20 giugno 2009

LA LISTA “PBC” CALA IL TRIS RIGASSIFICATOR E ARRIVA IL COMITATO CONTRO L’IMPIANTO

Da Il Quotidiano della Calabria del 15.6.09
GIOIA TAURO - I responsabili del Pbc (Per il Bene Comune) Giuseppe Rizzo, Jacopo Rizzo e Renato Bellofiore, dopo aver dato vita al Comitato contro il raddoppio del termovalorizzatore, al Comitato a favore dell'ospedale unico nella Piana, adesso triplicano la loro attività dando vita ad un terzo comitato: quello del “No al rigassificatore di Gioia Tauro”. Un Comitato con tanto di sede e numero di telefono. Insomma specialisti, i tre del Pbc, di comitati civici per la difesa dei cittadini. Del resto la lista politica Pbcche ha partecipato all'ultima campagna elettorale per le politiche del 2008, punta proprio a costituire movimenti civici che agiscano sui territori su temi sensibili. Instancabili quindi. Questa ultima creazione punta all'opposizione alla realizzazione del mega rigassificatore di Gioia Tauro che «oltre al rischio esplosione per i cittadini ed a mettere a rischio l'attività di transhipment nel porto – secondo il neo comitato - produrrà un danno inestimabile all'ecosistema marino, al patrimonio naturalistico ambientale calabrese,al nostro mare e al turismo». La Costa Viola, decantata per le sue bellezze da Platone, che ospita la colonia di corallo nero più grande del mondo, sensibile alle temperature e ai mutamenti ambientali, tanto da essere considerata specie protetta oltre che incantesimo naturale che il tempo ha gelosamente custodito lungo i secoli nelle acque del mare, tra i 50 e i 110 mt di profondità «rischia – secondo il Pbc - oggi di venire annientato in pochissimo tempo con la realizzazione di un mega rigassificatore unico al mondo dalla capacità di 12-16 miliardi di mc di gas. Infatti - spiegano Giuseppe Rizzo, Jacopo Rizzo e Renato Bellofiore - il gas arriverà a Gioia Tauro con le metaniere in forma liquida ad una temperatura di -163° centigradi e nelle operazioni di rigassificazione verrà portato alla temperatura di 9°centigradi. Il tutto avverrà prelevando l'acqua del mare alla quale verrà sottratta un'enorme quantità di energia calorica prima di essere restituita alle nostre coste più bassa di 7° e addittivata con ipoclorito di sodio (ossia:candeggina). Nello studio d'impatto ambientale di parte, presentato dalla società Lng - dichiarano i componenenti del neonato comitato per il no al rigassificatore - manca qualsiasi riferimento ad un'analisi dello stato di salute del nostro mare, o meglio prendono in considerazione i dati di uno studio del ministero dell’Ambiente del 1996-99 come se negli ultimi dieci anni non fosse cambiato nulla. Allo stato dei fatti manca uno studio serio, neutrale e pubblico sulle conseguenze di quest'ultima attività con l'ecosistemamarino e anche ulla possibilità di arrecare danno al “corallo nero” o di dare il colpo di grazie all'attività dei pescatori delle nostre coste. Nello studio di parte presentato dalla Lng ci si limita solamente ad affermare che le quantità di ipoclorito di sodio che verranno riversate nelle nostre acque saranno nei limiti consentiti dalla legge come se fissare un limite possa evitare ad un veleno di essere tale. Queste sostanze che saranno riversate in mare anche se nei limiti di legge inquineranno e l'inquinamento è dannoso per la salute e l'ecosistema. Come possiamo credere che il turismo non subirà alcuna conseguenza? Chi si bagnerà nelle nostre acque sempre più inquinate e sempre più redde? E quanti posti di lavoro si perderanno - si chiedono i componenti del comitato - a fronte delle 80 persone impiegate nel rigassificatore? Vogliono costruire un ecomostro, di nome e di fatto. La fila dei questuanti per avere prebende, ogni giorno s'infittisce. A parte due sindaci della Piana nessun politico di rilievo si è interessatodelle conseguenze sul territorio e dei pericoli incombenti sulle popolazioni ».

5 giugno 2009

LUNGOMARE DI GIOIA TAURO SEMBRA TERRA DI NESSUNO



riceviamo e pubblichiamo

di Pasquale Patamia (indipendente) 5/06/2009.

GIOIA TAURO - La bella stagione sta per iniziare e già le premesse vi sono tutte e… c’è da scommettere che senza l’adozione di opportuni provvedimenti, anche quest’anno sul lungomare ci sarà l’“Ambaradan”, ovvero il caos.” Questo bellissimo Belvedere sul mare, che molti ci invidiano e che i gioiesi dovrebbero guardarsi bene dal deturparlo ed inquinarlo, perché un luogo deputato più ad essere un’oasi, dove concedersi delle rilassanti passeggiate a piedi per prender una sana boccata d’aria di mare, piuttosto che “bombardarlo” e soffocarlo con i gas di scarico delle macchine e dei motorini che, in nome del beato consumismo ci si ostina ad usare sempre di più. Centinaia di auto incolonnate, la sera: serpeggiano, sfilano a rilento nei due sensi di marcia, intasano,sommergono tutto pur di doppiare un paio di volte la rotonda senza che vi sia un valido quanto comprensibile motivo. Nessuno alza un dito. Nessuno sente il dovere civico e morale di attuare un piano che preveda la regolamentazione o, al meglio l’interdizione del traffico veicolare per rendere più vivibile ed impedire che il disordine, la confusione, il pericolo regnino sovrani in questo tratto di strada. Eppure è deprimente lo “spettacolo”: mamme con passeggini e pedoni costretti a funamboliche gimcane tra le interminabili code di autovetture per non essere investite dai motorini che sbucano dappertutto zigzagando per guadagnare pochi metri; clacson strombazzanti, macchine impunemente parcheggiate in doppia fila o sui marciapiedi con conseguente restringimento delle carreggiate e degli spazi pedonali; scivoli per i disabili sistematicamente ostruiti,massicce emissioni di gas e polveri sottili che ovviamente vanno a finire nei nostri polmoni,rumore, smog , inquinamento acustico, mancanza di educazione e pure di senso civico. In poche parole il caos. Ma qualcuno mi spiega come farebbe un mezzo di soccorso a passare in mezzo a quei serpentoni di veicoli, nel malaugurato caso di un qualsiasi incidente? Sembra una terra di nessuno dove, non vige nessun tipo di gestione e vigilanza del traffico, ovviamente, dei vigili urbani, nemmeno l’ombra.

Ancora una volta, ci auguriamo che chi di competenza si impegni a prevenire i problemi e non semplicemente a guardali e/o a subirli.







4 giugno 2009

GIOIA TAURO LO RENDONO NOTO BELLOFIORE E RIZZO "PER IL BENE COMUNE" "GIOVANNI XXIII", RIPRESA L'ATTIVITÀ DELLA CHIRURGIA


Da Gazzetta del Sud del 3.6.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO

Il reparto di Chirurgia del "Giovanni XXIII" ha "ritrovato" i suoi medici ed ha ripreso a dare risposte concrete al vastissimo bacino d'utenza che comprende le diverse migliaia di lavoratori ad alto rischio della adiacente "polveriera" portuale ed industriale. Ne dà notizia, con un comunicato, la lista civica nazionale "Per il bene comune", che in questa durissima battaglia iniziata nell'ottobre scorso - quando l'acqua piovana si è infiltrata nei reparti di Cardiologia e Chirurgia - ha svolto una parte predominante in primo luogo per la riapertura del reparto che nel frattempo aveva messo "radici" a Scilla, e poi per il rientro in sede del personale medico la cui insufficienza, alla riapertura, aveva indotto il direttore di Chirurgia a proporre all'Asp la "chiusura bis" del reparto.Dopo aver plaudito all'evento «perché finalmente – scrivono il coordinatore regionale Renato Bellofiore e il coordinatore locale Iacopo Rizzo – si apprende con grande soddisfazione che da circa una settimana sono stati fatti rientrare i medici chirurghi al "Giovanni XXIII"; perché l'Asp 5 ha condiviso le nostre richieste e ha reso efficiente un reparto salvavita al quale mancava solo il personale, inspiegabilmente e ingiustificatamente sparso nei vari presidi del territorio; perchè torna ad essere garantita l'emergenza-urgenza, con un sospiro di sollievo per i lavoratori del porto, per i cittadini di Gioia Tauro e dell'intera Piana»- Ad avviso dei due esponenti del Pbc «occorre ora procedere nella direzione intrapresa, potenziando e rendendo efficienti sia il "Giovanni XXIII" che l'ospedale di Polistena, in attesa che tutte queste strutture vengano "messe a riposo" e si realizzi l'ospedale unico della Piana, unica soluzione in grado di dare una risposta seria al problema della malasanità. Evitando i pellegrinaggi dei malati da un nosocomio all'altro, evitando le continue lotte di campanile tra i vari paesi, con politici e medici locali arroccati a difesa di orticelli malandati, evitando tra l'altro continui sprechi».Per l'avv. Bellofiore e l'arch. Rizzo «non si può più difendere questo sistema di malasanità, né si può farlo costruendo ad arte documenti venuti fuori da fantomatiche riunioni di sindaci come ultimamente - seguendo una nuova moda - si cerca strumentalmente di fare a scopi campanilistici. In particolare e nello specifico ci riferiamo ad una riunione informale di sindaci dell'associazione "Città degli ulivi" che sarebbe avvenuta nella sala consiliare del Comune di Palmi il 22 aprile scorso e in seguito alla quale sarebbe stata poi redatta una proposta di riassetto sanitario per l'intera Piana di Gioia Tauro». In merito, Bellofiore e Rizzo specificano nel comunicato diramato alla stampa che «nessuna convocazione in merito a questa specifica riunione è stata mai inviata al Comune di Gioia Tauro, né a numerosi altri Comuni della Piana, anzi ci risulta che i sindaci presenti in tale occasione si contassero sulle dita di una mano. E ricordiamo che il 3 ottobre 2007, 24 sindaci su 28 votarono democraticamente per un ospedale unico da realizzare al centro della Piana, mettendo da parte ogni forma di campanilismo. Purtroppo, ancora c'è qualche politico che pensa che di questa delibera dei sindaci basti non parlarne più per essere disattesa, dimostrando una strana concezione della democrazia».

«Tornano i medici nell’ospedale di Gioia» Bellofiore e Rizzo (Pbc) sono soddisfatti per le nuove disposizioni dell’Asp 5 di Reggio Calabria


Da Calabria Ora del 3.6.09 di FLAVIA AMATO f.amato@calabriaora.it
Sono stati fatti rientrare i medici chirurghi all’ospedale di Gioia Tauro. Lo si apprende da una nota diramata dai coordinatori regionale e locale di “Per il bene comune”, Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo, che avevano avanzato richieste agli organi competenti affinché fosse colmata la carenza di personale medico. «Finalmente l’Asp 5 di Reggio ha condiviso le nostre richieste ed ha reso efficiente un reparto salvavita al quale mancava solo il personale inspiegabilmente e ingiustificatamente sparso nei vari presidi del territorio – si legge nel documento - Finalmente viene garantita l’emergenza-urgenza con un sospiro di sollievo per i lavoratori del porto, per i cittadini di Gioia Tauroe dell’intera Piana». Come si ricorderà il reparto, rimasto chiuso per alcuni mesi, è stato riattivato ma il personale che era stato trasferito altrove non era stato fatto rientrare creando così disagi ai pazienti e lasciando i soli tre chirurghi in servizio nell’impossibilità di procedere con le urgenze. La nota è stata inviata tra gli altri al commissario straordinario dell’Asp Massimo Cetola, al ministro Maurizio Sacconi, al presidente della Giunta regionale Agazio Loiero, al prefetto di Reggio Francesco Musolino. «Occorre ora procedere nella direzione intrapresa, potenziando e rendendo efficienti sia il Giovanni XXIII che l’ospedale di Polistena, in attesa che si realizzi l’Ospedale Unico della Piana – scrivono ancora - Non si può più difendere questo sistema di malasanità, né si può farlo costruendo ad arte documenti venuti fuori da fantomatiche riunioni di sindaci come ultimamente si cerca strumentalmente di fare. Ci riferiamo ad una riunioneinformale di sindaci della Città degli ulivi che sarebbe avvenuta, secondo alcuni politici locali – si legge nel comunicato - a Palmi il 22 aprile in seguito alla quale sarebbe stata redatta una proposta di riassetto sanitario per la Piana. Nessuna convocazione in merito a questa specifica riunione è stata mai inviata al Comune di Gioia, né a numerosi altri Comuni. Non è corretto il comportamento di chi pubblicizza tali documenti venuti fuori da riunioni non ufficiali».

3 giugno 2009

GIOIA TAURO LO RENDE NOTO "PER IL BENE COMUNE" "GIOVANNI XXIII", RIPRESA L'ATTIVITÀ DELLA CHIRURGIA.



Da Gazzetta del Sud del 3.6.09 di

Vincenzo Toscano

GIOIA TAURO

Il reparto di Chirurgia del "Giovanni XXIII" ha "ritrovato" i suoi medici ed ha ripreso a dare risposte concrete al vastissimo bacino d'utenza che comprende le diverse migliaia di lavoratori ad alto rischio della adiacente "polveriera" portuale ed industriale.

Ne dà notizia, con un comunicato, la lista civica nazionale "Per il bene comune", che in questa durissima battaglia iniziata nell'ottobre scorso - quando l'acqua piovana si è infiltrata nei reparti di Cardiologia e Chirurgia - ha svolto una parte predominante in primo luogo per la riapertura del reparto che nel frattempo aveva messo "radici" a Scilla, e poi per il rientro in sede del personale medico la cui insufficienza, alla riapertura, aveva indotto il direttore di Chirurgia a proporre all'Asp la "chiusura bis" del reparto.

Dopo aver plaudito all'evento «perché finalmente – scrivono il coordinatore regionale Renato Bellofiore e il coordinatore locale Iacopo Rizzo – si apprende con grande soddisfazione che da circa una settimana sono stati fatti rientrare i medici chirurghi al "Giovanni XXIII"; perché l'Asp 5 ha condiviso le nostre richieste e ha reso efficiente un reparto salvavita al quale mancava solo il personale, inspiegabilmente e ingiustificatamente sparso nei vari presidi del territorio; perchè torna ad essere garantita l'emergenza-urgenza, con un sospiro di sollievo per i lavoratori del porto, per i cittadini di Gioia Tauro e dell'intera Piana»-

Ad avviso dei due esponenti del Pbc «occorre ora procedere nella direzione intrapresa, potenziando e rendendo efficienti sia il "Giovanni XXIII" che l'ospedale di Polistena, in attesa che tutte queste strutture vengano "messe a riposo" e si realizzi l'ospedale unico della Piana, unica soluzione in grado di dare una risposta seria al problema della malasanità. Evitando i pellegrinaggi dei malati da un nosocomio all'altro, evitando le continue lotte di campanile tra i vari paesi, con politici e medici locali arroccati a difesa di orticelli malandati, evitando tra l'altro continui sprechi».

Per l'avv. Bellofiore e l'arch. Rizzo «non si può più difendere questo sistema di malasanità, né si può farlo costruendo ad arte documenti venuti fuori da fantomatiche riunioni di sindaci come ultimamente - seguendo una nuova moda - si cerca strumentalmente di fare a scopi campanilistici. In particolare e nello specifico ci riferiamo ad una riunione informale di sindaci dell'associazione "Città degli ulivi" che sarebbe avvenuta nella sala consiliare del Comune di Palmi il 22 aprile scorso e in seguito alla quale sarebbe stata poi redatta una proposta di riassetto sanitario per l'intera Piana di Gioia Tauro».

In merito, Bellofiore e Rizzo specificano nel comunicato diramato alla stampa che «nessuna convocazione in merito a questa specifica riunione è stata mai inviata al Comune di Gioia Tauro, né a numerosi altri Comuni della Piana, anzi ci risulta che i sindaci presenti in tale occasione si contassero sulle dita di una mano. E ricordiamo che il 3 ottobre 2007, 24 sindaci su 28 votarono democraticamente per un ospedale unico da realizzare al centro della Piana, mettendo da parte ogni forma di campanilismo. Purtroppo, ancora c'è qualche politico che pensa che di questa delibera dei sindaci basti non parlarne più per essere disattesa, dimostrando una strana concezione della democrazia».

26 maggio 2009

Gioia. Allarme di “Pbc” Ordine pubblico chiesto un incontro con Prefetto e Commissari


Il Quotidiano del 26.5.09 di Nicola Orso
GIOIA TAURO - «La notizia della rapina e della violenza messa in atto contro il titolare di una tabaccheria sulla centralissima Via Roma a Gioia Tauro, ci rende profondamente inquieti e preoccupati, in quanto conferma un'escalation criminale in aumento non solo a Gioia Tauro ma nell'intera città della Piana». Così il Pbc sulla situazione dell'ordine pubblico. «Nel manifestare tutta la nostra solidarietà ad Antonio Domenico Rosace e rivendicare il diritto dei cittadini a vivere in città sicure, rimarchiamo - si legge in una nota - come il tema fondamentale della legalità e poi della giustizia e della certezza della pena costituiscano gravi questioni che rimangono irrisolte e che dovrebbero interrogare in maniera pressante l'agire delle forze dell'ordine per un maggiore controllo del territorio, e le scelte degli attuali Commissari prefettizi che reggono il Comune di Gioia Tauro orientandole in direzione di una maggiore presenza in campo di vigili urbani e polizia provinciale per prevenire illeciti e garantire un maggiore controllo del nostro territorio». Il Pbc ritiene «assurdo e non più giustificabile né tollerabile che, soprattutto nelle zone periferiche della città, densamente popolate, assistere a “spettacoli” come l'incendio di copertoni e quant'altro, i cui effetti sono fortemente dannose e irreversibili per tutta la cittadinanza. Su queste questioni è auspicabile che i Commissari inizino a confrontarsi». Per questo il Pbc ha chiesto un incontro a Prefetto e Commissari straordinari.

Gioia. Allarme di “Pbc” Ordine pubblico chiesto un incontro con Prefetto e Commissari

Il Quotidiano del 26.5.09 di Nicola Orso
GIOIA TAURO - «La notizia della rapina e della violenza messa in atto contro il titolare di una tabaccheria sulla centralissima Via Roma a Gioia Tauro, ci rende profondamente inquieti e preoccupati, in quanto conferma un'escalation criminale in aumento non solo a Gioia Tauro ma nell'intera città della Piana». Così il Pbc sulla situazione dell'ordine pubblico. «Nel manifestare tutta la nostra solidarietà ad Antonio Domenico Rosace e rivendicare il diritto dei cittadini a vivere in città sicure, rimarchiamo - si legge in una nota - come il tema fondamentale della legalità e poi della giustizia e della certezza della pena costituiscano gravi questioni che rimangono irrisolte e che dovrebbero interrogare in maniera pressante l'agire delle forze dell'ordine per un maggiore controllo del territorio, e le scelte degli attuali Commissari prefettizi che reggono il Comune di Gioia Tauro orientandole in direzione di una maggiore presenza in campo di vigili urbani e polizia provinciale per prevenire illeciti e garantire un maggiore controllo del nostro territorio». Il Pbc ritiene «assurdo e non più giustificabile né tollerabile che, soprattutto nelle zone periferiche della città, densamente popolate, assistere a “spettacoli” come l'incendio di copertoni e quant'altro, i cui effetti sono fortemente dannose e irreversibili per tutta la cittadinanza. Su queste questioni è auspicabile che i Commissari inizino a confrontarsi». Per questo il Pbc ha chiesto un incontro a Prefetto e Commissari straordinari.

Calabria Ora del 25.5.09. Pbc su escalation criminale vuole incontrare Prefetto e Commissari Straordinari



25 maggio 2009

Gioia Tauro Interviene anche il "Pbc" Rapina in tabaccheria indagini serrate e allarme criminaliltà


Da Gazzetta del Sud del 25.5.09 di Gioacchino Sacca
Gioia Tauro

Le indagini sulla rapina perpetrata sabato mattina in una rivendita di tabacchi in via Roma vanno avanti con verifiche e controlli. L'attività investigativa della Polizia è a caccia dell'identificazione dei due giovani malviventi che hanno colpito alla testa col calcio di una pistola il titolare dell'esercizio. Si cerca soprattutto di capire, forse sulla base delle indicazioni della vittima, se uno dei rapinatori possa essersi reso protagonista di un altro colpo, messo a segno il sabato precedente sempre sulla via Roma ai danni di un negozio di abbigliamento per bambini. Ci sarebbero infatti alcune analogie sulle quali stanno lavorando gli uomini del dott. Rocchè, dirigente del Commissariato, e del dott. Amore, responsabile della Sezione investigativa.
Del problema criminalità si fa carico il movimento politico "Per il Bene Comune", che, a firma del coordinatore locale, Jacopo Rizzo, e del coordinatore regionale, Renato Bellofiore, ha diramato un documento. «La notizia della rapina e della violenza messe in atto contro il titolare di una tabaccheria sulla centralissima via Roma a Gioia Tauro ci rende profondamente inquieti e preoccupati in quanto conferma un'escalation criminale non solo a Gioia ma nell'intera "città della Piana". Nel manifestare tutta la nostra solidarietà – prosegue la nota – e nel rivendicare il diritto dei cittadini a vivere in città sicure, rimarchiamo come il tema fondamentale della legalità e poi della giustizia e della certezza della pena costituiscano gravi questioni che rimangono irrisolte e che dovrebbero interessare in maniera pressante l'agire delle forze dell'ordine per un maggiore controllo del territorio e le scelte dei commissari che reggono il Comune orientandole in direzione di una maggiore presenza in campo di vigili urbani e polizia provinciale per prevenire illeciti e garantire un maggiore controllo del nostro territorio».
«È assurdo e non più giustificabile né tollerabile – si legge ancora – che soprattutto nelle zone periferiche della città, densamente popolate (come la zona Ciambra), si debba assistere a spettacoli come l'incendio di pneumatici ed altro ancora, con effetti e conseguenze dannosi per tutta la cittadinanza. Su tali questioni è auspicabile che i signori commissari inizino a confrontarsi, perchè quanto sta accadendo in questi mesi a Gioia Tauro, ma un po' anche in tutta la Piana, preoccupa la società civile e la popolazione. "Per il Bene Comune" afferma con più forza il diritto alla legalità ed a vivere in una città più sicura. Questo è il risanamento che vogliamo».

Da il Quotidiano della Calabria del 24.5.09.Pbc critica lancia l'allarme spazzatura contro l'emergenza rifiuti ci vuole un piano di prevenzione.


Gioia Tauro Forti perplessità sulla struttura avanzate da "Per il bene comune" Porto penalizzato dal rigassificatore?


Da Gazzetta del Sud del 20.5.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Vicenda rigassificatore: per la lista civica nazionale "Per il bene comune" la realizzazione in loco «del più grande rigassificatore d'Italia arrecherà danni ai pescatori di Gioia Tauro e all'attività principale di trashipment, mettendo a rischio un indotto lavorativo di 3.000 persone».
"La Giunta regionale, con il benestare dei commissari prefettizi dei Comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando» rimarcano i coordinatori di Pbc Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, nonché il gruppo di lavoro formato da Giuseppe Rizzo, Giovanni Laurendi e Rocco Mangione, «hanno deciso che nell'area portuale venga installato il più grande rigassificatore d'Italia. Se solo si considera che nei pochissimi porti del mondo in cui vi sono rigassificatori all'arrivo delle navi metaniere vi è un blocco totale del traffico marittimo, come potrà la realizzazione del più grande rigassificatore d'Italia conciliarsi e non arrecare danno all'attività principale di trashipment e ai pescatori?» si chiede il Pbc aggiungendo che «il rischio è che l'impianto di rigassificazione possa dare il colpo di grazia ad un porto già in difficoltà per la spietata concorrenza di altri siti. Inoltre, chi ci assicura che al primo anche piccolo incidente le maggiori compagnie di navigazione che oggi preferiscono Gioia Tauro non si orientino su altri approdi più sicuri? Il tutto si sta concretizzando senza considerare il rischio enorme a cui una tale struttura - contenente 12 miliardi di metri cubi di gas esporrà i cittadini residenti, per la possibilità del verificarsi da un momento all'altro del sisma e/o maremoto di fine o inizio secolo che da sempre si verifica nella nostra zona considerata ad altissimo rischio sismico».
Gli esponenti di "Per il bene comune" sostengono quindi che «a questo punto è chiaro che proprio il governo regionale di centrosinistra vuole il rigassificatore a Gioia Tauro a tutti i costi. In Calabria si constata che a tale andazzo si sono adeguati anche i tradizionali partiti di sinistra, un tempo anche di "lotta" oggi solo di governo, che dall'interno della Giunta invero non hanno impedito tale scempio. Sul punto mai una critica all'operato del presidente, mai una minaccia di caduta di governo. Questo tipo di politica calabrese, sempre uguale e trasversale, nel corso degli anni ha devastato la Piana di Gioia, facendola diventare terra di conquista a vantaggio di multinazionali nordiste e addirittura estere. Al porto le maggiori aziende sono del Nord Italia – conclude la nota –, all'inceneritore ci sono i francesi della multinazionale "Veolia", a Rizziconi nella centrale turbogas gli svizzeri. E per completare il saccheggio del territorio e dell'ambiente, si potrebbe pensare che per completare l'opera mancano solo i saraceni. Mentre la Piana langue nella disoccupazione e nel precariato più alto d'Italia».

Da Il Quotidiano del 20.5.09. Pbc : Il rigassificatore? Un danno.


Da Calabria Ora del 20.5.09. Gioia Tauro Pbc contro la realizzazione del rigassificatore.


Gioia Tauro chirurgia proposto il blocco dei ricoveri Il Pbc non ci sta e chiede le dimissioni di politici e manager.



Da Gazzetta del sud del 19.5.09 di Vincenzo Toscano



GIOIA TAURO



Ha proposto tre cose il dott. Domenico Saraceno, direttore dell'Unità operativa di Chirurgia del "Giovanni XXIII": «Blocco dei ricoveri, trasferimento di tutto il personale medico presso altra U.O. di Chirurgia dell'Asp, ripresa dell'attività di Chirurgia quando l'organico sarà ripristinato».



E Saraceno l'ha fatto con una lettera ai vertici aziendali, evidenziando che «l'organico medico dell'Unità operativa, già carente, si è ridotto ulteriormente a tre unità» e «l'organizzazione del lavoro, dalla programmazione obbligatoria delle ferie, ai congedi, ai riposi settimanali e festivi diventa incompatibile con l'erogazione di un'assistenza sufficiente» e si tende ad «evitare carenze assistenziali causate da "stress-psicofisico", già presente e che si è accentuato nell'ultima settimana».



«Se ciò avvenisse sarebbe vergognoso» affermano in un comunicato diramato alla stampa i coordinatori di "Per il bene comune", Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, che hanno chiesto «le dimissioni dei responsabili dello sfascio» e si sono precipitati in ospedale dove hanno incontrato anche l'on. Elio Belcastro (Mpa), già a colloquio con il dott. Pugliese.



«Dimissioni – continuano i due esponenti di Pbc – perchè l'Asp 5, benché sollecitata e informata della problematica, invece di risolverla inviando il personale mancante, avallerebbe una proposta di chiusura e di trasferimento che getterebbe nel panico e nel caos sanitario i cittadini e i lavoratori del porto. A questo punto, stanchi di tutte queste manovre che mirano a salvaguardare qualche orticello in malora, i cittadini e i lavoratori del porto sono pronti a mobilitarsi ed a rivolgersi alla Procura della Repubblica e al prefetto per chiedere loro di evitare l'interruzione di pubblico servizio e riattivare a pieno regime la Chirurgia, visto e considerato che anche dagli attuali commissari straordinari del Comune, che dovrebbero essere i primi tutori della salute pubblica cittadina, non si riesce ad avere una risposta definitiva».



Per questi motivi Pbc chiede «le dimissioni dei responsabili politici e manageriali di questo sfascio, che dovrebbero rispondere delle proprie colpe ai cittadini».



«È una vergogna sotto tutti i profili» ha dichiarato da parte sua l'on. Belcastro. «Qui, in un posto strategico e ad alto rischio, forse "sulla spinta nazionale che invoca sicurezza nei luoghi di lavoro (sic!)" si nega il diritto alla salute e le responsabilità sono a diversi livelli. Perchè questi ospedali sono privi di sanità e le responsabilità sono della classe politica e commissariale che gestisce la cosa pubblica in modo scriteriato».



Il parlamentare del Movimento per le autonomie conclude auspicando «un immediato intervento della magistratura per "scoprire gli altarini"» confermando l'iniziativa, da parte sua, di «coinvolgimento immediato della Commissione parlamentare antimafia anche per vedere dove sono i medici del "Giovanni XXIII", come sono utilizzati e scoprire la pentola piena di soprusi e di menzogne della pratica dell'ospedale unico della Piana».

Da Il Quotidiano del 19.5.09.Bellofiore e Rizzo (Pbc) chiedono chiarimenti all'ASP 5 di Reggio Calabria su blocco ricoveri.


Da Gazzetta del Sud del 18.5.09. Pbc: Ospedale Giovanni XXIII, medici in esilio e reparti cantierizzati da troppi anni

Calabria Ora del 18.5.09. Pbc denuncia insufficienza dei medici


Da Il Quotidiano del 18.5.09.Piana l'allarme di Pbc "Ospedale di Gioia in ostaggio il reparto di chirurgia".



5 maggio 2009

Ospedale, Chirurgia senza medici Pbc riparla di rischio chiusura «Cittadini e lavoratori del porto non possono essere privati di un servizio salvavita


Gioia Tauro Nuovo esposto inviato dai coordinatori di "Per il bene comune" Bellofiore e Rizzo
Da Gazzetta del Sud del 5.5.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Un nuovo allarme viene lanciato sull'ospedale "Giovanni XXIII" da parte di Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo del Movimento Politico nazionale "Per il Bene Comune", secondo i quali per Chirurgia «la chiusura è dietro l'angolo e i cittadini della Piana e i lavoratori del porto più grande del Mediterraneo, che svolgono quotidianamente lavori a rischio rilevante di incidenti, assolutamente non possono essere privati di un servizio salvavita così importante e nel sito ad essi più vicino e rapidamente raggiungibile».
E in un esposto che è stato inviato a tutti gli organismi competenti, a cominciare dal direttore sanitario dell'Asp 5 Rupeni, prefetto , presidente della giunta regionale, Procure di Palmi e Reggio, chiedono «l'immediato ripristino dell'organico di medici e chirurghi necessario per garantire il servizio di assistenza sanitaria in emergenza urgenza h. 24 nella Piana e nel porto di Gioia Tauro garantito dal reparto di chirurgia e, inoltre, il corretto funzionamento di tutti i reparti del "Giovanni XXIII" ad esso correlati».
«Constatiamo con inquietudine e preoccupazione – scrivono nell'esposto i due coordinatori del Pbc – che nonostante i vertici dell'Asp 5 abbiano dichiarato che l'ospedale di Gioia Tauro va potenziato, la realtà è completamente diversa al punto che attualmente per assenza di chirurghi il reparto, e con esso l'intera struttura ospedaliera, rischia a breve la chiusura. Qualcuno ci dovrebbe spiegare come si concilia un potenziamento con una riduzione drastica dei chirurghi che da 9 o più unità effettive ha portato oggi, dopo la riapertura del 31 marzo, a solo 3 chirurghi costretti a svolgere l'intera attività, con turni doppi e senza possibilità di prendere alcun permesso. Siamo di fronte ad una gestione pericolosissima della sanità perché cosi facendo si costringono i chirurghi a lavorare in condizioni proibitive, con sovraccarichi di lavoro e senza nessun presupposto per poter lavorare in maniera serena. Situazione talmente estrema che potrebbe portare gli stessi medici superstiti del reparto decimato a rifiutarsi di intervenire perché non ci sono i presupposti per erogare il servizio in condizioni idonee. E mentre la richiesta aumenta e tutti gli interventi già programmati per questa settimana rischiano di essere rinviati a data da stabilirsi non si capisce come sia possibile che si trasferiscano chirurghi senza sostituirli, non si rinnovino contratti o che semplicemente non si rinnovino ordini di servizio».
«Forse – aggiungono gli esponenti del Pbc – l'unica vera logica che si coglie in questo indirizzo politico sanitario è quella che prima di ogni altra cosa si vuole continuare a salvaguardare tutti i vari orticelli e non ci si preoccupa minimamente dei rischi a cui si espongono i cittadini» e quindi passano a qualche interrogativo: «Ma è possibile che non ci siano più medici chirurghi? Sono spariti tutti? Ma quelli in organico nell'ospedale di Gioia Tauro e nella Piana sono tutti impiegati dove c'è più necessità? Perché il dubbio che potrebbe venire è che siano impiegati strategicamente per giustificare il mantenimento in vita dei diversi orticelli svolgendo altrove interventi di piccola chirurgia ambulatoriale mentre potrebbero e dovrebbero salvare vite umane. Se così fosse alla prima tragedia dovuta a questo disservizio, sempre più annunciata, gli eventuali responsabili ne dovranno rispondere direttamente perché si potrebbe di fatto configurare un'interruzione di pubblico servizio. Restiamo comunque disorientati e preoccupati perché al contrario delle parole, di fatto le uniche decisioni che vengono assunte sembrano preludere ad un'imminente chiusura del reparto di chirurgia e conseguentemente dell'intero Ospedale di Gioia Tauro. I cittadini della Piana e i lavoratori del porto a fortissimo rischio di incidenti – concludono Bellofiore e Rizzo –, non possono essere privati di un servizio salvavita nel sito ad essi più vicino e rapidamente raggiungibile».
E in una breve dichiarazione a margine dell'esposto, Bellofiore ribadisce che «la sanità commissariale reggina ha riaperto la chirurgia ma, nel contempo, l'ha immediatamente "presa in ostaggio". Perché non ha provveduto a far rientrare, vai a capire perché, il personale medico e non può esplicitare i suoi doveri d'istituto».

23 aprile 2009

IL COMITATO DELLA PIANA PRO OSPEDALE UNICO CON BELLOFIORE E RIZZO CHIEDE LUMI ALL’ASP 5 - OSPEDALE NUOVO,FORTI DUBBI SULLA NOMINA DI COSTANTINO


INOLTRATA ISTANZA FORMALE DI ACCESSO AD ATTI E DOCUMENTI

Da Il Quotidiano del 22.04.09
UN' istanza formale di accesso agli atti e ai documenti indicati dalla Commissione Straordinaria dell'Asp 5 a sostegno della nomina dell'ingegnere Francesco Costantino, a Responsabile unico delprocedimento per il progetto preliminare del Nuovo ospedale della Piana.
E' stata avanzata dal comitato Pro ospedale Unico, promotore di una petizione popolare tutt'ora in corso. Tra i documenti richiesti: l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri; quella del Commissario delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri Vincenzo Spaziante, la nota del soggetto attuatore con la quale si comunicava che l'assessore al patrimonio della Provincia aveva confermato la cessione del suolo della scuola agraria di Palmi all'Asp e infine quella dell'Asp 5ma anche quella del soggetto attuatore con la quale lo stesso soggetto comunicava di non avere osservazioni in merito all'affidamento dell'incarico. Il tutto al fine di proseguire l'azione giudiziaria avviata dal Comitato che si oppone alla costruzione del nuovo ospedale. Opposizione che si basa, tra le altre cose, anche sulla contestazione della destinazione d'uso scolastico dei terreni dell'Istituto Agrario Ferraris di Palmi che - secondo il Comitato - non può essere assolutamente modificata. “Del resto - si legge in una nota - la Provincia sono decenni che già riconosce tale destinazione d'uso alla scuola finanziandole i progetti su detti terreni e permettendo la didattica su detti terreni da parte di studenti e professori”. Ma secondo il comitato ci sarebbe un terzo motivo che impedirebbe la locazione della nuova struttura sanitaria e cioè quello che tra i presupposti che la commissione straordinaria pone a fondamento per la nomina del responsabile unico del procedimento per la costruzione del nuovo ospedale ci sia l'indicazione di una nota del soggetto attuatore Prefetto Zannini con la quale si comunicava all'Asp 5 che l'assessore al Patrimonio della Provincia aveva confermato la cessione del suolo. “Ciò - ribadisce il Comitato - è completamente falso in quanto l'assessore non può assolutamente per legge cedere alcunchè del patrimonio della Provincia spettando tale facoltà, qualora ci siano sempre i presupposti di legge, alla votazione dell'intero Consiglio provinciale”. Quanto riportato dalla Commissione dell’Asp nella nomina del responsabile del procedimento si è basato e si sarebbe formato su un presupposto addirittura giuridicamente inesistente.