Gioia Tauro
La querelle sull'ospedale unico della Piana non si placa e continua a tenere desta l'attenzione di quanti continuano a preoccuparsi dei problemi legati alla sanità nel comprensorio taurense.
Di recente da parte del Comitato pro ospedale unico è stato presentato un ricorso, con il quale si chiede l'annullamento di tutta la procedura poiché viziata da una serie di gravissime irregolarità. E il Tar di Reggio Calabria, che ha accolto il ricorso, si è pronunciato fissando una prossima udienza per entrare nel merito dello stesso.
Il portavoce ufficiale di Cittadinanza Democratica - che figura tra i ricorrenti - Salvatore Nardi, ha diramato al riguardo una lunga nota nella quale tra l'altro ricorda che «l'Azienda sanitaria provinciale n. 5 è guidata da rappresentanti del ministero della Difesa e dell'Interno, i quali, unitamente al ministero di Grazie e Giustizia, dovrebbero essere i garanti della democrazia. Ma la stessa Asp, con il semplice consenso di quattro sindaci, che non rappresentano neanche il 20% della popolazione pianigiana, sta arrecando gravissimi danni alla già precaria situazione sanitaria del comprensorio».
«Per quanto riguarda il terreno sul quale dovrebbe sorgere il nuovo ospedale – continua Nardi – non c'è una delibera di cessione ma esiste soltanto un documento, a firma dell'assessore provinciale al patrimonio, che parla di disponibilità dell'area (terreni destinati all'Istituto Agrario di Palmi ndc) sulla quale far sorgere l'ospedale, non più "unico" ma semplicemente "nuovo". Tale area, comunque, rimarrebbe vincolata per legge alla Provincia poichè, trattandosi di bene ricevuto in donazione, dello stesso non può essere variata la destinazione d'uso. Scuola è, lautamente finanziata dalla Provincia – prosegue la nota – e scuola rimane. Ma nonostante ciò i vertici dell'Asp reggina hanno sperperato denaro pubblico facendo redigere un progetto che, secondo informazioni in possesso di Cittadinanza democratica, è stato già regolarmente pagato. E questo – osserva l'esponente politico di Gioia Tauro – ricorda il famoso film dell'indimenticabile Totò che vendeva una famosa fontana di Roma pur non essendone proprietario».
A parere di Nardi, dunque, «il problema del nuovo ospedale resta in piedi in tutta la sua portata mentre si tenta di negare ai cittadini della Piana, da parte degli uomini delle istituzioni, la soluzione del problema legato al policlinico della Piana che va costruito in zona baricentrica così come stabilito a suo tempo a larghissima maggioranza (24 primi cittadini su 28) dall'assemblea dei sindaci che rifiutano i due mezzi ospedali uno dei quali, per intenderci quello di Polistena, che oltre ai tanti problemi che denunzia non dispone della documentazione relativa al rischio sismico che non è cosa da poco tenendo conto dell'alto grado di sismicità delle nostre zone».
«Cittadinanza Democratica – conclude il portavoce Nardi – così come gli altri presentatori del ricorso al Tribunale amministrativo regionale, attende con serenità e fiducia l'esame nel merito e resta pronta a continuare la sua battaglia sul problema ospedale, che viene soprattutto considerato un fatto di giustizia e di legalità oltre che di ripristino della buona sanità sul territorio».
La querelle sull'ospedale unico della Piana non si placa e continua a tenere desta l'attenzione di quanti continuano a preoccuparsi dei problemi legati alla sanità nel comprensorio taurense.
Di recente da parte del Comitato pro ospedale unico è stato presentato un ricorso, con il quale si chiede l'annullamento di tutta la procedura poiché viziata da una serie di gravissime irregolarità. E il Tar di Reggio Calabria, che ha accolto il ricorso, si è pronunciato fissando una prossima udienza per entrare nel merito dello stesso.
Il portavoce ufficiale di Cittadinanza Democratica - che figura tra i ricorrenti - Salvatore Nardi, ha diramato al riguardo una lunga nota nella quale tra l'altro ricorda che «l'Azienda sanitaria provinciale n. 5 è guidata da rappresentanti del ministero della Difesa e dell'Interno, i quali, unitamente al ministero di Grazie e Giustizia, dovrebbero essere i garanti della democrazia. Ma la stessa Asp, con il semplice consenso di quattro sindaci, che non rappresentano neanche il 20% della popolazione pianigiana, sta arrecando gravissimi danni alla già precaria situazione sanitaria del comprensorio».
«Per quanto riguarda il terreno sul quale dovrebbe sorgere il nuovo ospedale – continua Nardi – non c'è una delibera di cessione ma esiste soltanto un documento, a firma dell'assessore provinciale al patrimonio, che parla di disponibilità dell'area (terreni destinati all'Istituto Agrario di Palmi ndc) sulla quale far sorgere l'ospedale, non più "unico" ma semplicemente "nuovo". Tale area, comunque, rimarrebbe vincolata per legge alla Provincia poichè, trattandosi di bene ricevuto in donazione, dello stesso non può essere variata la destinazione d'uso. Scuola è, lautamente finanziata dalla Provincia – prosegue la nota – e scuola rimane. Ma nonostante ciò i vertici dell'Asp reggina hanno sperperato denaro pubblico facendo redigere un progetto che, secondo informazioni in possesso di Cittadinanza democratica, è stato già regolarmente pagato. E questo – osserva l'esponente politico di Gioia Tauro – ricorda il famoso film dell'indimenticabile Totò che vendeva una famosa fontana di Roma pur non essendone proprietario».
A parere di Nardi, dunque, «il problema del nuovo ospedale resta in piedi in tutta la sua portata mentre si tenta di negare ai cittadini della Piana, da parte degli uomini delle istituzioni, la soluzione del problema legato al policlinico della Piana che va costruito in zona baricentrica così come stabilito a suo tempo a larghissima maggioranza (24 primi cittadini su 28) dall'assemblea dei sindaci che rifiutano i due mezzi ospedali uno dei quali, per intenderci quello di Polistena, che oltre ai tanti problemi che denunzia non dispone della documentazione relativa al rischio sismico che non è cosa da poco tenendo conto dell'alto grado di sismicità delle nostre zone».
«Cittadinanza Democratica – conclude il portavoce Nardi – così come gli altri presentatori del ricorso al Tribunale amministrativo regionale, attende con serenità e fiducia l'esame nel merito e resta pronta a continuare la sua battaglia sul problema ospedale, che viene soprattutto considerato un fatto di giustizia e di legalità oltre che di ripristino della buona sanità sul territorio».