriale altrove al presidio di Gioia Tauro, in modo da risolvere il problema? È possibile si continui a portare avanti questa politica di depotenziamento senza che nessuno dica niente?»
Per Cittadinanza Democratica «nessuna disfunzione di servizio aveva sino ad oggi palesato l'ambulatorio di traumatologia del nosocomio gioiese che in questo modo perde l'antica vocazione di accoglienza traumatologica rapida ed essenziale per i lavoratori del porto. I pazienti sono, dunque, costretti a continue peregrinazioni e a rivolgersi ad altre strutture ospedaliere, come il "S. Maria degli Ungheresi" di Polistena stracolmo e ingolfato» per cui si «ribadisce la disapprovazione per la scelta unilaterale dell'Azienda sanitaria, rivolta tutta e solo a danno di Gioia Tauro, chiedendo immediate spiegazioni al direttore sanitario dell'ospedale di Gioia Tauro e del direttore sanitario dell'Asp 5».