29 ottobre 2009

GIOIA TAURO L'INIZIATIVA DI CITTADINANZA DEMOCRATICA ILLUSTRATA DA SALVATORE NARDI - LITORALE, VERSO UN MOVIMENTO PER ELIMINARE GLI "ECOMOSTRI".


NEL MIRINO ANCHE LE LE AIUOLE REALIZZATE NEL PIAZZALE DEL PONTILE.
Da Gazzetta del Sud del 29.10.09
GIOIA TAURO
È necessario restituire al litorale e alla spiaggia di Gioia Tauro il loro aspetto d'un tempo, ovvero farli tornare all'antico e soprattutto consentire alla gente di poter guardare verso il mare senza trovare "barriere" davanti ai propri occhi.
In città sta per prendere corpo un'iniziativa finalizzata alla nascita di un movimento per l'eliminazione dei "piccoli ecomostri", come li definisce Cittadinanza Democratica. È Salvatore Nardi a parlare di questa iniziativa, nella qualità di portavoce ufficiale della stessa associazione.
«A Nord dell'abitato della Marina, proprio a ridosso del fiume Budello, campeggia una struttura in cemento armato i cui lavori sono iniziati diversi anni addietro – rileva Nardi – e mai portati a termine. Doveva essere, e la cosa suscita un curioso interesse, un anfiteatro. Sì un anfiteatro di forma... angolare, destinato a nascere a pochi metri da un corso d'acqua che pullula, anche d'inverno, di zanzare. Sono stati spesi, anzi sprecati, parecchi soldi: non interessa da chi sia arrivato il finanziamento, ma ora quest'opera è lì, a far brutta mostra di sè, e rappresenta uno spettacolo che offende la vista e l'intelligenza. L'anfiteatro per fortuna non si farà più».
Cittadinza Democratica, anche perché la struttura insiste in uno spazio sottoposto a vincolo, ne chiede l'abbattimento per ripristinare l'originario stato dei luoghi. Ma il movimento non si fermerà qui. «Accanto al pontile-approdo, sulla destra guardando il mare, sono state volute e collocate dall'ultima amministrazione comunale – prosegue Nardi – delle maxi aiuole che hanno soltanto rubato spazio al piazzale del pontile, che adesso non c'è più, mentre nascondono la vista del mare e, invece di accogliere alberi e piante ornamentali, sono divenute ricettacolo di buste di rifiuti, lattine di bibite, bottiglie di plastica e quant'altro. Anche per questa bruttura Cittadinanza Democratica chiederà un intervento di difesa del paesaggio: ovvero auspichiamo l'impiego delle ruspe per l'eliminazione di tali aiuole di foggia particolare che nascondono il mare e hanno fatto sparire la piazza del pontile».
Fin qui Nardi col suo intervento a nome di Cittadinanza Democratica che preannuncia una richiesta ufficiale alla commissione straordinaria per l'abbattimento del cosiddetto "anfiteatro" e per la cancellazione delle aiuole, che definisce «soltanto due delle tante brutture che incombono sulla città di Gioia Tauro che sta pagando amaramente l'onta della lottizzazione, proprio in vista del mare, dell'area dell'ex stabilimento Gaslini».
Se i commissari lasceranno cadere la richiesta, affermano gli stessi responsabili di CD, c'è da augurarsi che l'intervento destinato a restituire dignità e interesse al tratto Nord del lungomare possa quantomeno figurare tra i primi punti della nuova Amministrazione comunale che nella primavera 2010 dovrà subentrare alla commissione straordinaria. (g.s.)

28 ottobre 2009

GIOIA TAURO CITTADINANZA DEMOCRATICA CRITICHE AL GOVERNATORE LOIERO «GIOIA TAURO ZONA FRANCA»


Da il Quotidiano del 27.1.09 di ALBERTO PETRELLI
GIOIA TAURO - «Gioia Tauro rappresenta il quadro di una situazione desolante ed avvilente
di una città “mondiale”»: parole di Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo che, in una nota, lanciano pesanti accuse nei confronti di Agazio Loiero, il quale avrebbe effettuato un “voltafaccia”in occasione della «localizzazione della “zona franca”, dal governatore della Calabria Agazio Loiero, che è arrivato a dimenticare tante e tante pubbliche dichiarazioni e, in particolare, anche un'intervista rilasciata ad un importante quotidiano economico:la zona franca vogliamo farla a Gioia Tauro e non a Lamezia Terme, che però con l'aeroporto, il mare e l'autostrada è ad un tiro di schioppo ». Si fa riferimento all'entrata in vigore di 22 nuove zone franche, ed alla Calabria ne sarebbero toccate ben due, le quali, secondo le intenzioni di Loiero riportate dal movimento gioiese, dovrebbero essere dislocate a Lamezia Terme. «Cittadinanza Democratica - si legge nella nota – crede che non sia poco quel che è stato sottratto a Gioia Tauro dalla Regione che proprio da Gioia incassa una fetta non trascurabile di risorse provenienti dall'attività del Porto. Perchè le zone franche urbane che presto diventeranno realtà ricalcano l'esperienza francese e prevedono un sostegno alle nuove imprese ed a quelle già esistenti nelle aree più disagiate. In particolare le agevolazioni previste per le nuove imprese consistono nell'esenzione dalle imposte sui redditi, dall'Irap e dall'Ici e nell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali». Emerge quindi un dato sconcertante,che secondo Cittadinanza Democratica metterebbe ancora di più in ginocchio il Porto di Gioia, che in questi ultimi mesi non sta di certo passando un buon momento. «Ci si ricorda della Piana di Gioia Tauro e del suo porto – continuano Bellofiore e Rizzo – solo quando vi è da impiantare megaimpianti inquinanti che nessuno vuole, per il resto vi è l'assoluto abbandono. Basti pensare all'impostazione e alle opere della vicenda dell'ospedale unico e del “Giovanni XXIII”(con sofisticate e costose apparecchiature da diversi anni “in deposito” - vedi Utic) in una polveriera ad altissimo rischio infortunistico». L'attesa è dunque per il 28 ottobre, quando la delegazione dei sindaci calabresi approderà a Roma per definirei termini della realizzazione delle zone franche.

26 ottobre 2009

GIOIA TAURO ZONE FRANCHE BELLOFIORE E RIZZO ATTACCANO LOIERO


Da Calabria Ora del 26.10.09 di Domenico Mammola Gioia Tauro
La lista civica Cittadinanza Democratica ha attaccato il presidente della regionale Calabria, Agazio Loiero, per quel che riguarda la scelta delle zone franco-urbane calabresi. Gli attivisti parlano di un «voltafaccia » del governatore «al momento giusto, quando dalle istituzioni competenti è arrivata l’apertura alla realizzazione delle zone franche, il presidente della Regione Calabria ne ha localizzate diverse nell’area calabrese. A Lamezia Terme addirittura si parla di due. Ed a Gioia Tauro “zero”. Tra queste realtà istituzionali invitate a Roma, i vari sindaci dei comuni calabresi cari al governatore Loiero». E allora CD ritiene lesi gli interessi del porto di Gioia, spiegando in una nota che «non è poco quel che è stato sottratto a Gioia Tauro dalla regione Calabria che proprio da Gioia incassa una fetta non trascurabile di risorse provenienti dall’attività del Porto. Perché le zone franche urbane che presto diventeranno realtà ricalcano l’esperienza francese e prevedono un sostegno alle nuove imprese ed a quelle già esistenti nelle aree più disagiate. In particolare le agevolazioni previste per le nuove imprese consistono nell’esenzione dalle imposte sui redditi, dall’Irap e dall’Ici e nell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali». Infine, una battuta caustica sulle attenzioni non proprio amorevoli delle istituzione nei confronti del comprensorio. «Ci si ricorda della Piana di Gioia Tauro e del suo porto solo quando vi è da impiantare megaimpianti inquinanti che nessuno vuole, per il resto vi è l’assoluto abbandono».

BELLOFIORE (CITTADINANZA DEMOCRATICA) ALL'ATTACCO DELLE SCELTE DELLA REGIONE CALABRIA «ZONA FRANCA, PER GIOIA TAURO L'ULTIMO INGIUSTIFICABILE SCIPPO»


IL VOLTAFACCIA A FAVORE DI LAMEZIA TERME FERISCE E UMILIA LA CITTÀ
Da Gazzetta del Sud del 26.10.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
«Gioia Tauro rappresenta il "quadro" di una situazione desolante ed avvilente di una città "mondiale" tenuta strettamente nella morsa dei campanilismi vicini e lontani, e umiliata in malo modo dalla mancate promesse della politica nazionale, regionale e territoriale». Esordisce così l'avv. Renato Bellofiore, coordinatore di "Cittadinanza Democratica", il movimento politico «sorto – come egli stesso tiene a ribadire – per presidiare, vigilare e difendere quel che resta di una città sottoposta a continui "scippi", "rapine" e cocenti delusioni ad opera di mancate promesse».
«Tra queste, clamoroso ed assurdo, il "voltafaccia" operato in ordine alla localizzazione della "zona franca", dal governatore della Calabria, Agazio Loiero, che è arrivato a dimenticare tante e tante pubbliche dichiarazioni e, in particolare, anche un'intervista rilasciata a un importante quotidiano economico: "la zona franca vogliamo farla a Gioia Tauro e non a Lamezia Terme, che però con l'aeroporto, il mare e l'autostrada è ad un tiro di schioppo"».
«Al momento giusto, quando dalle istituzioni competenti è arrivata l'apertura alla realizzazione delle zone franche, il presidente della Regione ne ha localizzate diverse nell'area calabrese. A Lamezia Terme addirittura si parla di due. Ed a Gioia Tauro "zero", "zeru tituli"».
«E questo è grave, molto grave e "brucia" – continua Bellofiore –. Specialmente quando la ferita viene riaperta dall'annuncio di questi giorni, quando dai giornali si apprende che "manca veramente poco all'entrata a regime delle 22 zone franche urbane italiane, per le quali il ministero dello Sviluppo economico, dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, ha convocato per il 28 ottobre una riunione con tutte le realtà istituzionali coinvolte nella realizzazione del progetto. «Tra queste realtà istituzionali invitate a Roma, i sindaci dei comuni calabresi cari al governatore Loiero, ai quali è pervenuto l'invito da parte del ministero competente e che beneficeranno dei provvedimenti introdotti dalla Finanziaria 2007».
«Crediamo – scrive Bellofiore – che non sia poco quel che è stato sottratto a Gioia Tauro dalla Regione, che proprio da Gioia Tauro "incassa" una "fetta" non trascurabile di risorse provenienti dall'attività del Porto. Perché le zone franche urbane che presto diventeranno realtà ricalcano l'esperienza francese e prevedono un sostegno alle nuove imprese ed a quelle già esistenti nelle aree più disagiate. In particolare, le agevolazioni previste per le nuove imprese consistono nell'esenzione dalle imposte sui redditi, dall'Irap e dall'Ici e nell'esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Nella mente del legislatore, la zona franca si delimita in base alla valutazione dell'indice di disagio socio-economico, che misura il livello di esclusione sociale attraverso quattro indicatori: tasso di disoccupazione, di occupazione, di concentrazione giovanile e di scolarizzazione».
«Evidentemente – conclude Bellofiore – per il nostro governatore tutti questi "elementi" qui a Gioia Tauro sono a posto. E così e soltanto così si può spiegare il clamoroso voltafaccia e la decisione di rivolgere l'attenzione e il dirottamento delle zone franche destinate alla Calabria in quelle aree della Regione verso le quali... "lo porta il cuore"».

23 ottobre 2009

GIOIA TAURO CITTADINANZA DEMOCRATICA A VALLEAMENA SI ALZA L’ALLERTA: RISCHIO ESONDAZIONI. CONTINUANO PIOGGE E MALTEMPO E IL FIUME BUDELLO FA PAURA.

Da il Quotidiano del 23.10.09 di Alberto Petrelli
GIOIA TAURO - Il maltempo di questi giorni, comincia a preoccupare anche a Gioia Tauro. Le recenti piogge, infatti, hanno alzato il livello di allerta nella zona del fiume Budello, che costeggia il quartiere Valleamena, ed ha fornito lo spunto per una nuova nota di Cittadinanza Democratica, che lancia l'allarme esondazione. «Per “ Cittadinanza Democratica” il quartiere cittadino “ Valleamena” è una zona ad altissimo rischio di allagamento sia per il confluire di acque portate dalle condotte fognarie inadeguate sia per il pericolo continuo di straripamento del fiume Budello. A seguito dei mancati interventi degli organi preposti – continuano Bellofiore eRizzo - le numerose famiglie che abitano in quella zona hanno già subito numerosi danni e vivono nell'angoscia continua di dover sfollare alla prima pioggia consistente». I disagi per la popolazione riguardano anche la fornitura di energia elettrica, si apprende infatti che «già in passato l'Enel su segnalazioni dei residenti, in seguito alle ultime inondazioni, ha provveduto d'urgenza a staccare la corrente elettrica per evitare che qualcuno potesse restare folgorato». Nella nota diramata da Cittadinanza Democratica, si fa riferimento anche alle esondazioni del fiume Budellonel 2004e nel 2008, che hanno causato non pochi problemi ai residenti del quartiere Valleamena. Il Comune di Gioia Tauro, inoltre, è a conoscenza del problema, come citato anche nella nota:«emerge tra l'altro dalle note protocollate dagli interessati con ivi allegate numerose fotografie e firme, ed anche dalla nota protocollo numero 23033 del 9 ottobre scorso, a firma dell'architetto Mezzatesta, inoltrata alla Provincia nella quale si mette in rilievo il rischio di “esondazioni con prevedibili danni a persone o cose”». Bellofiore e Rizzo chiedono l'apertura di «un tavolo di lavoro fra i responsabili dell'Ufficio Tecnico del Comune di Gioia Tauro, la Provincia di Reggio Calabria per quanto di competenza sul fiume Budello (che straripa a seguito delle abbondanti piogge) e la Protezione civile», chiedendo inoltre un incontro con i membri della Commissione Straordinaria per fare il punto sulla situazione nella quale versa il rione Valleamena. Ma anche il resto della città sembra non passarsela molto bene; basta un breve giro lungo le arterie principali di Gioia Tauro per vedere come il degrado stradale sia aggravato anche da un cattivo funzionamento del sistema fognario in uso dalla città.

22 ottobre 2009

GIOIA TAURO - VALLEAMENA, RISCHIO INONDAZIONE CITTADINANZA DEMOCRATICA CHIEDE AL COMUNE DI INTERVENIRE CON URGENZA


Da Calabria Ora del 22.10.09 di Mauro Nastri
GIOIA TAURO
«Il quartiere Valleamena è a rischio inondazione». Cittadinanza Democratica ha depositato ieri una richiesta d’intervento urgente ai commissari straordinari e al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Gioia Tauro. «L’altissimo rischio», si legge nel comunicato diramato dalla lista civica, oltre ad essere testimoniato «dalle alluvioni del 2004 e del 2008», è una dura realtà per i cittadini, «costretti a controllare il livello del fiume Budello ogni volta che arriva la pioggia». Per di più attualmente nella zona manca dell’illuminazione pubblica, in quanto la corrente elettrica «è stata isolata dall’Enel, per il rischio di eventuali scosse in caso di inondazione ». Stando al comunicato, il Comune è perfettamente informato dello stato di emergenza in cui versa il quartiere Marina di Gioia Tauro, in seguito alla nota protocollata numero 23033 del 9 ottobre 2009, a firma dell’architetto Mezzatesta, inoltrata alla Provincia di Reggio Calabria, nella quale si mette in rilievo «il rischio di esondazioni con prevedibili danni a persone o cose». Visto che «la situazione economica proibitiva in cui versa l’ente, citata nella missiva sopra indicata – afferma il comunicato – non può assolutamente essere un’attenuante per non intervenire immediatamente», cittadinanza Democratica chiede: di investire del problema la Protezione Civile e tutti gli enti preposti, di procedere con i giusti interventi di manutenzione del fiume Budello e degli impianti fognari, e di predisporre eventuali piani di evacuazione e pronto intervento della zona interessata.

GIOIA TAURO ALLARME DI CITTADINANZA DEMOCRATICA QUARTIERE VALLAMENA "A RISCHIO". IL MOVIMENTO POLITICO SI FA PORTAVOCE DEGLI ABITANTI PREOCCUPATI


Da Gazzetta del Sud del 22.10.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Allarme per gli abitanti del quartiere Vallamena, già alluvionati nel 2004 e nel 2008. A lanciarlo sono i coordinatori di Cittadinanza Democratica, avv. Renato Bellofiore e arch. Jacopo Rizzo, contattati dai diretti interessati, che hanno prontamente "girato" la preoccupante questione ai commissari straordinari Pizzi, Crea e Giordano e al responsabile dell'Ufficio tecnico comunale arch. Giuseppe Mezzatesta.
Per Cittadinanza Democratica il quartiere "Vallamena è «zona ad altissimo rischio allagamento sia per il confluire di acque portate dalle condotte fognarie inadeguate, sia per il pericolo continuo di straripamento del fiume Budello. A seguito dei mancati interventi degli organi preposti le numerose famiglie che abitano in quella zona hanno già subito numerosi danni e vivono nell'angoscia continua di dover sfollare alla prima pioggia consistente. Già in passato l'Enel, su segnalazioni dei residenti, in seguito alle ultime inondazioni ha provveduto d'urgenza a staccare la corrente elettrica per evitare che qualcuno potesse restare folgorato».
«Il Comune – scrivono Bellofiore e Rizzo – è perfettamente a conoscenza della situazione sopra descritta, come emerge tra l'altro dalle note protocollate dagli interessati con ivi allegate numerose fotografie e firme, e anche dalla recente nota del 9 ottobre u.s. a firma dell'arch. Mezzatesta inoltrata alla Provincia, in cui si mette in rilievo il rischio di "esondazioni con prevedibili danni a persone o cose"». Data la gravità della situazione, Cittadinanza Democratica ritiene che «a questo punto diventa necessario investire della problematica anche la Protezione Civile e tutti gli enti preposti, procedendo immediatamente con interventi urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria e di pulizia dell'alveo del fiume Budello e dei tombini» mentre si chiede alle istituzioni competenti di voler«predisporre piani di evacuazione, pronto intervento e monitoraggio continuo fino a quando non si riuscirà a risolvere con interventi strutturali il problema segnalato».

19 ottobre 2009

CITTADINANZA DEMOCRATICA NESSUNA GARANZIA SULLA PROSPETTIVA DI 124 PRECARI, APPELLO ALLA REGIONE CHIESTO UN INCONTRO ALL'ASSESSORE MAIOLO


LSU E LPU IMPEGNATI NELLE ARTICOLAZIONI DEI SERVIZI COMUNALI
CITTADINANZA DEMOCRATICA: TRACCIARE UN PERCORSO DI STABILIZZAZIONE
Da Gazzetta del Sud del 19.10.09 di Gioacchino Saccà
Gioia Tauro
Il movimento politico di Gioia Tauro "Cittadinanza Democratica" ha chiesto all'assessore regionale Mario Maiolo, delegato alle Politiche del lavoro e alla Politiche sociali, un incontro urgente finalizzato ad affrontare il grave e serio problema dei lavoratori lsu e lpu che da lunghi anni sono vanamente in attesa di stabilizzazione.
«Sono 124 dipendenti utilizzati dal Comune di Gioia Tauro in dipartimenti e settori diversi – affermano i referenti Renato Bellofiore Salvatore Nardi e Jacopo Rizzo – il cui futuro è veramente a rischio. E per loro è doveroso che vengano tutelati tutti i diritti che i principi democratici impongono. Si tratta di persone – si precisa ancora nella lettera per la richiesta dell'incontro all'Assessore Maiolo – che vivono da anni una condizione di precariato difficile, uomini e donne che attendono che venga assunto un provvedimento di stabilizzazione che dia certezza economica per loro e tranquillità per il futuro delle loro famiglie». Nella richiesta di incontro Cittadinanza Democratica si fa anche portavoce della necessità di allargare la partecipazione anche ad una delegazione di lavoratori, affinchè gli stessi si possano rendere conto della validità dell'iniziativa destinata all'avvio della soluzione del problema.
Proprio di recente Gazzetta del Sud si è interessata della questione con un intervento del portavoce di Cittadinanza Democratica Salvatore Nardi che ha rifatto la lunga storia del percorso lavorativo al Comune di Gioia Tauro di questo "contingente", ben 124 unità fra lsu e lpu, di precari utilizzati nei nelle articolazioni burocratiche nell'ente: impiegati per interventi di manutenzione stradale, per la cura del verde pubblico, per la sistemazione della segnaletica nell'area urbana, per la manutenzione della rete fognaria e delle acque bianche, ma anche e soprattutto per emergenze diverse. E ancora presso la Polizia municipale e in altri uffici, i lavoratori danno un apporto notevole all'attività quotidiana del Comune impegnato su vari fronti a garantire alla città e ai cittadini risposte positive a problemi diversi.
«A questi lavoratori – dice al riguardo Salvatore Nardi – è doveroso garantire ogni tentativo per farli uscire fuori dalle secche del precariato, anche perché si corre veramente il rischio, e nessuno potrà dire dopo che non erano scattati i campanelli d'allarme, che tutti o buona parte di loro finiscano a casa, perdendo cioè il diritto a quell'assegno minimo che viene corrisposto anche col contributo della Regione».
In questo senso «Cittadinanza Democratica – è la conclusione del portavoce Nardi – resta fortemente impegnata perché il problema venga affrontato e risolto. Non si può ignorare una realtà lampante e non si può scherzare col futuro di oltre centoventi lavoratori e soprattutto delle loro famiglie che continuano a vivere in uno stato di disagio che non è certamente più tollerabile». L'incontro, da quel che si è potuto apprendere, dovrebbe essere fissato a brevissima scadenza e non è improbabile che si possa svolgere anche nel corso della corrente settimana.

18 ottobre 2009

DA IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA DEL 18.10.09 «NOI CONTRO LA MAFIA A GIOIA TAURO»

Da Il Quotidiano della Calabria del 18.10.09 di Nicola Orso
GIOIA TAURO –
Cittadinanza Democratica è un’associazione impegnata su diversi fronti della vita sociale cittadina e pianigiana. Le problematiche di cui si occupa vanno dalla sanità all´ambiente. Le battaglie, ad esempio, che riguardano l’ospedale “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro sono quasi “pane quotidiano” di questa associazione, della quale Renato Bellofiore è presidente. All´avvocato Bellofiore abbiamo rivolto alcune domande sull’atavico e devastante fenomeno mafioso presente in città.
Avvocato Bellofiore, qual è l’impegno di Cittadinanza Democratica contro il fenomeno mafioso a Gioia Tauro? Avete programmi, strategie?
«E’ necessario attivarsi affinché ci sia uno sforzo congiunto per “educare” le coscienze alle tematiche della legalità. La debolezza della parte sana, fatta di non risposte, induce i cittadini ad un lassismo rassegnato. C´è bisogno di risposte con duplice valenza e competenza da parte di organi diversi. Risposte propositive che devono provenire dagli enti locali, in particolare dai Comuni, a cui Cittadinanza Democratica tenderà, fatte di formazione ed educazione scolastica alla legalità, sostegno al lavoro giovanile, confronto e supporto reciproco con le associazioni e di aiuto alle famiglie in difficoltà, cui spesso si sostituisce la criminalità».
Si spieghi meglio
«E’ fondamentale il rispetto delle norme e delle regole, in primis Cittadinanza Democratica promuoverà con forza l’assoluta trasparenza degli atti amministrativi comunali ».
Qual è il vostro programma?
«Il nostro programma reputa di enorme valore la promozione di tutte le attività sportive di cui si fregia la realtà gioiese, perché è educando e togliendo i ragazzi dalla strada che si gettano le basi per il rispetto della legalità e il riscatto dell’intera città. Risposte repressive di competenza della Magistratura e degli organi inquirenti, non intese come mero inasprimento delle pene, che pure è importante, quanto come una serie di azioni volte a colpire il patrimonio della criminalità, derivante da attività illecite. Occorre ridurre i tempi biblici che separano il sequestro del patrimonio dalla confisca a favore degli Enti Locali ».
La politica locale, ci riferiamo ai partiti, sembra titubante nell´affrontare i temi della criminalità. Su questo fronte i partiti latitano da molto tempo. Che interpretazione dare?
«Occorre superare l’indifferenza e l’acquiescenza ma non solo sul fronte criminalità. A Gioia penso che non si possa parlare di latitanza solo su questo. Cittadinanza Democratica nasce proprio dalla constatazione di vivere in un territorio devastato e “venduto” da una politica locale assente oltre che miope ed incapace di risolvere i problemi. Si pensi solo alle grandi manifestazioni svoltesi in città negli ultimi anni – in cui si sono impegnati tutti i membri di Cittadinanza Democratica - sulla tutela e il rispetto dell’ambiente del territorio e della salute pubblica che hanno fermato fino ad oggi la realizzazione del raddoppio dell’inceneritore, e impedito che si bruciassero qui i rifiuti di tutta la Calabria, e quelle sulla sanità che hanno permesso la riapertura delle sale operatorie e del reparto di Chirurgia del Giovanni XXIII. Manifestazioni che hanno visto la presenza di migliaia di persone in corteo ma che hanno registrato l’assenza della politica cittadina. Molti partiti esistono solo sulla carta, non si riuniscono mai e aprono le sezioni soltanto a due mesi dalle elezioni. Cittadinanza Democratica non vuole essere latitante né potrebbe farlo, perché chiederà il consenso agli elettori sui programmi in cui crede e che porta avanti sul campo».

17 ottobre 2009

SUI PIT DA GIOIA TAURO UN ATTO D'ACCUSA CONTRO IL POTERE DEI PICCOLI COMUNI "CITTADINANZA DEMOCRATICA" CONTESTA NOMINE E SCELTE STRATEGICHE


Da Gazzetta del Sud del 17.10.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
"Cittadinanza Democratica" si chiede se sono legittime le nomine effettuate da pochi sindaci in seno a «vari consessi non rappresentativi dei 33 comuni della piana di Gioia Tauro».
I rilievi sono contenuti in una relazione che il coordinatore del movimento, Renato Bellofiore, ha affidato ad un tecnico interno, l'ing. Andrea Cento, il quale, «visto l'accorpamento dei Pit 19 e 20 del Comprensorio della Piana, dove ben 5 comuni che rappresentano oltre il 60% dell'intera popolazione su 10 del Pit 19 (cominciando dal comune più importante come Gioia Tauro) risultano commissariati e senza alcun interesse ad accorparsi col Pit 20 per molteplici motivi», domanda se «possono ritenersi legittime quelle nomine effettuate dai pochi sindaci che si sono coalizzati tra di loro». Perché «qualsiasi sindaco è portatore in seno a qualsiasi consesso degli interessi campanilistici del Comune che rappresenta. E pertanto, agisce e parla, per ottenere un grande od un piccolo vantaggio pro domo sua».
«Appare chiaro – continua Cento – che all'interno di un consesso di sindaci, questi cercheranno di collocarsi in raggruppamenti che garantiscono vantaggi per il comune che rappresentano. Capita così che i comuni più popolosi, quelli che trainano l'economia dell'intero territorio (come Gioia Tauro), vengano emarginati, perché tanto il comune più grande che quello più piccolo hanno diritto ad un solo voto di rappresentanza nel consesso».
Seguendo questa logica si stravolgerebbero i "numeri" della democrazia: «Consentire che si formino raggruppamenti dove la metà più uno dei sindaci sia rappresentata solo dai sindaci dei comuni più piccoli non troverebbe giustificazione, anzi sarebbe rischioso. Addirittura è aberrante che una assemblea costituita da un numero esiguo di sindaci possa prendere decisioni vitali che interessino principalmente le comunità non presenti in quel momento». Secondo Cento, «qualsiasi statuto non può non tenere in conto queste considerazioni, altrimenti ogni decisione presa da pochi è illegittima».
Il tecnico di Cittadinanza democratica ritiene che « appare invece evidente che vari sindaci dei comuni del Comprensorio della Piana di Gioia Tauro agiscono, in assenza di non pochi colleghi o rappresentanti istituzionali (i commissari straordinari dei molti Comuni commissariati) in rappresentanza anche degli assenti per nominare il presidente (che ovviamente è il presidente dei presenti e non degli assenti); per creare commissioni ristrette; per elaborare ed approvare statuti contro ogni logica e nell'esclusivo interesse dei presenti; per distribuire incarichi approfittando di una situazione di disagio in cui tanti comuni, tra i più popolosi, importanti e trainanti del Comprensorio (vedi Gioia Tauro), versano; per decidere l'accorpamento dei due Pit del Comprensorio, quando ben 5 Comuni su 10 del Pit 19 (ma che rappresentano oltre il 60% dell'intera popolazione) non sono rappresentati. Sono allora legittime le nomine effettuate dai pochi sindaci? Nel momento in cui i Comuni più popolosi non hanno rappresentanti nel consesso assembleare, sarebbe opportuno astenersi da attività che escludono di fatto la volontà di queste comunità. Del resto, come già detto, appare evidente che è inconcepibile deliberare in questo consesso di sindaci con parità di voto sia che uno rappresenti una popolazione di 500 abitanti, sia che rappresenti una popolazione di 20.000 abitanti». Concludendo, Cento afferma che i quattro comuni di Metauria, nel cui territorio sono collocati il Porto con tutte le attività connesse, le aree industriali dell'Asi, i grossi insediamenti ecologici (depuratori, inceneritori, cenetrali elettriche), le grandi attività commerciali e le non poche società di servizi, «sono enormemente penalizzati»: «Farebbero bene i sindaci di queste comunità (appena sarà possibile) a considerare altre soluzioni nell'interesse dei loro cittadini».

CITTADINANZA DEMOCRATICA SUI PIANI DI INDIRIZZO TERRITORIALE 19 E 20 «PIT, L’ACCORPAMENTO RISCHIA DI EMARGINARE I COMUNI PIÙ POPOLOSI»

Da il Quotidiano del 16.10.09 di ALBERTO PETRELLI
GIOIA TAURO - E’ stata diramata una nota da parte di Andrea Cento, membro del movimento Cittadinanza Democratica, riguardante l’accorpamento dei Piani di Indirizzo Territoriale 19 e 20. Secondo Cittadinanza Democratica «l’accorpamento dei due PIT 19/20del Comprensorio, dove ben 5 Comuni (che rappresentano oltre il 60% dell’intera popolazione) su 10 del Pit 19 risultano commissariati e senza alcun interesse ad accorparsi col Pit20 per molteplici motivi, rendono legittime quelle nomine effettuate dai pochi sindaci?». Si fa il punto sulla vicenda, puntualizzando sulle modalità di votazione all’interno del consesso dei sindaci dei Pit 19 e 20, supponendo che i sindaci «cercheranno di collocarsi in raggruppamenti che garantiscono vantaggi per il Comune che rappresentano. Capita così che i Comuni più popolosi, quelli che trainano l’economia dell’intero territorio, vengano emarginati, perché, tanto, il Comune più grande e quello più piccolo hanno diritto ad un solo voto di rappresentanza nel consesso. Si capisce, allora, che questo organismo è un organo consultivo e non dovrebbe essere altro. Consentire che si formino raggruppamenti dove la metà 1 dei sindaci sia rappresentata solo dai sindaci dei Comuni più piccoli, non troverebbe giustificazione, anzi sarebbe rischioso». Nella nota, Cento pone domande sulla legittimità delle decisioni del comprensorio, in quanto i sindaci «agiscono, in assenza di non pochi colleghi o rappresentanti istituzionali (come sono i Commissari straordinari dei molti Comuni commissariati) in rappresentanza anche degli assenti per nominare il presidente ». Cento continua: «nel momento in cui i Comuni più popolosi non hanno rappresentanti politici nel consesso assembleare sarebbe opportuno astenersi da attività che escludono di fatto la volontà di queste Comunità ». La nota si conclude con una una proposta relativa ai «4 comuni di Metauria, nel cui territorio sono collocati il Porto con tutte le attività connesse, le aree industriali dell’Asi, i grossi insediamenti ecologici, le grandi attività commerciali e le non poche società di servizi, sono enormemente penalizzati e farebbero bene i sindaci di queste comunità a considerare altre soluzioni nell’interesse dei cittadini».

14 ottobre 2009

GIOIA TAURO CITTADINANZA DEMOCRATICA AL FIANCO DEI PAZIENTI SERVIZIO DIALISI, INTOLLERABILI DISAGI DAL TRASFERIMENTO IN ALTRI CENTRI


Da Gazzetta del Sud del 14.10.2009 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Si sono rivolti a Cittadinanza Democratica per avere sostegno nella dura lotta per la sopravvivenza i pazienti in dialisi della Piana, fortemente preoccupati da voci che darebbero come imminenti decisioni dell'Asp che li porrebbe in una condizione di... mobilità.
Quindi, accogliendo prontamente l'appello, Cittadinanza Democratica si è incontrata con i pazienti in cura nel reparto dialisi di Palmi. «Durante tale incontro – scrivono i coordinatori Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo – i pazienti si sono costituiti in "Comitato pazienti in dialisi Piana di Gioia Tauro" al fine di meglio tutelare i propri diritti ed opporsi all'ipotizzata scelta (mai smentita dai vertici Asp 5) di chiusura del reparto e conseguente trasferimento dei malati nelle strutture di Scilla, Melito e Taurianova. Nel corso della riunione è emersa grande preoccupazione e grande sgomento per questo cambiamento di sede che arrecherebbe ulteriori disagi».
Cittadinanza Democratica, facendo riferimento ad un precedente comunicato e procedendo in piena sintonia con il neo costituito Comitato, ribadisce che la scelta di Scilla e Melito è assolutamente illogica ed impraticabile per i pazienti «e quindi assolutamente da scartare, vista la strada lunga, impervia e pericolosa che si dovrebbe percorrere a giorni alterni dai diversi paesi della Piana».
I due coordinatori, di concerto con il Comitato, ritengono che «anche nel caso in cui la scelta ricadesse su Taurianova, grandi perplessità si manifestano per la necessità di dover ricorrere, in quella sede, ad un terzo turno notturno che iniziando alle 19 si concluderebbe addirittura a notte avanzata (intorno alle 23,30). In questo caso si tratterebbe di una soluzione tampone assolutamente inadeguata e momentanea, quindi ancor più preoccupante perché nella sanità mai niente si è rivelato più definitivo del momentaneo».
Sulla base di quanto premesso, Cd e Comitato ritengono che «la cosa più logica sia fare tutto il possibile per mantenere il reparto a Palmi fino a quando non vi siano le condizioni per il suo trasferimento nel vicinissimo nosocomio di Gioia Tauro, che dispone di ampi spazi liberi e inutilizzati oltre ad essere uno dei due poli individuati dalla Regione per il riassetto dell'offerta sanitaria nella Piana, in attesa della costruzione del nuovo ospedale unico».
Bellofiore afferma quindi che «per questa particolare categoria di pazienti sussisterebbero ovvie ragioni affinché il reparto di dialisi venga associato a Cardiologia, ad un laboratorio analisi, ad un Pronto soccorso ed a Nefrologia, tutti reparti che mancano anche a Taurianova ma che sono presenti o in fase di trasferimento (Nefrologia) a Gioia Tauro».

13 ottobre 2009

FOCUS SUL SISTEMA SANITÀ. IRRISOLTO L’INGHIPPO DEI TERRENI PER LA COSTRUZIONE DELLA STRUTTURA

Da il Quotidiano della Calabria di martedì 13.10.09 di FRANCESCO CONDOLUCI
UN “GIALLO”, quello dell’Ospedale Nuovo della Piana, annunciato due anni fa da Loiero come di imminente costruzione e a tutt’oggi rimasto infognato invece tra le paludi della burocrazia e della non-decisione della classe politica regionale, che qualcuno ha tentato tuttavia di risolvere a colpi di carte bollate. Parliamo del “Comitato spontaneo di cittadini pro Ospedale Unico della Piana”: un movimento spontaneo sorto da qualche anno con il preciso obiettivo di combattere il progetto di un ennesimo mezzo-ospedale per il territorio proponendo, per converso, l’idea di un polo sanitario «unico» per la Piana - sul modello degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria - in grado di garantire un’offerta sanitaria adeguata ai 180 mila abitanti del comprensorio. Gli attivisti del “Comitato pro Ospedale Unico”, su tutti gli avvocati Giacomo Saccomanno e Renato Bellofiore e l’architetto Jacopo Rizzo, da due anni ci Stanno provando in tutti i modi a smascherare le contraddizioni legate all’orientamento della Regione Calabria di costruire un nuovo ospedale a Palmi, bypassando la volontà del territorio che, attraverso 22 sindaci su 26 presenti a una conferenza degli amministratori tenutasi nell’ottobre 2007, si era espressa a larghissima maggioranza per la scelta di Cannavà, una contrada di Rizziconi a due passi dallo svincolo autostradale di Gioia e baricentrica rispetto alla conformazione geografica della Piana, come sito dove far sorgere il presidio ospedaliero. Tra esposti-denuncia alla magistratura e ricorsi al Tar per ottenere il diritto all’accesso agli atti del progetto Ospedale Nuovo della Piana da parte dell’Asp 5,il comitato cittadino guidato da Bellofiore, Rizzo e Saccomanno ha accertato infatti che,malgrado i proclami e le rassicurazioni degli amministratori locali e provinciali, il sito individuato a Palmi per l’edificazione del nosocomio, non è ancora affatto «nella disponibilità del demanio» come strombazzato ai quattro venti. L’area, che corrisponde al parco agrario della scuola agraria «G.Ferraris», proprio a ridosso dello svincolo A3 di Palmi e dell’ingresso della città in Piazzale Trodio, risulta infatti ancora «non ceduta a titolo gratuito» formalmente all’Asp 5 per portare avanti il progetto della struttura sanitaria. Mentre dunque, la progettazione preliminare dell’Ospedale Nuovo (che doveva essere pronta entro due mesi dal novembre dello scorso anno e di cui ufficialmente ancora non si sa nulla) è partita quasi da un anno, con l’affidamento dell’incarico di responsabile unico del procedimento all’ingegnere Francesco Costantino della stessa Asp e la previsione di ingenti oneri finanziari, da parte dell’amministrazione provinciale di Reggio (che ha titolarità sugli edifici scolastici) vi è stata solo «una disponibilità alla cessione » del suolo, come testimonia una nota firmata nel novembre 2008dallo stesso Giuseppe Quirini Zannini, prefetto e soggetto attuatore della costruzione del Nuovo Ospedale della Piana. Insomma, l’Asp 5, per far partire l’iter di progettazione ha dato per fatta l’acquisizione del terreno di contrada San Gaetano a Palmi,mentre il responsabile nominato dalla Regione per sovrintendere alla costruzione del nuovo ospedale, parla solo di disponibilità alla cessione » da parte della Provincia. Sulla scorta di questa palese discrasia, il “Comitato pro Ospedale Unico” ha chiesto più volte il sequestro degli atti alla magistratura per fare chiarezza, visto che tra l’altro «verranno sborsate somme di danaro pubblico per progettare una struttura che alla fine non è manco certo se e dove sarà costruita», come ha puntualizzato Renato Bellofiore. «Come comitato- ha aggiunto l’avvocato di Gioia - stiamo verificando la sussistenza di un possibile vincolo insuperabile di destinazione d’uso scolastico sul Parco della scuola agraria di Palmi, così lo stesso Catasto di Reggio ha risposto all’amministrazione provinciale quando venne richiesta la voltura dell’intestazione del terreno dal “Patronato Regina Elena” che regalò i terreni alla Scuola nel 1908. Qualora dovesse verificarsi una circostanza del genere, ci chiediamo chi pagherà i soldi impegnati per la progettazione preliminare, il responsabile unico del procedimento e tutte le altre spese successive».

PALMI. CITTADINANZA DEMOCRATICA AL FIANCO DELL’ORGANISMO CONTRO LA CHIUSURA DEL REPARTO NASCE IL COMITATO PAZIENTI IN DIALISI

Da il Quotidiano della Calabria di martedì 13.10.09 di Alberto Petrelli
GIOIA TAURO - E’ stata diramata da Cittadinanza Democratica una nota a riguardo della formazione del “Comitato pazienti in dialisi Piana di Gioia Tauro”. «Cittadinanza Democratica su richiesta si è incontrata con i pazienti in cura presso il reparto dialisi di Palmi - si legge nella nota - durante tale incontro i pazienti si sono costituiti nel “Comitato pazienti in dialisi Piana di Gioia Tauro” al fine di meglio tutelare i propri diritti ed opporsi all’ipotizzata scelta (mai smentita dai vertici Asp 5) di imminente chiusura del reparto e conseguente trasferimento dei pazienti presso le strutture di Scilla, Melito e Taurianova». Si fa riferimento alla presunta ordinanza di chiusura e trasferimento dei pazienti in dialisi, sulla quale il movimento di Gioia Tauro si era già espresso in passato. Bellofiore ritiene e ribadisce che «la scelta di Scilla e di Melito P.S., per i circa 40 pazienti della Piana, è assolutamente illogica ed impraticabile e quindi assolutamente da scartare, vista la strada lunga, impervia ed impraticabile che si dovrebbe percorrere a giorni alterni dai diversi paesi della Piana». Il movimento si ritiene sempre più perplesso dalla vicenda, proponendo anche delle alternative, come l’ospedale di Gioia Tauro «che dispone di ampi spazi liberi ed inutilizzati oltre che essere uno dei due poli individuati dalla Regione Calabria per il riassetto dell’offerta sanitaria nella Piana, in attesa della costruzione del nuovo Ospedale unico. Inoltre - continuano Bellofiore e Rizzo - sussisterebbero opportune ragioni tecniche affinché il reparto di dialisi di Palmi venga associato ai reparti di Cardiologia, ad un laboratorio analisi, ad un Pronto Soccorso e da un reparto di Nefrologia, tutti reparti che mancano a Taurianova ma presenti o in fase di trasferimento (si pensi a Nefrologia) a Gioia Tauro e dei quali non si può fare a meno, salvo a voler mettere in pericolo la vita di chi si cura in dialisi». Viene richiesto all’Asp di dare «rassicurazioni in merito illustrando come si vuole procedere al fine di non generare ulteriori tensioni e angosce alle persone coinvolte ed ai familiari ». Per concludere, Cittadinanza Democratica chiede l’intervento del «residente della Conferenza dei sindaci sulla Sanità, Domenico Rocco Ceravolo, di intervenire e se possibile fornire rassicurazioni in merito, prendendo a cuore questa vicenda in sostegno dei pazienti in dialisi provenienti dai diversi paesi della Piana di Gioia Tauro».

CONTRO IL MARE INQUINATO FIORISCONO NUOVI COMITATI S.FERDINANDO, PROPOSTO IL VARO DI UNA RETE INTERCOMUNALE


Da Calabria Ora del 9.10.09 di Alfonso Naso

All'incontro hanno partecipato anche Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo di "Cittadinanza Democratica" i quali hanno esortato i presenti ad essere uniti e lottare contro chi ha abbandonato questa terra.

9 ottobre 2009

GIOIA TAURO L'ALLARME LANCIATO DA "CD" RISCHIO ALLAGAMENTO NELLA ZONA NORD PER I TOMBINI OTTURATI


Da Gazzetta del Sud del 9.10.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
A seguito di specifiche richieste di cittadini abitanti nel rione Vallamena e sulla Statale 18, i coordinatori di "Cittadinanza Democratica" Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo la settimana scorsa sono stati ricevuti dal commissario straordinario Francesca Crea. Oggetto dell'incontro, la delicata problematica del pericolo di allagamento che potrebbe determinarsi in quella zona situata a Nord della città, a seguito dell'otturazione dei tombini lungo il tratto stradale.
Al termine dell'incontro Bellofiore e Rizzo hanno depositato specifica richiesta scritta di immediato intervento.
Scendendo nei particolari, Bellofiore informa che «nella missiva si segnalava che lungo il tratto di strada Statale 18 fino a oltre il fiume Budello, tutti i tombini e le caditoie sono completamente ostruiti, quasi sigillati, ed interamente ricoperti di sabbia. Inoltre si segnalava che il quartiere Vallamena ha un impianto di smaltimento delle acque bianche inadeguato, a tal punto che in passato è stato oggetto di allagamenti che hanno causato gravi danni agli esercizi commerciali e alle abitazioni poste al pian terreno, con richieste di risarcimento danni al Comune di Gioia Tauro. Oltre a ciò, si poneva l'accento sul fatto che fino alla risoluzione di tali problemi, i cittadini proprietari di abitazioni e i commercianti rischiano che i loro locali si possano nuovamente allagare con le prime forti piogge stagionali in arrivo».
Sulla base di tali premesse, l'istanza avanzata al Comune da Bellofiore e Rizzo era «finalizzata a chiedere con urgenza la manutenzione e la pulizia dei tombini lungo il tratto di strada segnalato, specificando che ciò avrebbe evitato, anche in seguito a piogge di entità modesta, stati di calamità con conseguenti danni per i cittadini e i commercianti».
Sulla base delle considerazioni sopra riportate, Cittadinanza Democratica «vicina alle problematiche di un quartiere cittadino fino ad oggi fortemente penalizzato dalla disattenzione e dalle scelte errate delle precedenti amministrazioni», esprime fiducia «nella sensibilità e opera fattiva dimostrata dalla dott.ssa Crea per la risoluzione della problematica segnalata già dieci giorni addietro».

8 ottobre 2009

GIOIA TAURO L'ALLARME LSU/LPU LANCIATO DA "CITTADINANZA DEMOCRATICA" CHE CHIEDE UN INCONTRO CON I COMMISSARI


COMUNE DI GIOIA TAURO, STABILIZZAZIONE LSU A RISCHIO NARDI: LE VARIE AMMINISTRAZIONI NON HANNO MAI AFFRONTATO IL PROBLEMA
Da Gazzetta del Sud del 8.10.09 di Gioacchino Saccà Gioia Tauro Il movimento politico "Cittadinanza Democratica" ha chiesto ai commissari straordinari che guidano il Comune di Gioia Turo un incontro finalizzato all'esame, e quindi alla soluzione, del problema della stabilizzazione dei lavoratori precari utilizzati in settori diversi. Sono lavoratori finiti all'Ente e destinati ad essere utilizzati, a partire dal 1995, per i progetti Lsu (provenienti da cantieri chiusi anticipatamente per la mancata realizzazione di alcune importanti opere rimaste solo programmate e dai cantieri Gogitau per fine lavori), con la legge di impiego dei disoccupati di lunga durata (1997) e con i successivi progetti di pubblica utilità. «C'è il grosso rischio che questa gente finisca a casa – denunzia Salvatore Nardi, portavoce di "Cittadinanza Democratica" – e purtroppo la beffa sarà veramente terribile: la maggior parte di questi lavoratori ha superato i 35 anni per cui se il Comune dovesse decidere di rinunciare alle loro prestazioni, essendo fuori da quello che viene comunemente indicato come "mercato del lavoro" si andrebbe soltanto verso il licenziamento». «Le valvole di sfogo – continua Nardi – in passato si sono presentate, ma le varie amministrazioni comunali che a Gioia Tauro si sono succedute dal 1999 in poi non hanno mai dato al problema giusta considerazione. Basti pensare che non è mai stato redatto un piano di stabilizzazione anche se oggi ex amministratori ed ex assessori agitano il problema tentando di ergersi a paladini dei diritti dei lavoratori. Le occasioni per il riutilizzo non sono sicuramente mancate: si pensi alle opportunità fornite dall'avvio dell'attività portuale che potevano essere sfruttate con speciali protocolli per l'immissione automatica di tanti lavoratori nella Mct e nella Blg. Ma ci sono state altre occasioni da prendere in considerazione, come la nascita di Pianambiente e di Gio.Se.Ta. Tutti i soggetti interessati ne avrebbero tratto beneficio, perchè i lavoratori potevano essere assunti a tempo indeterminato grazie anche al fatto che aziende e società avrebbero potuto sfruttare la legge 407\\90 mentre per il Comune si sarebbe potuto operare un vero e proprio sfoltimento di ranghi di tanti precari che ancora oggi vedono pendere su di loro la spada di Damocle del licenziamento». Fin qui Salvatore Nardi che parla a nome e per conto di "Cittadinanza Democratica", che si dice fortemente e seriamente impegnata a portare avanti per la giusta soluzione un problema che investe un centinaio di lavoratori molti dei quali già alle soglie dell'età della pensione che corrono il brutto rischio, soprattutto per il deficit della casse comunali, di essere mandati a casa. C'è la possibilità di trovare una via d'uscita affermano i dirigenti del movimento politico "Cittadinanza Democratica" che non demorde nell'affrontare i problemi della città, e non sarà lasciato nulla di intentato perchè questo obiettivo, che riguarda tanti lavoratori, venga raggiunto in concreto.

AL CENTRO DELLA RIUNIONE LE CONDIZIONI DI VALLEAMENA CITTADINANZA DEMOCRATICA INCONTRA I COMMISSARI COMUNALI


Da Il Quotidiano del 8.10.09 di Alberto Petrelli
GIOIATAURO- I rappresentanti di “Cittadinanza Democratica”, facendo seguito ad espresse richieste e segnalazioni pervenute da cittadini residenti nel quartiere in località Valleamena, si sono incontrati a fine settembre scorso con il Commissario straordinario Francesca Crea per affrontare la problematica del pericolo di allagamento del quartiere a seguito dell’otturazione dei tombini lungo il tratto di strada statale 18. Al termine dell’incontro Bellofiore e Rizzo hanno depositato specifica richiesta di immediato intervento. Nella missiva si segnalava che lungo il tratto di strada Statale 18 fino a oltre il fiume Budello, tutti i tombini e le caditoie sono completamente ostruiti, quasi sigillati, ed interamente ricoperti di sabbia. Inoltre si segnalava che il quartiere Valleamena ha un impianto di smaltimento delle acque bianche inadeguato, a tal punto che in passato è stato oggetto di allagamenti che hanno causato gravi danni agli esercizi commerciali e alle abitazioni poste al pian terreno, con richieste di risarcimento danni al Comune di Gioia Tauro. Oltre a ciò, nel corso dell’incontro, si poneva l’accento sul fatto che fino alla risoluzione di tali problemi i cittadini proprietari di abitazioni e i commercianti rischiano che i loro locali si possano nuovamente allagare con le prime forti piogge stagionali in arrivo. Sulla base di tali premesse, l’istanza avanzata al Comune da Bellofiore e Rizzo era diretta a chiedere con urgenza la manutenzione e la pulizia dei tombini lungo il tratto di strada segnalato, specificando che ciò avrebbe evitato anche in seguito a piogge di entità modesta stati di calamità con conseguenti danni per i cittadini e i commercianti. Cittadinanza Democratica vicina alle problematiche di un quartiere cittadino fino ad oggi fortemente penalizzato dalla disattenzione e dalle scelte errate delle precedenti amministrazioni, confidando nella sensibilità dimostrata dalla dottoressa Crea per la risoluzione della problematica segnalata già 10 giorni fa, auspica e sollecita un rapido intervento prima dell’inizio delle grandi piogge. Si tratta quindi di vedere cosa succedere à a partire dei prossimi giorni.

L’IMPEGNO DI GRECO PER PETRACE E BUDELLO PER LA BONIFICA DEI DUE FIUMI L’ASSESSORE REGIONALE PROMETTE LA STESSA ATTENZIONE RISERVATA AL MESIMA

Da Calabria Ora del 7.10.09 di Flavia Amato
GIOIA TAURO
«Come ho impostato il discorso sul Mesima lo stesso farò per il Petrace e il Budello perché è importante trattare l’intera area». E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco durante l’incontro avuto ieri con i rappresentanti di Cittadinanza democratica e del Comitato dei lidi di Gioia. La possibilità o meno di bonificare i fiumi Budello e Petraie è stato il tema centrale dell’incontro promosso da Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo di Cittadinanza democratica. «Metterò in circolazione tutte le risorse che ho e chiederò altri fondi per le fognature – ha detto Greco – mi attiverò entro queste mese. E’ fondamentale lavorare sulle fogne dei comuni limitrofi alla costa, occorre una lotta per la legalità, tra l’altro alla luce del cambio del regime fiscale per i frantoi non esiste convenienza a scaricare in nero come magari avveniva fino ad oggi. In Calabria ci sono stati mille interventi a pioggia favorendo localmente uno e danneggiando il resto ». Per le fogne Greco ah detto che farà una ricognizione per capire lo stato dei due fiumi mentre per quanto riguarda il depuratore ha affermato: «non mi risultano problemi strutturali chiederò comunque oggi stesso all’Arpacal un ulteriore monitoraggio. Per il resto però – ha continuato l’assessore – invito a denunciare perché occorre un intervento sanzionatorio nei confronti di chi commette reati ambientali. Intanto farò intervenire anche il Nucleo operativo ecologico». L’assessore Greco ha anche fatto sapere che a breve si farà consegnare l’elenco dei comuni che conferiscono al depuratore «per mettere tutto a regime». Greco ha quindi messo in chiaro la situazione relativa ai vari punti sollecitati dai presenti. Antonio Saltalamacchia, referente del Comitato in rappresentanza del quale ha presenziato anche Pasquale Ozzimo, ha chiesto «politiche economiche adeguate ». «Regione e Provincia devono dare risposte con azioni concrete – ha sollecitato Saltalamacchia – Occorrono azioni di monitoraggio per individuare gli scarichi abusivi». Bellofiore ha invece evidenziato che «considerato l’interessamento dell’assessore per risolvere i problemi di inquinamento causati dal Mesima contiamo una bonifica anche di Petrace e Budello affinché si possa risanare l’intera costa». Per il risanamento dei due fiumi, Bellofiore e Rizzo hanno proposto all’assessore regionale di «prendere in considerazione il possibile reperimento dei fondi da utilizzare da quelli destinati per finanziare i progetti dei Pit 19 e 20, in quanto questi tipi di interventi sono previsti nelle linee guida di tali Piani di indirizzo territoriale. Daniela D’Agostino di Cittadinanza democratica ha invece rimarcato lo stato di disagio in cui versa la popolazione gioiese, e in particolare il quartiere Fiume, costretta a convivere periodicamente con odori nauseabondi e presenza quotidiana di zanzare e ratti giganteschi che costituiscono una costante minaccia per la salute ». Sollecitato dai presenti l’assessore Greco ha anche accennato al problema dei filtri dell’inceneritore e a tal proposito Greco ha fatto sapere che i sindaci hanno già individuato un gruppo di studio che monitorerà area, terra ed acqua. Saltalamacchia ha inoltre invitato i cittadini ad aggregarsi al Comitato e ha fatto inoltre sapere che c’è l’intenzione di «costituire un unico Comitato con San Ferdinando, Rosarno, Nicotera e Palmi, trattandosi di città che hanno a cuore il risanamento della costa».

7 ottobre 2009

INQUINAMENTO MARINO E FLUVIALE,L'ASSESSORE REG. ALL'AMBIENTE GRECO RASSICURA E INCONTRA CITTADINANZA DEMOCRATICA E IL COMITATO DEI LIDI DI GIOIA TAURO


GIOIA TAURO – Da Cittadinanza Democratica chiesto l’aiuto alla Regione
Da Gazzetta del Sud del 7.10.09 di Vincenzo ToscanoDa Gazzetta del Sud del 7.10.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Ieri, di buon mattino, l'assessore regionale all'Ambiente Silvio Greco, accogliendo l'invito dei coordinatori di Cittadinanza Democratica Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo, ha incontrato una rappresentanza della lista civica cittadina e del Comitato dei lidi del Lungomare di Gioia Tauro, rappresentato dal presidente Nino Saltalamacchia e Pasquale Ozzimo.
Saltalamacchia ha esposto la delicata problematica dell'inquinamento del mare (e dei fiumi Petrace e Budello), che ha determinato, la scorsa estate, il divieto di balneazione "azzerando" la frequentazione della spiaggia da parte di diverse migliaia di bagnanti provenienti da tutto il comprensorio della Piana di Gioia Tauro, dei turisti e mettendo letteralmente in ginocchio l'attività economica del settore, fino a quel momento, di anno in anno, in continuo sensibile incremento.
L'obiettivo primario che si è posto Renato Bellofiore, nell'incontro con l'assessore Greco, riguarda il risanamento dell'intero golfo di Gioia Tauro e della costa, nonché la richiesta della bonifica dei fiumi Petrace e Budello che con i loro affluenti, scaricano di tutto nel mare gioiese.
Per l'indifferibile risanamento dei due fiumi, Bellofiore e Rizzo hanno proposto all'assessore Greco di prendere in considerazione «il possibile reperimento di fondi, attingendo da quelli destinati a finanziare i progetti dei Pit 19 e 20».
«L'aiuto della Regione – ha detto Ozzimo nel suo intervento – è indispensabile per venire fuori, molto prima dell'inizio della nuova stagione estiva, da una situazione "pesante" che vieta ai cittadini di beneficiare del mare e della spiaggia, nonché individuare e dare l'alt a quanti provocano "inquinamento" e stravolgono l'ambiente».
Dal canto suo l'assessore Greco ha assicurato l'interessamento per i problemi prospettati e che i fiumi Petrace e Budello saranno inseriti nel Piano di risanamento regionale. Ha poi suggerito controlli da parte della autorità preposte per il depuratore e il termovalorizzatore e di non esitare a fare ricorso alla magistratura per "bloccare" le fonti di inquinamento.