23 aprile 2009

IL COMITATO DELLA PIANA PRO OSPEDALE UNICO CON BELLOFIORE E RIZZO CHIEDE LUMI ALL’ASP 5 - OSPEDALE NUOVO,FORTI DUBBI SULLA NOMINA DI COSTANTINO


INOLTRATA ISTANZA FORMALE DI ACCESSO AD ATTI E DOCUMENTI

Da Il Quotidiano del 22.04.09
UN' istanza formale di accesso agli atti e ai documenti indicati dalla Commissione Straordinaria dell'Asp 5 a sostegno della nomina dell'ingegnere Francesco Costantino, a Responsabile unico delprocedimento per il progetto preliminare del Nuovo ospedale della Piana.
E' stata avanzata dal comitato Pro ospedale Unico, promotore di una petizione popolare tutt'ora in corso. Tra i documenti richiesti: l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri; quella del Commissario delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri Vincenzo Spaziante, la nota del soggetto attuatore con la quale si comunicava che l'assessore al patrimonio della Provincia aveva confermato la cessione del suolo della scuola agraria di Palmi all'Asp e infine quella dell'Asp 5ma anche quella del soggetto attuatore con la quale lo stesso soggetto comunicava di non avere osservazioni in merito all'affidamento dell'incarico. Il tutto al fine di proseguire l'azione giudiziaria avviata dal Comitato che si oppone alla costruzione del nuovo ospedale. Opposizione che si basa, tra le altre cose, anche sulla contestazione della destinazione d'uso scolastico dei terreni dell'Istituto Agrario Ferraris di Palmi che - secondo il Comitato - non può essere assolutamente modificata. “Del resto - si legge in una nota - la Provincia sono decenni che già riconosce tale destinazione d'uso alla scuola finanziandole i progetti su detti terreni e permettendo la didattica su detti terreni da parte di studenti e professori”. Ma secondo il comitato ci sarebbe un terzo motivo che impedirebbe la locazione della nuova struttura sanitaria e cioè quello che tra i presupposti che la commissione straordinaria pone a fondamento per la nomina del responsabile unico del procedimento per la costruzione del nuovo ospedale ci sia l'indicazione di una nota del soggetto attuatore Prefetto Zannini con la quale si comunicava all'Asp 5 che l'assessore al Patrimonio della Provincia aveva confermato la cessione del suolo. “Ciò - ribadisce il Comitato - è completamente falso in quanto l'assessore non può assolutamente per legge cedere alcunchè del patrimonio della Provincia spettando tale facoltà, qualora ci siano sempre i presupposti di legge, alla votazione dell'intero Consiglio provinciale”. Quanto riportato dalla Commissione dell’Asp nella nomina del responsabile del procedimento si è basato e si sarebbe formato su un presupposto addirittura giuridicamente inesistente.

22 aprile 2009

GIOIA L'ON. BELCASTRO: «LA SCELTA DELL'AREA SOVVERTE LE REGOLE DEMOCRATICHE» OSPEDALE UNICO, MONTA LA POLEMICA POLITICA


Da Gazzetta del Sud del 22.04.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, i due delegati del comitato spontaneo di cittadini sorto per battersi «contro la proposta di frammentazione dell'offerta sanitaria pubblica ed a favore dell'ospedale unico della Piana a Cannavà», non hanno alcuna intenzione di mollare. Ed alla denuncia di ieri hanno fatto seguire un'istanza formale con la quale hanno richiesto all'Asp 5 tutta la documentazione che ha portato al conferimento dell'incarico al responsabile unico del procedimento.
Intanto si registra una lunga dichiarazione dell'on. Elio Belcastro, parlamentare di Mpa. «Un ospedale – ha sottolineato – non più "policlinico unico", né solo, ma "nuovo", cioè in aperta difformità dalle linee governative». «Linee nate dalla necessità di non "scarrozzare" da un ospedale all'altro soggetti bisognosi di essere immediatamente assistiti nella massima urgenza, come sarebbe il caso di lavoratori del porto, a fortissimo impatto infortunistico. Se le cose stanno per come hanno denunciato i delegati del "Comitato di Cittadini Pro Ospedale Unico della Piana di Gioia Tauro – ha aggiunto – siamo in presenza di un fatto di gravità eccezionale».
«Le istituzioni coinvolte nella problematica – ha proseguito il parlamentare della Piana – si sono assunti la grossa responsabilità di "pensare di archiviare, con disinvolta sufficienza", la deliberazione democratica della conferenza dei sindaci della Piana che avevano dato una precisa indicazione del sito dove avrebbe dovuto essere collocato l'ospedale unico».
Belcastro avanza dubbi sulle procedure «portate avanti» per mettere in moto «l'iter burocratico-procedurale»: «Non è assolutamente tollerabile che le istituzioni – ha concluso – "operino" sovvertendo le regole democratiche».

PBC DIFFIDA L'ASP DAL CONTINUARE I LAVORI A PALMI LE AREE DI PERTINENZA DELL'ISTITUTO "FERRARIS" SAREBBERO SOGGETTE A VINCOLO DI DESTINAZIONE D'USO


GIOIA TAURO MANIFESTATI DUBBI SULLA TITOLARITÀ DEI TERRENI
OSPEDALE UNICO

Da Gazzetta del sud del 21.4.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
I delegati del comitato cittadini pro ospedale unico della Piana di Gioia Tauro, arch. Iacopo Rizzo e avv. Renato Bellofiore, hanno trasmesso una diffida all'Asp 5, in persona del legale rappresentante pro tempore dott. Massimo Cetola, e al responsabile unico del procedimento per la realizzazione del nuovo ospedale della Piana, ing. Francesco Costantino, chiedendo di verificare «se ad oggi siano state e si stiano rispettando le procedure normative previste dalla legge» in caso contrario «non continuare nella progettazione preliminare e in qualunque altra operazione connessa o consequenziale alla costruzione del nuovo ospedale della Piana sui terreni dell'Istituto agrario di Palmi se non prima in possesso di valido titolo di proprietà».
Quanto sopra si rileva da un comunicato fatto pervenire agli organismi dell'informazione e che risulta indirizzato ai massimi livelli istituzionali nazionali, regionali, provinciali, nonché alla magistratura.
Alla diffida, i delegati del Comitato hanno provveduto ad allegare copia della delibera della Conferenza dei sindaci del 3 ottobre 2007 in cui a maggioranza schiacciante i primi cittadini decisero che il nuovo ospedale della Piana «per il bene di tutte le comunità sarebbe dovuto sorgere nell'area di Cannavà di Rizziconi».
Rizzo e Bellofiore, appreso che «l'Asp 5 sta procedendo alla progettazione preliminare del nuovo ospedale in Palmi, sui terreni di pertinenza dell'Istituto agrario "Ferraris" in località Trodio, autonomamente e in contrasto con la decisione assunta dalla conferenza dei sindaci del 3 ottobre 2007» e che «tali terreni, da un recente controllo presso la Conservatoria, risultano intestati all'Ente Patronato Regina Elena», scrivono «in nome e per conto del comitato spontaneo di cittadini sorto nella Piana di Gioia Tauro nell'agosto 2008, promotore di una petizione popolare tutt'ora in corso con all'attivo già 18.000 firme raccolte, contro la proposta di frammentazione dell'offerta sanitaria pubblica tra le città di Palmi e Polistena ed a favore dell'ospedale unico della Piana a Cannavà» e fanno quindi rilevare che da quanto sopra «si evince che l'Asp 5 non ha, ad oggi, né la proprietà né altro titolo per procedere alla progettazione preliminare dell'ospedale nuovo, né può avere la certezza che la proprietà le sia trasferita in un prossimo futuro». E ciò poiché «la legge 11 gennaio 1996 n. 23, art. 8, concernente il trasferimento e l'utilizzazione degli immobili dei Comuni e dello Stato, al comma 3 specifica che nel caso di immobili appartenenti a soggetti diversi da Comuni e Stato e sui quali sussista una destinazione ad uso scolastico, i rapporti conseguenti a tale uso sono regolati con apposita convenzione tra gli enti interessati»; nel caso in specie «da notizie di stampa è risultato che i terreni del "Ferraris" sono soggetti al vincolo di destinazione d'uso scolastico».
In premessa seguono altre considerazioni da parte del Pbc e, tra l'altro, viene evidenziato che «la progettazione preliminare da parte dell'Asp 5, in assenza di un titolo valido, sta comportando un enorme ed evidente spreco di risorse professionali ed economiche, con sperpero di soldi pubblici, mentre il personale tecnico impegnato sarà distratto dalle normali attività lavorative».

IL COMITATO SPONTANEO DIFFIDA L’ASP 5 DAL PROSEGUIRE CON LA PROGETTAZIONE DEL NUOVO NOSOCOMIO OSPEDALE


OSPEDALE, SITO SENZA PROPRIETÀ
CHIESTO L’INTERVENTO DI PROCURA E CORTE DEI CONTI PER EVITARE SPRECHI


Da il Quotidiano del 21.4.09
PALMI - Individuato da un pezzo come sito «a costo zero », circoscritto, accettato dalle istituzioni competenti (un po' meno dal territorio, ma tant'è) e già oggetto di una progettazione preliminare su cui l'Ufficio Tecnico dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria è al lavoro da due mesi, ma mai acquisito, almeno ufficialmente, al demanio pubblico. E' lo strano caso del parco da 8 ettari annesso alla Scuola Agraria «Galileo Ferraris» di contrada San Gaetano a Palmi, che dovrebbe ospitare il «Nuovo Ospedale»: quello che, tanto per intenderci, nel piano di riorganizzazione sanitaria della Regione, sarà chiamato (assieme al presidio sanitario già esistente di Polistena) «a dare una risposta definitiva alla domanda di salute» nella Piana di Gioia Tauro degli attuali 7 famigerati «mezzi ospedaletti». Il paradosso è che proprio la nuova struttura, progettata per mettere fine ai troppi casi di malasanità e di sprechi pubblici - già finanziata con 57 milioni di euro, a valere su un Apq Governo-Regione, e pronta ad essere costruita «in due anni» (Loiero dixit) grazie ad un decreto urgente di Protezione Civile - proprio per via di quel «piccolo dettaglio » del titolo di proprietà ancora mancante sul sito ove dovrebbe sorgere, potrebbe diventare, manco a dirlo, l'ennesimo spreco a danno dei contribuenti. Almeno così la pensano i promotori del «Comitato spontaneo pro Ospedale Unico» che dall'anno scorso hanno ingaggiato nella Piana una battaglia contro la scelta (non condivisa da tutto il territorio) di costruire a Palmi il nuovo nosocomio da 300 posti letto, raccogliendo peraltro, tra i cittadini, 18 mila firme a sostegno della loro causa. E che non ci pensano proprio, a rassegnarsi all'opzione Palmi: dopo la petizione e le continue segnalazioni (cadute nel vuoto) alla Regione e alla Provincia, Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo, i due attivisti di Gioia Tauro, vere anime del «Comitato pro Ospedale Unico», ieri hanno deciso infatti di passare alle vie di fatto. Inviando stavolta al commissario dell'Asp 5, Massimo Cetola e al responsabile del procedimento, l'ingegner Francesco Costantino - ma per conoscenza anche alle Procure della Repubblica di Palmi e Reggio Calabria e alla Corte dei Conti - una «diffida dal proseguire, in assenza di titolo di proprietà, nella progettazione preliminare dell'Ospedale della Piana in Palmi presso i terreni ad uso scolastico dell'Istituto Agrario Galileo Ferraris». Nell'ammonizione scritta, che è stata spedita anche alla Regione Calabria, alla Provincia, al Ministero della Salute e persino al presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Giuseppe Pisanu, Rizzo e Bellofiore, ribadiscono innanzitutto la loro contrarietà alla «frammentazione dell'offerta sanitaria pubblica tra Palmi e Polistena» e il loro sostegno «a favore di Ospedale Unico della Piana da costruire a Cannavà - scrivono - nel rispetto della scelta ufficiale fatta dalla Conferenza dei Sindaci dell'ex Asl 10, in rappresentanza di 180 mila abitanti, in maniera istituzionale e soprattutto democratica, mediante l'adozione di una delibera votata il 3 ottobre 2007, nella quale 22 sindaci su 26 presenti hanno statuito che l'Ospedale della Piana dovrà essere costruito a Cannavà di Rizziconi, sito ritenuta centrale e di facile raggiungimento da tutti i comuni ». Ciò premesso, la diffida del fronte «pro Ospedale Unico» muove dalla considerazione che i terreni di contrada San Gaetano (che continuano ad ospitare vigneti e uliveti coltivati dalla Scuola Agraria) da un recente controllo presso la Conservatoria dei Registro Immobili di Reggio Calabria risultano ancora intestati all'Ente Patronato “Regina Elena” e che dunque «da ciò si evince che l'Asp 5 non ha, ad oggi, né la proprietà né altro titolo per procedere alla progettazione preliminare dell'ospedale che, in assenza di un titolo valido, sta comportando un'enorme ed evidente spreco di risorse professionali ed economiche con possibile sperpero di soldi pubblici». Né risulta, stando a quanto sostengono infine Rizzo e Bellofiore, che la Scuola Agraria sia mai stata messa al corrente dell'acquisizione del sito né tanto meno che con essa sia mai stata stipulata una convenzione, come prevede la legge nel caso di trasferimento ed utilizzazione di immobili appartenenti a soggetti diversi da Comuni e Stato e sui quali sussiste una destinazione ad uso scolastico.

OSPEDALE NUOVO - GIOIA TAURO, BELLOFIORE E RIZZO CHIEDONO IL RISPETTO DELLE PROCEDURE E POLIMIZZANO SUI TERRENI

DA CALABRIA ORA DEL 21.4.09 PBC SCRIVE A CETOLA OCCORRONO VERIFICHE

18 aprile 2009

Gioia, “Per il bene comune” scrive all’Asp 5 e chiede un incontro urgente


CARENZA DI MEDICI IN CHIRURGIA
Da Calabria Ora del 16 aprile 2009 di Marco Galimi
La riapertura del reparto di chirurgia e delle sale operatorie dell’ospedale di Gioia Tauro, il “Giovanni XXIII”, sembrava aver finalmente messo fine ai disagi creati ai cittadini e alle polemiche nate dopo lo spostamento degli stessi reparti presso l’ospedale di Scilla. Ecco arrivare, invece, l’ennesima denuncia da parte della lista civica nazionale “Per il bene comune” sulla situazione sanitaria del nosocomio cittadino. Questa volta è la carenza e il depotenziamento dell’organico dei medici chirurgici a preoccupare il coordinatore del Pbc di Gioia Tauro, Iacopo Rizzo, e il coordinatore regionale, Renato Bellofiore, turbati dai gravi rischi che correrebbero i pazienti, i lavoratori del porto e i cittadini della Piana. La nuova denuncia è stata inviata oltre che al direttore sanitario dell’Asp 5, Vincenzo Rupeni, al presidente della giunta regionale, Agazio Loiero, ai commissari straordinari del comune di Gioia Tauro, al commissario straordinario dell’Asp di Reggio Calabria, Massimo Cetola, al presidente della conferenza dei sindaci, Domenico Rocco Ceravolo e alle procure di Palmi e Reggio Calabria. «Sin dalla riapertura delle sale operatorie e del reparto di chirurgia avvenute lo scorso 31 marzo – scrivono in una nota – l’organico preesistente alla loro chiusura, risulta carente della metà dei medici chirurghi». Secondo quanto affermano dal Pbc, infatti, la situazione di carenza del personale medico è causata al fatto che alcuni non sono rientrati dall’ospedale di Scilla e ancora non sono stati sostituiti, altri perché durante il periodo di chiusura del reparto di chirurgia trasferiti presso il presidio ospedaliero di Polistena, ed altri ancora non fatti rientrare perché in licenza o in permesso. Quello che chiedono dal Pbc è quindi «un immediato ordine di servizio che sin da subito risolva questi inquietanti disagi nell’erogazione di un servizio di pubblica ed indispensabile necessità protrattosi ormai da oltre 6 mesi». L’attuale situazione, che secondo i rappresentanti della lista civica, starebbe comportando notevoli disagi e gravi rischi alla popolazione, era già stata segnalata il 10 aprile scorso dagli stessi coordinatori del Pbc chiedendo un incontro con il direttore sanitario Asp 5, Vincenzo Rupeni. Richiesta che è stata fatta «personalmente alla segreteria del direttore sanitario, alla quale è stata anche inoltrata un sollecito di incontro, più volte richiesto ed ancora non concesso». La questione sanità nella Piana di Gioia.

16 aprile 2009

Gioia Tauro Ennesima denuncia della Lista civica nazionale "Per il bene comune" Ospedale, carente l'organico dei medici chirurghi


Da Gazzetta del Sud del 16.4.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO - Si mantiene alta la tensione sull'operatività dell'ospedale "Giovanni XXIII". Dopo l'ennesimo sopralluogo del coordinatore regionale della Lista civica nazionale "Per il bene comune", avv. Renato Bellofiore, e di quello locale arch. Iacopo Rizzo, gli stessi ieri mattina hanno fatto pervenire un "rapporto" al direttore sanitario dell'Asp 5 dott. Vincenzo Rupeni e, per conoscenza, al presidente della Regione, ai commissari straordinari del Comune di Gioia, al commissario straordinario dell'Asp 5, al direttore sanitario del "Giovanni XXIII", al presidente della Conferenza dei sindaci nonché alle Procure di Palmi e Reggio.
«"Pbc" denuncia l'ennesima situazione di grave rischio – si legge – a danno dei pazienti, dei lavoratori del porto di Gioia Tauro e della popolazione della Piana a causa della carenza d'organico dei medici chirurghi. Sin dalla riapertura delle sale operatorie e del reparto di chirurgia, avvenuta lo scorso 31 marzo, l'organico preesistente alla chiusura dell'ottobre 2008 risulta carente della metà dei medici chirurghi. Alcuni perché non rientrati dall'ospedale di Scilla, altri perché durante il periodo di chiusura di Chirurgia trasferiti presso il nosocomio di Polistena e ancora non fatti rientrare, altri ancora perché in licenza e/o permesso. Situazione peraltro già segnalata il 10 aprile u.s. personalmente dai rappresentanti di "Pbc" alla segreteria del direttore sanitario dell'Asp 5». La Lista civica nazionale chiede quindi al dott. Rupeni, «un immediato ordine di servizio che risolva questi disagi nell'erogazione di un servizio di pubblica necessità».
«Ci risiamo» afferma da parte sua l'on. Elio Belcastro (Mpa). «Ci eravamo illusi che con la riapertura di Chirurgia potesse tornare un po' di sereno ma evidentemente ci eravamo sbagliati. Sull'ospedale che dovrebbe "tamponare" una grande polveriera infortunistica e non, si continua a remare contro per portare a termine un disegno organizzato da una minoranza che pretende di chiudere un ospedale moderno e a norma, imponendo la realizzazione di un ospedale nuovo (e non unico) in luogo diverso da quello democraticamente deliberato».

PROTESTA IN CORSIA - Gioia, ancora disagi all’ospedale “Giovanni XXIII”


Da il Quotidiano della Calabria del 16.4.09 di Nicola Orso
GIOIA TAURO - La lista civica “Per il bene comune” torna ad occuparsi dei problemi dell'ospedale “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro. “Denunciamo l'ennesima situazione di grave rischio a danno dei pazienti, dei lavoratori del Porto e dell'intera popolazione della Piana a causa del depotenziamento dell'organico dimedici chirurghi che dovrebbero operare presso il nosocomio gioiese”. Così esordiscono Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo, coordinatore regionale e locale del movimento Pbc, in una lettera inviata al direttore sanitario dell'Asp 5, Rupeni e al Governatore Loiero, alla Commissione straordinaria del Comune di Gioia Tauro, al generale Cetola, commissario straordinario dell'Asp 5, a Giuseppe Zampogna, direttore sanitario del “Giovanni XXIII”, a Rocco Ceravolo, presidente della Conferenza dei Sindaci, nonché alle Procure della Repubblica di Palmi e Reggio. “Sin dalla riapertura delle sale operatorie e di Chirurgia - scrivono - e anche prima, l'organico risultava carente. A ciò c'è da aggiungere che coloro che non sono rientrati da Scilla non sono stati sostituiti ed altro personale, temporaneamente destinato a Polistena, continua ancora a stare in trasferta”.

15 aprile 2009

La Lista “Per il bene comune” entusiasta per la scelta di non costruire l’impianto a Gioia «Termovalorizzatore, vince la legalità»


Da il Quotidiano della Calabria del 15.4.09 di NICOLA ORSO
GIOIATAURO -Il secondo inceneritore non verrà costruito a Gioia Tauro. Giovedì scorso nel corso di una riunione tenutasi a Roma tra il Governo e la Regione, si è stabilito di abbandonare l'idea del raddoppio dell'impianto. In un comunicato diffuso alla stampa la lista civica “Per il bene comune”, tramite i coordinatori locale e regionale, rispettivamente Iacopo Rizzo e Renato Bellofiore, esprime piena soddisfazione per la decisione presa. “Finalmente - riporta la nota - dopo tante battaglie durate due anni, le 8000 firme raccolte dai movimenti popolari composti da sindaci, partiti, parti sociali e singole personalità e dopo le manifestazioni pubbliche di Catanzaro, Lamezia e Reggio, anche questa battaglia di civiltà è stata vinta. L'aver messo da parte - continuano Bellofiore e Rizzo - la scellerata decisione del raddoppio, quando ormai era stato tutto stabilito, è la chiara dimostrazione che quando si procede sulla strada della legalità, in difesa dei principi imprescindibili della salute pubblica e del rispetto delle peculiarità del territorio, ogni ostacolo può essere superato”. Dunque, niente raddoppio dell'inceneritore, una prospettiva che aveva agitato gli animi di alcuni soggetti politici e non, una decisione che, se fosse stata attuata, secondo
i sostenitori del no al raddoppio avrebbe provocato danni irreparabili all'ambiente e, di conseguenza, alla salute dei cittadini. Per Bellofiore e Rizzo ed il loro movimento, particolarmente impegnati sul fronte del no, possiamo dire che sia stata la gradita
sorpresa dell'uovo di Pasqua. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Laureana di Borrello, Domenico Ceravolo, che, fermo restando «l’impegno a verificare le emissioni », esprime compiacimento per la scelta della Regione, «che dimostra
che quando i sindaci della Piana rimangono uniti, ottengono risultati». Ceravolo «Se i sindaci restano uniti ecco i risultati»

12 aprile 2009

Gioia Tauro - Dopo la svolta a Roma nel "tavolo Calabria" Termovalorizzatore, il Pbc plaude alla «vittoria della democrazia»


Ceravolo a nome dei sindaci: produttivo il fronte comune. Belcastro (Mpa): decisione sacrosanta
Da Gazzetta del Sud del 12.4.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
«Apprendiamo con soddisfazione la svolta stabilita giovedì scorso, a Roma nell'incontro tra il Governo e la Regione Calabria, al termine del quale si è deciso definitivamente che il secondo inceneritore (o il raddoppio del primo) non verrà costruito a Gioia Tauro». È quanto comunica la Lista civica nazionale "Per il Bene Comune" in una nota a firma del coordinatore regionale avv.
Renato Bellofiore e del coordinatore locale arch. Iacopo Rizzo. «Finalmente – si legge – dopo battaglie durate due anni, ottomila firme raccolte dai movimenti popolari, una grande manifestazione a Gioia Tauro il 22 dicembre 2007 con diecimila persone in piazza (movimenti, comitati, sindaci della Piana, partiti e singole personalità politiche, parti sociali), nonché proteste pubbliche a Catanzaro, Lamezia e Reggio Calabria, anche questa battaglia di civiltà, di democrazia e di valori profondi è stata vinta per merito di tutti questi soggetti. L'aver abbandonato la decisione del raddoppio dell'impianto di contrada Cicerna, con in gioco tra l'altro enormi interessi economici, è la chiara dimostrazione che quando si procede sulla strada della legalità, in difesa dei principi sacrosanti edimprescindibili della tutela della salute dei cittadini e del rispetto delle peculiarità dei territori, la volontà delle popolazioni residenti non può e non deve essere ignorata». Da parte sua Rocco Domenico Ceravolo, presidente della Conferenza dei sindaci dei Comuni ricadenti nell'Asp 5, organismo che insieme a movimenti e associazioni è stato promotore e protagonista di numerose mobilitazioni che indussero il governatore Loiero e il Consiglio regionale ad emanare la legge che bloccò il raddoppio dell'inceneritore, esulta per un risultato che «è una dimostrazione ulteriore del fatto che quando il fronte è comune è possibile raggiungere un obiettivo che va a tutto beneficio delle popolazioni amminstsrate. Continueremo a vigilare sul corretto funzionamento della struttura di contrada Cicerna, auspicando che la Piana di Gioia Tauro non venga mai più considerata come la pattumiera della regione». La notizia è stata accolta con favore anche dall'on. Elio Belcastro (Mpa), per il quale «era atteso con impazienza e trepidazione l'annuncio che la Regione aveva sposato la giusta causa delle popolazioni della Piana di Gioia Tauro che in tutti i modi civili e democratici avevano espresso e ribadito la loro ferma opposizione al raddoppio dell'impianto di termovalorizzazione di contrada Cicerna. È una decisione sacrosanta – continuato l'on. Belcastro – perché non è giusto che tutti gli impianti che creano disagi e problemi all'ambiente e alla salute vengano sistematicamente "assegnati" a Gioia Tauro. Mentre quando si presenta l'opportunità di dare qualcosa che serva a dare sollievo ai grossi problemi di disoccupazione esistenti nel territorio, tutto viene "dirottato" in aree più forti e protette. Come è avvenuto per la tanto sbandierata zona franca che ha avuto ben altre destinazioni (due a Lamezia) e per l'ospedale "unico" che la politica vorrebbe allontanare dalla zona di grande fruibilità e "codice rosso", aumentando la portata dei pericoli per cittadini e lavoratori».

1 aprile 2009

Gioia Tauro Soddisfatto il Pbc che ha avuto una grande parte nella "battaglia" di riapertura Ospedale, riattivate da ieri le sale operatorie


Ospedale, riattivati da ieri sale operatorie e reparto chirurgia
Galati: occorre un nosocomio capace di rispondere alle esigenze dell'intera area
Da Gazzetta del Sud del 1.4.09 di Vincenzo Toscano
GIOIA TAURO
Chirurgia ha ripreso la sua preziosa attività al "Giovanni XXIII" dopo ben sei lunghi mesi di "distacco" a Scilla. Grande soddisfazione in città, di cui si è fatto interprete il commissario straordinario dott. Domenico Galati, il quale, dopo il sopralluogo di un mese addietro al nosocomio cittadino, ha intrapreso un'azione decisa e determinante per la riapertura delle sale operatorie.
«Quando le istituzioni dialogano – ha esordito Galati – riescono a risolvere tutti i problemi. E poi trovo giusto che Gioia Tauro diventi il baricentro delle strutture al servizio dei cittadini e dei lavoratori, visto che questa città è il fulcro su cui poggiano grandi strutture industriali ed economiche. Il porto, il rigassificatore in procinto di essere realizzato, hanno bisogno di un nosocomio capace di rispondere puntualmente alle esigenze dell'intera area. Questo è il fattore più importante che deve avere priorità e che non può essere disatteso. Per il resto, vedremo. Perché, oltre all'aspetto sanitario e infortunistico, vi sono altri problemi non meno importanti. Come la questione della mobilità e dei collegamenti dei quali i cittadini di Gioia Tauro e della Piana non possono fare a meno. Ed i lavoratori devono potersi servire di mezzi efficienti per raggiungere il loro posto di lavoro nel porto e nelle aree industriali. La viabilità – ha proseguito Galati – sarà interessata dai prossimi insediamenti e quindi bisogna pensare alle vie di collegamento prima che questi insediamenti vengano completati e messi in funzione. E tutto deve essere programmato e realizzato in anticipo per non stravolgere la vita dei cittadini ai quali bisogna offrire per tempo le opere di cambiamento. Operare in anticipo significa quanto meno procedere in parallelo alla creazione di tutte quelle infrastrutture capaci da fronteggiare in modo "indolore" l'impatto con la nuova realtà, di una città proiettata nel futuro. In questo contesto – ha concluso Galati – è fin troppo evidente che Gioia Tauro non può fare a meno di avere un ospedale che dia risposte ai cittadini e ai lavoratori. E il "Giovanni XXIII" non può essere lasciato così com'è, ma va necessariamente potenziato in divisioni e reparti perché non può delegare a nessuno il ruolo che ha e che è chiamato a svolgere con l'entrata in funzione di un colosso industriale come il rigassificatore».
Commovente la cerimonia d'inaugurazione cui hanno partecipato i dott. Zumbo, Cutrupi, Currò, il direttore sanitario dott. Giuseppe Zampogna e paramedici; la stessa è stata preceduta dalla benedizione dei locali da parte dell'infermiere Scarcella, nelle vesti di diacono. Renato Bellofiore e Iacopo Rizzo di Pbc che hanno avuto una grande parte nella "battaglia" di riapertura di Chirurgia, hanno dichiarato che «finalmente l'ospedale avrà all'attivo delle sale operatorie efficienti che permetteranno a reparti validissimi come urologia, pronto soccorso, chirurgia, cardiologia, anestesia di poter riprendere la loro piena e totale attività sanitaria, al servizio della popolazione. I cittadini della Piana e gli oltre 3.000 lavoratori portuali potranno tirare un mezzo respiro di sollievo. Diciamo mezzo perché fin quando non verranno riaperti i reparti e le strutture "portanti" come "traumatologia/ortopedia" e "medicina" ed a pieno regime quello di cardiologia con la terapia intensiva e radiologia h. 24, si continuerà a far rischiare la vita ai tanti lavoratori del porto. E' infatti di ieri notte la notizia che un lavoratore del porto ha subito un gravissimo incidente a causa della caduta di un container su di un arto inferiore, provocandogli un trauma da schiacciamento con amputazione parziale del piede destro. Purtroppo tale lavoratore portato d'urgenza al pronto soccorso dell'Ospedale più vicino, vale a dire Gioia Tauro, senza un servizio di radiologia notturna e senza il reparto di ortopedia, è stato dirottato per forza maggiore presso l'ospedale di Polistena. Il tutto perché ancora oggi qualcuno alla Regione e all'Asp 5 ha deciso, non si sa in base a quale logica, di ignorare la "polveriera infortunistica" e di continuare nella "frammentazione degli orticelli", facendo si che l'ospedale adiacente al più grande porto del Mediterraneo, non debba essere completo di reparti vitali come radiologia h 24, ortopedia/traumatologia, cardiologia e terapia intensiva, medicina, che lo renderebbero finalmente a tutti gli effetti un "ospedale per acuti" come previsto dal piano regionale».
Pbc conclude ringraziando quanti sono stati vicini "in questa battaglia di civiltà. Il dott. Galati, l'on. Belcastro, Cosimo Altomonte e Nunzio Candido del Pd, Pro Loco, l'Alaga, l'associazione pensionati e le società di mutuo soccorso di Gioia Tauro".

Gioia, riapre Chirurgia La soddisfazione di medici, infermieri, commissario e lista Pbc


Dopo mesi di lavori all’ospedale Giovanni XXIII attive anche le sale operatorie
Da Il Quotidiano del 1.4.09 di NICOLA ORSO
GIOIA TAURO - Da ieri mattina all'Ospedale “Giovanni XXIII” si respira un clima diverso. Dopo alcuni mesi di interruzione per motivi di lavori urgenti sono stati riaperti il reparto di Chirurgia e le sale operatorie. Le battaglie, condotte incessantemente dalla lista civica “Per il bene comune” e da altri soggetti politici e non, fra questi l'Alaga e la Pro Loco, hanno prodotto il risultato sperato. “E' un ottimo traguardo per la città e per tutti coloro che si sono adoperati affinché si tornasse alla normalità - ha detto il responsabile locale del Pbc Iacopo Rizzo - nel corso della breve cerimonia aperta dalla benedizione, a cura dell'infermiere professionale Antonio Scarcella, che è anche diacono ed alla quale hanno artecipatoi dirigenti medici Giuseppe Currò e Franco Cutrupi, il direttore di Urologia Antonino Zumbo, l'aiuto chirurgo Carlo Madafferi, nonché il personale infermieristico ed ausiliario. Da parte sua Renato Bellofiore, coordinatore regionale del Pbc, ha affermato: “Questo è uno degli obiettivi che ci siamo preposti perché nella Piana di Gioia Tauro possa ritornare una sanità efficiente. Riteniamo che l'Ospedale di Gioia Tauro sia in grado di dare un grande contributo. Qui ci sono reparti validissimi, con altrettanto valido personale medico e paramendico che, avendo gli strumenti adeguati, può garantire sanità di alto profilo”. Compiacimento per i risultati ottenuti sono stati espressi dal direttore sanitario del nosocomio gioiese Giuseppe Zampogna e dal commissario prefettizio Rocco Domenico Galati. Quest'ultimo, qualche tempo fa, si era personalmente recato in ospedale per una ricognizione di carattere generale sullo stato complessivo della struttura sanitaria. “Sono soddisfatto - ha detto Galati - in una sua breve dichiarazione. L'Ospedale di Gioia Tauro, per il ruolo strategico che ha, merita la massima attenzione e l'impegno della Commissione Straordinaria il cui sforzo è volto di azionare un'opera di salvaguardia della legalità e dei diritti a partire da quello alla salute. Saremo vigili anche nel futuro per evitare che accada quanto si è verificato in futuro e cioè che per piccoli, banali incongruenze o guasti il presidio ospedaliero venga chiuso o trasferito”. Da ieri, dunque, Chirurgia e sale operatorie in piena efficienza, per affrontare le necessità della popolazione del comprensorio.